Dhu-l-qà’da  1432
Al-Wafàa - n°2
Ottobre 2011


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Il Pellegrinaggio
alla Mecca

(Quaderni Islamici n.°23)

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Novità editoriali:


Il Cristo,
chi è veramente ?

(Quaderni Islamici n.°83)

Palestina - 1

In una storia politica del mondo islamico una posizione particolare occupa la Palestina, in quanto essa è ricordata nella parafrasi coranica, contenuta nella prima àyah della sura asra del Sublime Corano (sura XVII , Trasportò), quando, in riferimento alla moschea al-àqsa, Allàh(**)

 

L’Autore del Libro dice:

“di cui benedicemmo i territori circostanti”.

 

La Palestina è Terra santa dell’Islàm, in quanto è: (1) la terra del profeta Ibrāhīm, su lui la pace; (2) la terra dei Profeti dell’Islàm, discendenti da Isāq (Isacco), detto Isrā‹īl (Israele) , figlio di Ibrāhīm, su lui la pace, fino ad al-Masīh (il Messia) ‛Īsā (Gesù) figlio di Maria; (3) la terra dove sorge Bàytu-l-Màqdis, terzo dei luoghi santi dell’Islàm, dopo La Mecca e Medina, dove si trova la Moschea al-Aqsā; (4) prima direzione del rito islamico di adorazione e (5) Màsrannabìyyi, il luogo di destinazione del viaggio notturno del profeta Muhàmmad* sulla Terra e punto di partenza dell’ascensione alla presenza della Maestà divina, nella notte santa di al-isrā‹ wa
l-mi’rāj
.

 

Al tempo della rivelazione, i territori della Palestina (tra mare Mediteranneo e fiume Giordano e tra Monte Sinai e Monte Libano) fanno parte dell’Impero bizantino, sul trono del quale, dal 610 miladico, siede, a Costantinopoli, l’imperatore Eraclio ed è durante il suo regno che in Arabia, nell’anno 634 miladico, alla morte del primo califfo, Abu Bakr as-Siddìq,  subentra nella dignità califfale Omar Ibn al-Khattab.

 

Omar assume il titolo di amīru-l-mu‹minīna (Comandante dei credenti) e durante il suo califfato le ostilità alla frontiera dell’impero persiano e alla frontiera dell’impero bizantino entrano nel vivo, perché i due imperi hanno ammassato le loro armate ai confini dello Stato Islamocratico di Medina e si preparano all’invasione. A Qadisiyah, sull’Eufrate, la piccola armata islamica sbaraglia l’armata imperiale persiana nell’anno 636 e ha inizio la liberazione dei vasti territori dell’impero persiano. Nell’anno 639 tutta la Mesopotamia è liberata e la battaglia di Nihawand nel 642 miladico determina il crollo dell’impero con la conseguente liberazione dei territori dell’altipiano iranico dal dominio della dinastia Sasanide.

 

Nell’anno 635, avviene la liberazione di Damasco. Nel 636, sul fiume Yarmūk, in territorio siriano, un’armata imperiale bizantina, forte di 200.000 uomini viene affrontata dalla piccola armata islamica del nord, costituita da circa 30.000 uomini. Gli imperiali vengono sbaragliati e ha inizio la liberazione di Siria e Palestina in Asia e dell’Egitto in Africa. Nell’anno 638 viene liberata Gerusalemme.

 

 

LO STORICO EDITTO DI OMAR

 

Nel nome di Allàh

Il Sommamente Misericordioso
il Clementissimo

EDITTO

Il servo di Allàh e Comandante dei Credenti ‘Omar ibn al-Khattāb per sé medesimo, per i suoi successori e per tutti i Musulmani solennemente dichiara:

E’ garantito a tutti gli abitanti di Gerusalemme il rispetto delle loro vite e dei loro beni;il rispetto delle loro croci e dei loro luoghi di culto, che non saranno né occupati né demoliti; il rispetto delle loro credenze e delle loro pratiche religiose. Non ci saranno molestie né torti e come corrispettivo della protezione gli abitanti della Città pagheranno l’imposta coranica (al-gizyah) dovuta dai diversamente credenti, Ebrei e Cristiani, i quali vivranno in quartieri separati.

 

Dal 638 miladico la Palestina entra a far parte del Dàr al-Islàm dei Califfi ben guidati fino al 651. Dal 651 al 750 miladico essa è parte del Califfato degli Omayyadi. In questo periodo, dal 690 al 692, il califfo omayyade abd el-Màlik, che regna dal 685 al 705, costruisce la Cupola della Roccia su al-Hàram aš-šarīf (la meglio nota spianata del Tempio di Salomone).

 

Durante il regno del califfo al-Walìd, che governa l’impero islamico dal 705  al 715,  vengono eseguite opere di ristrutturazione all’edificio della Moschea al-Aqsā.

 

Nell’anno 750 miladico, la Palestina, alla caduta degli Omàyyadi di Damasco, passa sotto il Califfato Abbaside ed è governata da funzionari dell’amministrazione califfale, che ha il suo centro a Baghdàd, la nuova capitale del Califfato fino all’878, anno nel quale ha inizio in Egitto la dinastia dei sultani Tulunidi, che governano l’area palestinese per conto del Califfo di Baghdad fino al 935.

 

Nell’anno miladico 935, nell’amministrazione della Palestina, sempre per conto del Califfo di Baghdàd, ai Tulunidi d’Egitto subentra, la dinastia dei sultani Ikhscìdidi, che dura fino al 969.

 

I Fatimidi d’Africa estendono il loro dominio anche in Asia fino a comprendere sotto la loro sovranità tutta la Palestina e l’area siriana di Damasco dal 969 fino all’anno 1076, anno in cui i Selgiùqidi si impadroniscono di Gerusalemme.

 

Nel 1097, l’armata fatimide, ripresa Gerusalemme ai Selgiùqidi e ivi lasciata una guarnigione di mille uomini, rientra in Egitto, mentre i contingenti militari della prima Crociata in marcia verso Gerusalemme sotto il comando di Goffredo di Buglione, si impadroniscono di Antakiya (Antiochia).

 

I Crociati, seminando morte e distruzione al loro passaggio, raggiungono Gerusalemme nel 1099, la cingono d’assedio, e nonostante la strenua resistenza della guarnigione fatimide, la espugnano. All’espugnazione segue il massacro di tutti gli abitanti, presenti in città in numero di ottantamila.

 

“Tra i primi entrarono in città Tancredi d’Altavilla e il Duca di Lorena, che in quei giorni versò una quantità incredibile di sangue. Dietro di loro tutti gli altri salivano le mura e i Saraceni erano ormai sopraffatti, anche se molti continuavano a resistere. Appena però i nostri ebbero occupato le mura e le torri, allora avresti potuto vedere cose orribili: alcuni, ed era per loro una fortuna, avevano la testa troncata; altri cadevano dalle mura crivellati di frecce; moltissimi altri, infine, morivano bruciati tra le fiamme. Per le strade e le piazze si vedevano mucchi di teste; mani e piedi tagliati; uomini e cavalli correvano tra i cadaveri. Ma abbiamo ancora detto poco, veniamo al tempio di Salomone (la spianata delle Moschee), dove i Saraceni erano soliti celebrare le loro solennità religiose. Che cosa vi era avvenuto? Se diciamo il vero non saremo creduti: basti dire che nel Tempio (la Moschea al-àqsā) e nel portico di Salomone si cavalcava con il sangue all’altezza delle ginocchia e del morso dei cavalli (Raymond d’Aguilers”). Il mattino del 15 luglio 1099, di venerdì,  la città cadde nelle mani dei Crociati.” La popolazione fu passata a fil di spada e i Franchi (i Crociati) stettero per una settimana a menare strage di Musulmani. Nel Masgid al-àqsā i Franchi sterminarono più di 70.000 persone, tra cui una folla di devoti, che avevano lasciato i loro paesi, per venire a vivere in pio ritiro in quel luogo santo. Dalla Moschea della Roccia predarono più di 40 candelabri d’argento e un gran lampadario d’argento; e, dei candelabri più piccoli, 150 d’argento e più di 20 d’oro con altre innumerevoli prede (Ibn al-Athīr)

 

Ha inizio il Dominio crociato in Palestina, al vertice del quale viene riconosciuto come primo sovrano il condottiero dei Franchi, Goffredo di Buglione. Gli avventurieri dell’agonizzante Europa feudale si attestano in Palestina, instaurano il loro sistema barbarico e compiono vani sforzi per allargare il loro dominio all’Egitto e alla Siria, incontrando la resistenza islamica dei paesi limitrofi.

 

 Nel 1128 prende il potere a  Mossūl l’atabeg Imadu d-Dìn Zangi,  che dà immediatamente del filo da torcere all’establishment crociato: prende Hamas nel 1130, assedia Damasco nel 1140, sconfigge i Crociati sul fiume Oronte e nel 1142 e nel 1144 occupa la contea crociata di Edessa. Alla sua morte gli succede, nel 1146, il figlio Nūru d-Dīn ( Norandino), il quale conquista Damasco nel 1154.

 

Nel 1162 il re crociato di Gerusalemme, Amauri I, attacca l’Egitto e nel 1168 prende il Cairo, la capitale dell’impero Fatimide. Shirkuh, nipote di Imādu d-Dīn, scende in Egitto con un’armata, comandata dal generale curdo Ṣalāḥu d-Dīn (il Saladino) , e lo libera dalla presenza crociata. Il Califfo fatimide, nello stesso anno, nomina visir Shirkūh, al quale, nel 1169, succede, Ṣalāḥu d-Dīn. Nel 1171 Ṣalāḥu d-Dīn pone fine al Califfato dei Fatimidi in Egitto e lo riconduce a provincia abbaside. Il Califfo lo riconosce sultano ereditario d’Egitto e inizia la dinastia degli Ayyùbidi.

 

Nel 1174 Nūru d-Dīn muore e Ṣalāḥu d-Dīn conquista il potere in Siria. Dopo alterne vicende belliche, nel 1187 in località chiamata “i Corni di  Hittìn” nei pressi del lago di Tiberiade, dopo avere annientato in battaglia campale l’esercito crociato e fatto prigioniero lo stesso sovrano del Regno crociato, Ṣalāḥu d-Dīn libera la città santa di Gerusalemme .

(Dalla STORIA DELL’IMPERATORE ERACLIO)

 

“Vi dirò come il Saladino fece guardare Gerusalemme, affinché i Saraceni non facessero né torto né danno né prepotenze ai Cristiani, che vi si trovavano. In ogni strada mise due cavalieri e dieci armigeri per controllare la città:  ed essi la controllarono così bene che non si udì mai parlare di alcuna violenza fatta ai Cristiani. A mano a mano che i Cristiani uscivano dalla Città, si disponevano dinnanzi ai Saraceni in modo che tra gli uni e gli altri ci fosse almeno la distanza di un tiro d’arco. Il Saladino, inoltre, fece custodire i Cristiani giorno e notte in modo che non si facesse loro danni e non fossero derubati”.

 

La conquista di Edessa da parte di ‘Imādu d-Dīn, nel 1144 dà l’occasione per l’organizzazione della seconda Crociata da parte dell’Imperatore di Germania (Corrado III) e del re di Francia (Luigi VII). La spedizione fallisce miseramente per l’insorgere di rivalità tra i due avventurieri coronati, gli eserciti dei quali vengono ripetutamente sconfitti, sicché, dopo il fiasco dell’assedio di Damasco, nel 1148 i due sovrani tornano a casa con le pive nel sacco.

 

La caduta di Gerusalemme sollecita la Cristianità alla terza crociata, a cui pongono mano l’imperatore di Germania Federico Barbarossa, il re di Francia Filippo II Augusto e il re d’Inghilterra Riccardo, i quali, in combutta tra loro, nel 1189, più che altro per motivi di rapina, si mettono in viaggio per Gerusalemme.

 

Il Barbarossa muore durante il viaggio e gli altri due, non riuscendo a concludere, tornano a casa, anche loro con le pive nel sacco nel 1192.

 

La quarta crociata (1202 – 1204) fallisce, perché le bande armate dei crociati, invece di puntare alla Palestina, preferiscono saccheggiare Costantinopoli, capitale dell'agonizzante impero bizantino. Dopo il saccheggio fondano l’Impero Latino d’Oriente, che però ha vita breve.

 

La quinta crociata si svolge dal 1228 al 1229. E’ la crociata di Federico II, il quale,  in base a un trattato, da lui stipulato a Giàffa con  il sultano d’Egitto, l’ayyùbide al-Màlik al-Kàmil, ottiene la signoria su Betlemme, Nazaret e Gerusalemme (Escluso il Hàram Sharìf con la Moschea al-Aqsa e la Cupola della Roccia).

 

Anche la sesta e la settima crociata, ambedue programmate dal re di Francia Luigi IX falliscono. La sesta (1248 - 1254) finisce in Egitto con il disastro militare di Mansura dove l’esercito crociato viene fatto a pezzi dai Mamalucchi e lo stesso re fatto prigioniero. La settima finisce a Tunisi nel 1270 dove Luigi IX, che, liberatosi dalla prigionia in Egitto con un lauto riscatto, ci riprova, non essendogli bastata la prima lezione, muore di peste come la maggior parte delle truppe del suo esercito.

 

La dinastia dei Mamalucchi prende il potere in Egitto nel 1250 e anche la Palestina fa parte del loro dominio territoriale. Nel 1244 Gerusalemme viene liberata, in modo definitivo, dal potere crociato, che era stato restaurato dall’imperatore Federico II, il quale si era proclamato, nel 1229 re di Gerusalemme, su cui aveva acquisito sovranità, come già si è detto, grazie all’accordo stipulato a Giaffa con il sultano d’Egitto.

 

Nel 1258 il mongolo Hulagu mette a sacco Baghdàd con la partecipazione dei re cristiani di Armenia e Georgia, e massacra tutti gli abitanti di essa, tranne i cristiani, per amore della moglie Dokuz una devota cristiana nestoriana della tribù turca dei Kerait.

 

Dopo il sacco e l’eccidio di Baghdad Hulagu torna alla sua capitale e lascia al suo generale Kitbuga il compito di conquistare l'occidente. I Mongoli devastano la Mesopotamia e la Siria e puntano verso l’Egitto.

 

Nel 1260, i Mongoli, in marcia verso l’Egitto, vengono affrontati dai Mamalucchi, guidati dal generale Qutuz, durante il sultanato di Baybars al-Banduqdāri, che dieci anni prima aveva posto la parola fine alla dinastia Ayyubide. Lo scontro avviene in Palestina ad Ayn Gialùt, dove i Mamalucchi, dopo avere annientato sul campo l’orda degli invasori mongoli, lanciano la loro cavalleria all’inseguimento dei superstiti in fuga, che vengono massacrati, dovunque siano trovati, fino a quando la cavalleria mamalucca si ferma all’Eufrate.

 

Infine, nel 1517 la Palestina entra a far parte dell’ impero Ottomano e vi resta fino al 1918, anno del crollo dell’impero ottomano a seguito della sua sconfitta nella prima guerra mondiale, combattuta dagli Ottomani a fianco dell’Impero tedesco e di quello austro-ungarico.

 

Una cosa va ricordata ed evidenziata con forza. Grazie al rispetto per la Gente del Libro imposto ai Musulmani dall’Islàm, di cui l’Editto di Omar ibn al Khattàb dell’ anno 638 miladico è il documento politico base, Ebrei e Cristiani (di tutte le confessioni) sono presenti in Palestina, prima e dopo le avventure imperialistiche della Crociate dei secoli XII e XIII!

 

A Gerusalemme, nonostante che la Testimonianza coranica di Dio attesti che il Cristo non fu crocifisso, dal 1342 i frati francescani hanno la Custodia dei Luoghi Santi della presunta passione di Cristo, concessa loro dal sultano mammalucco.

 

Vale, inoltre, la pena ricordare che, quando in Europa gli Ebrei sono perseguitati ed espulsi, trovano rifugio e accoglienza nel mondo islamico: in Nordafrica, in Egitto, in Palestina, in Turchia, in Grecia, cioè nel Califfato ottomano.

 

In Spagna la lotta della Chiesa contro gli Ebrei termina con l’espulsione del 1492. Successivamente, anche quegli Ebrei che in Spagna, a  cosiddetta Reconquista conclusa, sono stati costretti alla conversione al cattolicesimo (i marrani), per sfuggire agli autodefè della Santa Inquisizione, fondata da Torquemada,  il grande arrostitore d’uomini con il rogo in piazza, riparano nell’Africa musulmana e nell’Oriente islamico (e anche in Italia) e si calcola che gli Ebrei espulsi furono da centomila a duecentomila!

 

Alla fine del XIX secolo miladico e agli inizi del XX la conquista della Palestina, diventa l’obiettivo del movimento politico internazionale fondato da Theodor Hertzl, denominato  Sionismo. Questo movimento pretende che esista un diritto storico degli Ebrei sul territorio di Palestina, in base al fatto della presenza su quei territori di uno stato ebraico più di duemila anni prima.

 

Nel corso della prima guerra mondiale l’Inghilterra, al fine di ottenere che la potente lobby ebraica statunitense faccia pressione sul governo USA perché entri in guerra contro gli imperi centrali (Germania, Austria-Ungheria)  con la dichiarazione di Balfour del 1917, si impegna a favorire la realizzazione di un focolare nazionale ebraico in Palestina.

 

Gli abitanti arabo-musulmani della Palestina, che sono la stragrande maggioranza della popolazione, e i Popoli arabi della regione si rendono conto, che questa mossa politica inglese è un ostacolo alla loro indipendenza, che dovrebbe realizzarsi dopo l’imminente collasso dell’Impero Turco-ottomano, come loro promesso dagli Alleati, per spingerli a combattere contro i  Turchi. Finita la guerra, la Palestina viene sottoposta a Mandato inglese e inizia una massiccia immigrazione di ebrei sionisti, che provoca la reazione palestinese e il terrorismo ebraico  anti-arabo e anti-inglese.

(continua)

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