Dhu-l-qà’da  1432
Al-Wafàa - n°2
Ottobre 2011


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(Quaderni Islamici n.°23)

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Siria - Panoramica

Geografia

La Siria si affaccia a ovest sulla parte orientale estrema del Mediterraneo, confina a nord con Turchia e Iràq, a est e sud est con la Giordania, a sud ovest con la Palestina occupata (oggi Israele), a ovest con il Libano

La Siria occidentale è una vasta pianura costiera, che verso l’interno si esaurisce ai piedi di una zona montuosa (montagne degli Alaouites e dell’Antilibano). La regione settentrionale è fertile e si sviluppa verso sud in un’area centrale stepposa, fino a degradare in un deserto. I fiumi principali sono l’Eufrate, il Khabur, il Barada.

 

Popolazione

Il 90% della popolazione  è costituita da Arabi.

 

Lingua

La lingua ufficiale è l’arabo.

 

Religione

Quanto alla religione gli abitanti della Siria sono musulmani sunniti per il 74%,  settari nusayriti, detti anche Alaouiti o al-Ansarìyyah per il 16% e cristiani per il 10% )

 

 

 

Storia

La storia della Siria abbraccia una vasta area geografica e culturale, comprendente i territori degli attuali: Libano, Palestina occupata (oggi Stato ebraico), Giordania, la parte nord-est della Turchia e dell’Iràq. Ebbero stanza nell’antica Siria: Amoriti, Cananei, Fenici e Ebrei. Sul suo territorio passarono e si insediarono diverse ondate di invasori: Aramei, Assiri, Babilonesi, Persiani.

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Fu unificata dopo la sua conquista da parte di Alessandro il Macedone  (detto Magno) nel 332 a.C. Conquistata da Roma nel 63 a.C., passò  sotto Bisanzio nel 395 d.C.

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Nel settimo secolo dell’era volgare. i Musulmani la liberarono dal dominio bizantino (636 e.v.)  e vi introdussero la lingua araba, la cultura islamica e l’Islàm (a cui le masse, sfruttate e oppresse dal sistema di dominio dell’uomo sull’uomo di Bisanzio, aderirono entusiasticamente; e chi volle mantenere le proprie tradizioni religiose cristiane e giudaiche potette farlo indisturbatamente). Dal 636 e.v. al 661 i territori della Siria fanno parte del  Califfato ortodosso  dei califfi ben guidati (Omar e Othmàn). Alla morte di Othman nasce una controversia tra Mu’àwiah, governatore della Siria e il successore di Othmàn, Ali bin Abi Tàlib, che si esaurisce con la morte violenta di Alì e la susseguente cessione del Califfato a Mu’àwiyah  da parte Hàsan, figlio  e successore di Alì per acclamazione dell’esercito califfale. Con la morte di Hasan il califfato si consolida nelle mani di Mu’àwiyah, il quale trasferisce a Damasco la capitale e fonda la dinastia Omàyyade, che dura fino al 750, con il subentro degli Abbasidi al governo del Califfato.

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Dal 661 al 750 d.C. durante il Califfato degli Omayyadi con capitale a Damasco, la Siria fu il centro del vastissimo impero islamico che confinava a ovest con l’oceano Atlantico e a Est con l’Indo. Alla caduta degli Omayyadi, con il subentro degli Abbasidi al governo dell’impero islamico, la Siria perde la sua centralità con il trasferimento a Baghdàd della capitale del califfato.

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Con la disintegrazione politica del territorio califfale la Siria diventa sede di diverse signorie locali, Nell’XI sec. miladico il nord della Siria è invaso dai Turchi Selgiuchidi. Dal 1097 in avanti per più di cento anni sono presenti in Siria i Crociati. Salahu d-din al-Ayyubìyy li sconfigge nella battaglia di Hittin (anno 1187 miladico) e libera Gerusalemme dal dominio crociato. I Crociati restano in alcune teste di ponte sulla costa, fino alla loro estromissione definitiva ad opera dei Mammalucchi d’Egitto (anno 1291 miladico).

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I Mammalucchi vengono sconfitti nel 1517 dai Turchi Ottomani e la Siria, entrata a far parte dell’Impero ottomano, vi resta fino alla fine della prima Guerra Mondiale, nella quale l’Impero Ottomano, perdente, si disintegra nel 1918.

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Con il Trattato di Sèvres nel 1920  la Siria viene staccata dalla Turchia e la sua amministrazione viene affidata dalla Lega delle Nazioni alla Francia, che prende il controllo della Siria come potenza mandataria. La piena indipendenza non è raggiunta fino al 17 aprile 1946, anno in cui le truppe francesi di occupazione evacuano il territorio di Siria.

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Ha inizio una serie di disordini interni e di attività avventurose negli affari internazionali . Tra il 1946 e il 1966 il paese è scosso da una serie di colpi di stato politici e militari. Dal 1958 al 1961 la Siria fa parte della R.A.U. Repubblica Araba Unita sotto la presidenza del Presidente dell’Egitto, abd-el-Nasser.

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Le truppe siriane partecipano alle guerre Arabo-Israeliane  (1948, 1956, 1967, 1973). Dopo la prima guerra la Siria divenne uno dei principali centro arabi del Movimento di Liberazione della Palestina. I leader di questo movimento e i rifugiati palestinesi presenti in Siria hanno avuto un forte impatto emotivo nella politica interna e estera del governo siriano.

 

Politica

Dal 1963 la politica siriana è dominata dal partito Ba’ath, un movimento nazionalista, che si qualifica come promotore della rivoluzione socialista in tutto il mondo arabo.  Nel 1966 un colpo di stato militare spodesta il governo civile, accusando i leaders al potere di non attuare i principi del partito. Salgono al potere Nureddìn al-Atassi come capo dello Stato e Youssef Zayyen come capo del governo.  Nel 1970, a seguito della sconfitta nella guerra dei sei giorni, prende il potere il generale Hafez el-Assad (appartenente alla setta nusayrita).

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1973. La Siria di el-Assad attacca lo Stato ebraico, congiuntamente all’Egitto.

1976. Il Libano è in preda alla guerra civile, l’esercito siriano interviene e la Siria stabilisce una forma di protettorato.

1980. La Siria di el-Assad appoggia l’Iran nella guerra scatenata da Saddam Hussein contro la Repubblica islamica dell’Iran.

1982. In seguito all’invasione del Libano da parte dell’esercito ebraico, l’aviazione dello Stato ebraico distrugge diciassette batterie di missili della difesa anti-aerea siriana. Siria e Stato Ebraico firmano un “cessate il fuoco”.

1990. Hafez el-Assad condanna l’invasione dell’emirato del Kuwait da parte dell’ Iràq di Saddam Hussein e appoggia l’azione militare del presidente americano Bush per ripristinare la sovranità dell’Emiro spodestato. Cosa che avviene. L’esercito iracheno d’invasione viene respinto fuori dai confini dell’Emirato, con gravissime perdite di uomini e materiali.

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Il 10 giugno del 2000 il presidente siriano Hafez el-Assad muore e, designato all’unanimità dal governo siriano a succedere al padre nella guida del Paese, gli succede il figlio Bashàr, per legittimare la  presidenza del quale,  viene modificata la Costituzione.

2003. Gli Stati Uniti di G. W. Bush jr, invadono l’Iràq e la Siria condanna l’invasione. La presenza siriana in libano viene ridotta da 35.000 a 15.000 uomini.

2004. Gli USA denunciano che Bashar dà protezione a terroristi islamici e impongono alcune sanzioni alla Siria.

2005. Le autorità siriane sono accusate di essere coinvolte nell’assassinio dell’ex presidente libanese Rafiq el-Hariri. Il governo siriano nega. In Libano forti manifestazioni popolari anti-siriane. Dopo 29 anni, le truppe siriane si ritirano dal Libano.

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Le strutture dell’amministrazione civile, l’esercito, la polizia della Siria sono nelle mani degli appartenenti al partito Bà’ath (laico, di ispirazione marxista-leninista), fondato, a suo tempo, da un cristiano di nome Michele Aflaq, composto da appartenenti alla minoranza settaria nusayrita, una delle tante sette e confraternite sufiche, tutte di matrice shiita, che all’interno del vasto oceano islamico, costituiscono innocue chiazze di inquinamento.

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I Nusayriti, che si chiamano anche Ansarìyyah sono gli epigoni odierni di una setta shiita costituitasi in Siria nel IX sec. miladico, che prende il nome dal suo fondatore Muhàmmad Ibn Nusàyr un imàm shiita. La dottrina della setta è costituita da una combinazione di gnosi, esoterismo e islàm, vale a dire non ha niente a che fare con l’Islàm, a tal punto che nelle manifestazioni controrivoluzionarie dei sostenitori della dittatura assadiana dei nostri giorni, si è sentito, chiaramente, urlare: “la ilàha illà bashàr!” (non c’è divinità, se non Bashàr!); il che è tutto dire.

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Essi, i Nusayriti, credono che Ali, Muhàmmad e Salmàn il Persiano, costituiscano una trinità, diretta emanazione della Sapienza divina e che le anime trasmigrino (metempsicosi): niente a che fare con l’Islàm! Il governo mandatario francese riconobbe ai Nusayriti siriani uno stato amministrativo e giuridico autonomo, dando vita a un “territorio degli Alaouiti”, essendo i nusayriti degli shiiti e gli shiìti essendo gli “appartenenti al partito di Alì bin Abi Tàlib” (shì’atu ‘alìyyi).

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Il regime di polizia nusayrita/shiìta istaurato dalla dittatura ba’athista ha paralizzato la maggioranza sunnita e l’opposizione, condotta in segreto e apertamente dai Fratelli Musulmani, è stata sempre violentemente repressa, culminando  con il massacro degli insorti sunniti della città di Hama, che è stata rasa al suolo con tutti i suoi abitanti (migliaia, combattenti e non combattenti), dall’esercito siro/nusayrita. Inoltre, il regime nusayrita siriano, prendendo esempio dal decreto del CLN – Alta Italia, emanato il 25 aprile 1945: Tutti i fascisti sono condannati a morte, tranne i casi meno gravi (sic!)” -  ha decretato "la condanna, immediatamente esecutiva, alla pena di morte di chiunque risulti appartenente ai Fratelli Musulmani o simpatizzi per il loro movimento".

 

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Da qualche mese è in corso una rivolta popolare (della maggioranza sunnita) contro il regime (della minoranza nusayrita), le cui forze di sicurezza interna esercitano una violenta repressione delle manifestazioni, che lascia sul terreno decine e decine di vittime tra i manifestanti (sunniti), che reclamano la fine della dittatura.

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