Ramadàn 1432
Al-Wafàa - n°1
Agosto 2011


Imsakìyyah
di Ramadàn 1432


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L'Egira
(Quaderni Islamici n.°78)

INSEGNAMENTI DEL PROFETA
NEL HADITH QUDSIYY

La mia Misericordia…

Abbiamo appreso da Abū Huràyrah, Allàh si compiaccia di lui, che il Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:
Allàh, l’Altissimo, dopo avere ultimato la creazione, scrisse nel Suo Libro:   
“In verità, la Mia Misericordia ha il sopravvento sulla Mia ira”.

Egli prescrisse a Se stesso questa regola di condotta e le prescrizioni che Egli diede a Se medesimo, che siede sul Trono, sono per Lui norme inderogabili.

In questo ḥadīth qudsìyy troviamo tre insegnamenti, che sono fondamentali nella visione islamica del mondo.

Il primo di questi insegnamenti è la concezione creazionista.

L’universo in cui viviamo, visibile e invisibile, ha origine in una attività creativa, di cui  l’autore è Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce.

Creare significa produrre la realtà dal nulla, mediante un atto di volontà; e poiché l’uomo è oggetto-soggetto della creazione e, quindi, non ne è stato testimone, la conoscenza, che egli ha di questa attività, con la quale Allàh produce dal nulla il cieli e la terra e ciò che in essi esiste, gli deriva dalla Rivelazione, di cui è Autore Allàh (**), il Quale è anche l’Autore della creazione.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, è il Creatore della Terra e di tutto ciò che Terra non è! Vale A dire che Allàh è il Creatore dell’universo, visibile e invisibile in cui viviamo.

Nel Sublime Corano tutto ciò che Terra non è viene indicato con la parola “as-samāwāt, che, letteralmente, significa “i cieli”.

Il creato, che è l’oggetto della creazione divina, è stato posto in esistenza in quattro dimensioni: le tre dimensioni spaziali e la dimensione tempo.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, è l’Ente, creatore dell’Esistente. La Sua Realtà, la realtà divina, non ha carattere esistenziale; per questo motivo Allàh non può essere oggetto di conoscenza da parte dell’uomo per mezzo di esperienza, per mezzo di esperienza umana!

Egli, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha una dimensione sottratta all’esperienza dell’uomo. Se immaginiamo, estrapolando dalla realtà a quattro dimensioni, di cui abbiamo esperienza, in cui viviamo e in cui siamo immersi, che la realtà divina abbia cinque dimensioni, facilmente possiamo avere chiara l’idea che essa è al di sopra delle capacità di pensiero dell’uomo, che ha capacità di avere esperienza solo di realtà esistenti nelle quattro dimensioni in cui l’uomo vive.   Una realtà a cinque dimensioni non può essere concepita dal pensiero umano; una realtà divina  a cinque dimensioni potremmo chiamar la con una parola coranica al-mirṣād .

Dice Allàh (**) nel Sublime Corano:

wa ràbbu-ka bi-l-mirṣād
il tuo Signore si trova nel Mirṣād.

Questa parola, che si trova nel Sublime Corano, potrebbe esser un’allusione alla dimensione divina.

Questo concetto ha da essere chiaro per non cadere nella trappola del dubbio, che Satana vuole nella mente dell’uomo a proposito di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce.

Satana, infatti, o sotto forma di uomo o sotto forma di ginn, dice:

Il Cielo chi lo ha creato? Il cielo lo ha creato Allàh! La terra, chi l’ha creata?  L’ha creata Allàh! L’uomo lo ha creato? Lo ha creato Allàh! 
E Allàh? Allàh chi lo ha creato?

Ecco dove deve essere tenuto a mente l’avvertimento divino:

Non vi inganni la vita terrena e non vi inganni a proposito di Allàh l’Ingannatore.

Un giorno il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, vide delle persone in atteggiamento da pensatore. Chiese: A cosa state pensando? Risposero: Ad Allàh! Osservò, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:” Riflettete, piuttosto, sulla Creazione di Allàh, perché, quanto a Lui, la vostra mente non ha la capacità di comprenderLo (o come disse)!

In conclusione, riguardo alla realtà in cui viviamo, l’unica fonte attendibile e sicuramente veritiera di informazione è lo stesso Creatore della realtà, per cui ogni e qualsiasi diversa idea non può essere nemmeno presa in considerazione da chi abbia il cervello che ragiona nel reticolo concettuale della rivelazione divina, cioè dal musulmano, consapevole della sua condizione di creatura 

Il secondo insegnamento è che Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, si presenta, ai fini della comprensione da parte dell’uomo, in forma di soggetto, il Quale impone a Se medesimo delle norme di condotta nei confronti della Sua creatura umana, codificate in un Libro.

Il terzo insegnamento è una buona novella! La Misericordia che Allàh-Creatore nutre nei confronti dell’uomo-creatura non sarà mai superata dalla collera che in Lui suscitano le trasgressioni umane, quando l’uomo-trasgressore si ravveda e chieda umilmente perdono. Infatti  tra i novantanove nomi di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il Perdono, espressione di Misericordia, ne contempla, unico, ben tre:  al Ghàfir Il Perdonatore, al-Ghaffār Colui che è incline al Perdono, al-Ghafūr Colui che ama che gli venga chiesto perdono.

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