Ramadàn 1432
Al-Wafàa - n°1
Agosto 2011


Imsakìyyah
di Ramadàn 1432


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(Quaderni Islamici n.°76)

Aggressione
a Padova

COMUNICAZIONI

Riceviamo, con preghiera di diffusione, il seguente comunicato stampa, che non possiamo non sottoscrivere.

 

Comunicato stampa

in merito all'aggressione subita a Padova il giorno 25/05/11 da una giovane studentessa musulmana.

 

La Comunità Islamica Italiana esprime il suo sdegno per l'aggressione subita dalla giovane studentessa universitaria di origini marocchine residente a Padova, figlia dell'imam della moschea di via Anelli. La ragazza mentre era alla fermata dell'autobus, è stata avvicinata da una donna, che l'ha aggredita, tentando di strapparle il velo dalla testa, mentre le urlava addosso gli epiteti irripetibili. Questo episodio è, in ordine cronologico, l'ultimo di una serie di eventi analoghi, che le donne musulmane residenti in Italia hanno vissuto. E’ quasi all’ordine del giorno venire a sapere che una donna musulmana è stata aggredita (talvolta verbalmente e talvolta, come in questo caso, perfino fisicamente), discriminata, ingiuriata. E’ sconcertante il fatto che la donna musulmana faccia fatica a trovare lavoro, soprattutto quando indossa il velo; venga derisa per la strada, sia oggetto di continui commenti e battute grevi, espressi non solo da giovani, ma anche da adulti e addirittura da persone anziane di ambo i sessi, che,  per la strada, giungono al punto di inveire contro lei con parolacce e insulti. La studentessa musulmana viene talvolta osteggiata perfino nell'ambito scolastico da professori (analfabeti, quanto a conoscenza dei diritti fondamentali, garantiti dalla Costituzione repubblicana), i quali giungono a intimarle di togliere il velo, oppure  a pretendere, che mangi cibi, che non le sono consentiti, per ridicolizzarne la fede in presenza dei compagni di classe.  Sono episodi realmente accaduti, e che ogni giorno, anziché diminuire, aumentano  in numero e anche in gravità, come dimostra ciò che è avvenuto alla giovane studentessa padovana di fede islamica. E’l'inevitabile risultato di uno squallido approccio sociale, che insiste nel mostrare il musulmano (che sempre più frequentemente straniero non è, data l'alta percentuale di reversione all’Islàm di autoctoni e di giovani di seconda generazione, che si sono ormai da anni stabiliti in Italia) come un pericolo e come un individuo, da cui difendersi. Tutto quanto sopra anche a causa dei mass media, i quali, al servizio di chi ha interesse politico alla demonizzazione dell’Islàm e dei Musulmani, danno risalto solamente al musulmano, che delinque (una irrisoria minoranza; in ogni gregge c’è una pecora nera) piuttosto che al musulmano, che, vivendo e lavorando con onestà (la stragrande maggioranza),  contribuisce allo sviluppo del paese e - perchè no? - a rimpinguare le casse statali con i suoi contributi in modo che gli anziani possano avere un minimo di pensione assicurata anche grazie al loro lavoro. E' ora di far fronte a questa ingiusta situazione, per cui è di capitale importanza che le istituzioni prendano i provvedimenti  opportuni per migliorare, quanto prima possibile, la situazione delle donne in generale e, nel caso specifico, delle credenti musulmane, le quali altro non fanno, che esprimere la loro devozione religiosa, coprendosi un po' di più rispetto alle altre donne. Ci rivolgiamo perciò al ministro delle Pari Opportunità, alle associazioni che si occupano della tutela delle donne e degli stranieri, nonché a tutti i cittadini di buona volontà, affinché insieme si  operi a tutti i livelli per far sì che questa vergogna vada a scemare e, col tempo, a finire.

 

U.CO.I.I. - Unione delle Comunità Islamiche d'Italia

A.D.M.I. - Associazione Donne Musulmane d'Italia

Associazione Donne e Mamme Musulmane (SV)

CIMA Comunità Islamica delle Marche

Comunità dei Musulmani della Liguria

CIDA Comunità Islamica di Ancona

Associazione Life Argenta

Associazione Casa Africa di Imperia

A p s islamica “La Guida Retta” di Vicenza

Comitato "Un ponte per la pace" (VR)

Consiglio Islamico di Verona

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