Ramadàn 1432
Al-Wafàa - n°1
Agosto 2011


Imsakìyyah
di Ramadàn 1432


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delle Preghiere

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Il Digiuno
nel Mese di Ramadàn
(Quaderni Islamici n.°41)

 

Astronomia

Disse il profeta Muhàmmad,
che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

Shàhru Ramadàn
sàyyidu shuhùr

Il mese di Ramadàn
è il signore dei mesi

Il mese di Ramadàn è il nono mese dell’anno lunare (egiriaco) e inizia all’apparire della luna nuova. Il novilunio (neomenia) è indicato nei calendari solari con il cerchietto nero, fenomeno astronomico, quando si verifica la congiunzione luna-sole al tramonto (del sole). L’apparizione della luna avviene, normalmente al tramonto del sole del giorno dopo, quando il sole tramonta qualche minuto prima della luna, per cui, per qualche minuto, illuminato dal sole, appare il margine destro della luna, con la gobba a ponente, da cui il proverbio astronomico italiano: “gobba a ponente, luna crescente, gobba a levante, luna calante", Il giorno “lunare” ha inizio al tramonto del sole e termina al tramonto del sole successivo e si chiama nictamera: l’arco notturno (nikt) precede l’arco diurno (emera). Il digiuno va dall’alba al tramonto, per cui, sotto il profilo “solare” il digiuno inizia all’alba del giorno dopo quello (solare) in cui la luna è stata avvistata. Ciò che dà inizio e termine al mese è l’avvistamento della luna nuova, per cui - anche se dalle effemeridi il novilunio è avvenuto - se non viene avvistata al tramonto del 29° giorno del mese prima (Sha’bàn), quest’ ultimo si considera di 30 giorni. Una curiosità: anche in Italia il giorno fu l’arco di tempo da un tramonto al tramonto successivo fino al 1848 in cui il papa di allora, Pio IX, decretò doversi computare il giorno dalla mezzanotte alla mezzanotte successiva, 24 ore dopo.

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