Ramadàn 1432
Al-Wafàa - n°1
Agosto 2011


Imsakìyyah
di Ramadàn 1432


Orari
delle Preghiere

 



Mostra:
Karam Sebastiano
Cannarella

Ist. italiano di Cultura,
Rabat, Marocco.
6 giugno 2011
27 novembre 2011


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Edizioni del Càlamo


Sura al-Rahmàn
(Quaderni Islamici n.°81)

Karam Sebastiano
Cannarella

Quando l’Oriente
e l’Occidente si incontrano…

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Quello di Karam è, non solo, un percorso artistico di crescita interiore, ma anche un viaggio metaforico dall’Occidente all’Oriente, con l’intento di far incontrare  in modo armonioso due culture, quella italiana e quella araba, e con il desiderio di favorire la reciproca conoscenza tra questi due popoli in un territorio privilegiato, quello dell’arte, assolutamente privo di barriere o incomprensioni.

Karàm Sebastiano Cannarella, grazie ad Allàh, possiede una squisita sensibilità umana, da cui è costantemente stimolato alla ricerca della verità, attraverso il suo talento artistico.

Egli è, senz’altro, un maestro del colore, di cui possiede tutti i segreti; infatti, nelle sue opere, di notevole livello estetico, egli presenta una affascinante rilettura di tematiche islamiche, attinte all’immaginario che l’Occidente ha dell’Islàm, con sapienti armonie cromatiche, nelle quali egli rende perfettamente l’anima dell’Islàm, che è l’equilibrio. 


Sublime Corano,
Sura 55, Al-Rahmàn (Il Compassionevole)
  Ayah 24: A Lui (appartengono) le navi,
alte sul mare come colline.

Egli costruisce una figurazione di forme complesse, sottolineante da prospettive, da fondi, da tagli che,  mistericamente, giungono alla proclamazione del Messaggio, elevandolo  alla dignità di elemento primario delle composizioni, che fluttuano in un’atmosfera carica di suggestioni tonali, come in un dialogo tra espressionismo astratto e surrealismo carico di forza emotiva proveniente dalla immaginazione di una realtà figurale, di un mondo metafisico, che è il risultato della sua dimensione artistica, tesa alla ricerca di una grammatica che permetta di comunicare con la potenza dogmatica delle immagini  la potenza salutare e salvifica della lettera coranica con un linguaggio pittorico dalla sapiente comunicativa visiva, dotata di toni, accostamenti e contrasti, simboli e forme,  spinta sino alle soglie del surrealismo, che tuttavia, però in esso non cadono, con uno spirito moderno e carico di cultura.

Nei suoi quadri il segno, l’elemento strutturale, la struttura stessa è al cuore del momento ideativo della traduzione in immagine dell’emozione interiore prodotta dal suono della Parola divina che  si trasforma in lirica cromatica, guidando il gesto che mette in opera il pennello e determina essa stessa il suo contenuto fenomenico, pregnante di significati reconditi sulla scala della trascendenza alle altezze mistiche, dove l’ascesi confina con il divino consegnato ai calligrammi della lingua araba e la ricchezza dell’invenzione grafica è legata a una tensione ultima che sfocia nell’incantesimo in cui l’ignoto si rivela miracolosamente, sicché è impossibile resistere alla magia del quadro che determina un clima nel quale è possibile individuare le proposte inquietanti delle possibilità cibernetiche, che caratterizzano sempre più, di giorno in giorno, l’attuale divenire dell’uomo.

Si tratta di messaggi complessi che non sono ricevibili se non dopo avere superato le zone del significato sommario del lessico pittorico ed essere entrati in quelle più complesse del senso simbolico-escatologico.

La narrativa coranica è resa nei suoi ritmi arcani in termini di pittura, cioè, d’arte, riassunta in uno stile rispondente alla particolare preferenza  di Karam, il quale  con un suo linguaggio lirico articola con totale padronanza il suo discorso interpretativo della Parola di Allàh in immagini pittoriche nelle quali la composizione è sorretta da un intimo legame alla tematica del soggetto, che è sempre evocazione di realtà coraniche, trasfigurate poeticamente in sintesi cromatiche dal suo pennello, nelle realizzazioni del quale è rilevabile un parallelo tra la struttura del quadro e la struttura del suo Messaggio visivo.

Permea gran parte della sua sensibilità poetica e della sua esistenza quotidiana  elemento unificante nel quadro si rispecchia nel colore  il significato delle parole. Ogni cultura è governata da un suo proprio codice. Inconsce associazioni, giudizi, scale di valori si inceppano, quando cambia il luogo, per cui, lo studioso della produzione pittorica di Kàram si deve spogliare delle proprie abitudini di pensiero, svestirsi delle proprie griglie percettive, dei propri  strumenti di conoscenza e di interpretazione. Così facendo lo studioso occidentale dell’arte di Kàram potrà allargare i suoi orizzonti estetici a comprendere il mondo islamico attraverso il linguaggio universale dell’arte, a cui Kàram ha affidato anche lo svolgimento di una funzione educativa e di umanizzazione  attraverso le esternazioni pittoriche della sua sensibilità estetica.

Egli produce la sua arte astratto-geometrica  in segni pittografici, animati da una intensa energia interiore, che li trasforma in  informali entità biomorfiche; il tutto in un’opera omnia, concepita come un tutto unico compatto e omogeneo.  In esso prende vita, dalla sua totalità, l’atteggiamento didattico di Karam, che si preoccupa di far vedere all’altro quello che vede  e sente lui, l’incontro tra Occidente e Oriente, sforzandosi, e con successo, di realizzare nelle sue opere una perfetta coincidenza di struttura e forma, di significante e significato, dove ognuno dei due termini appare inscindibile dall’altro.

Ogni musulmano dovrebbe sentirsi onorato di arricchire la propria abitazione, con una collezione di opere di Karam Sebastiano Cannarella.

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