Dhu-l-qā’da  1432
Al-Wafāa - n°2
Ottobre 2011


HOME PAGE
Edizioni del Cālamo


Il Pellegrinaggio
alla Mecca

(Quaderni Islamici n.°23)

HOME PAGE
Edizioni del Cālamo
Novitā editoriali:


Il Cristo,
chi č veramente ?

(Quaderni Islamici n.°83)

La Zakah

La zakāh č un obbligo fiscale religioso-civile nello stato islamocratico, mentre in uno stato laico č un dovere religioso nei confronti della comunitā musulmana in esso esistente e non viene assorbito da obblighi fiscali adempiuti nei confronti dello stato laico, essendo di natura diversa e dovuto a soggetti diversi per motivi diversi.

 

Quanto sopra premesso, il terzo pilastro dell’Islām, cioč il pagamento dell’imposta coranica, č obbligatorio quando il musulmano si trova nella condizione di debitore d’imposta.

 

La condizione di debitore d’imposta viene in essere quando:

1) il musulmano possieda oro, argento, denaro e merci (tralascio bestiame, prodotti agricoli, miniera, tesoro);

2) ciascuno di questi quattro cespiti patrimoniali abbia un valore equivalente o superiore al prezzo di 96.00 grammi di oro, che č il minimo imponibile (nisāb);

3) il minimo imponibile sia nella disponibilitā del musulmano da 354 giorni (anno lunare).

Nel concorso di queste tre condizioni ha da essere pagato alla Comunitā di appartenenza un importo equivalente al 2.50 % del valore .

 

La determinazione del minimo imponibile si ottiene moltiplicando per 96 il prezzo di un grammo d’oro (rilevabile dal listino della Borsa valori di Milano)

 

Il Profeta, che Allāh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: se hai 20 dinār devi pagare mezzo dinār.

 

Il dinār = gr. 4.80

Gr. 4.80 x 20 = 96

― dinār = gr. 2.40

2.40 = 2.50 % di 96

 

Disse, che Allāh lo benedica e l’abbia in gloria: se hai 200 dirham (monete d’argento) devi pagare 5 dirham e 5 dirham č il 2.50 % di 200.

 

La somma raccolta viene depositata all’Erario islamico (Baytu-l-mal) e, in mancanza  all’ente islamico di appartenenza, al quale hanno diritto di attingere le categorie di persone indicate da Allāh, rifulga lo splendore della Sua Luce, nell’ayah 60 della sura 9 (at-tāwbah) che recita:

 

L’imposta di solidarietā raccolta dal fisco
deve essere impiegata per: 
(1) i poveri musulmani (fuqarā)
(2) i poveri non musulmani (i meschini),
(3) i suoi esattori,
(4) coloro il cuore dei quali ha da esser
      guadagnato alla causa,
(5) il riscatto degli schiavi,
(6) i debitori insolventi incolpevoli,
(7) per la Causa di Allāh,
(8) per il viandante.
Tale č il comando di Allāh.
Allāh č sapiente e giusto.

 

Le elargizioni in beneficenza non hanno condizioni di tempo e di quantitā, anche se nel Sublime Corano č prescritta l’osservanza di prioritā rispetto ai beneficiari. L’elargizione in beneficenza, l’atto di liberalitā si chiama sādaqah

 

L’espressione zakātul-fitr per la tassa che va pagata prima della celebrazione del rito di adorazione congregazionale della festa solenne della rottura del digiuno č una forma speciale di debito fiscale al quale viene estesa la denominazione di zakāh.

 

Nel sistema fiscale islamico sono soggetti a zakah anche:
1 – gli animali del sacrificio (cammelli, bovini, ovini e caprini), per cui c’č un numero fisso di capi come minimo imponibile;
2 – prodotti agricoli, con imposta di un decimo o di un quinto a seconda che si tratti di terreno che necessiti o non necessiti di opere di irrigazione e a partire di un minimo, sotto il quale non c’č obbligo di pagamento;
3 – minerali;
4 – tesoro.


Per Maggiori informazioni:

II RITO D’ADORAZIONE E L’IMPOSTA CORANICA
Collana l’Islām n.° 2 – Edizioni del Cālamo
 

Torna su
Al-Wafāa - n°2

Collana Quaderni Islamici - Ultime uscite - (8.00 € cad):

L'Egira
(QI 78)

I Salafiti
(QI 79) 

Giuha
(QI 80)

Sura al-Rahmān
(QI 81)

I Profeti
(QI 82)

Edizioni del Cālamo
via Maiocchi 27
20129 Milano
tel/fax: 0229527706
info@edizionidelcalamo.com

© 2011 Edizioni del Cālamo. Tutti i diritti riservati.