Dhu-l-qà’da  1432
Al-Wafàa - n°2
Ottobre 2011


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Il Pellegrinaggio
alla Mecca

(Quaderni Islamici n.°23)

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Il Cristo,
chi è veramente ?

(Quaderni Islamici n.°83)

Khansā‹  (Allàh** si compiaccia di lei)
La migliore poetessa d’Arabia

Quando la bimba nasce, dato che ha il nasino schiacciato all’insù, i genitori la chiamano Khansā‹, che significa “donna con il naso schiacciato all’insù”. Cresce e si mostra versata nella composizione di poesie. Le sue poesie sono talmente belle che essa è considerata la migliore poetessa d’Arabia, dato che nessuna donna nella storia della letteratura e della poesia arabe ha mai raggiunto i livelli poetici di Khànsā‹.

 

Quando il Profeta, che Allàh lo benedica e abbia in gloria, si trasferisce a Yàthrib, anche Khànsā‹ emigra, dopo aver fatto reversione all’Islàm con alcuni appartenenti al suo clan. E’ sposata e ha messo al mondo quattro figli, che la seguono nell’ egira. E’ una donna battagliera e nell’anno 16 dell’Egira, durante il Califfato di Omar bin al-Khattāb, segue l’armata islamica in marcia verso Qadìsiyah, dove è stato segnalato un concentramento dell’armata imperiale persiana, agli ordini del principe Rustum.

 

I suoi quattro figli sono in armi per la difesa della patria islamica  dall’aggressione in progetto contro lo stato islamocratico di Medina da parte dello Shā‹ di Persia, che vede nella bandiera Nessuno ha titolo per essere padrone dell’uomo, tranne Allàh un pericolo mortale per il sistema di potere satrapico, che a lui fa capo e che esercita il suo dominio su tutto l’altipiano iranico. Sono in campo una piccola armata musulmana, la cui forza numerica non supera le 30.000 unità e l’armata imperiale sasanide, forte di 120.000 e sostenuta da elefanti da battaglia. Uno scontro impari!

 

Prima della battaglia Khansā‹ fa, in versi. una qasìdah, ai figli. Dice: (E’ impossibile replicare in italiano il metro e le rime dell’esortazione) “Figli miei, Voi avete fatto reversione all’Islàm e avete fatto l’egira dalla Mecca a Yathrib di vostra spontanea volontà. Per Allàh, all’infuori del quale non c’è divinità,  voi siete figli dello stesso padre come siete figli della stessa madre. Io non ho mai tradito vostro padre, né disonorato il vostro zio materno. Non ho mai permesso a una macchia di sporcare i vostri alti natali né  inquinare  il vostro onore. Voi sapete bene quale ricompensa Allàh riserva a coloro che si battono per la Sua Causa. Voi dovete ricordare che la vita eterna nell’aldilà è molto meglio della vita passeggera in questo mondo. Allàh ha detto nel Suo Santo Libro (III/200):

O voi che credete, siate  perseveranti, combattete impavidi, opponendo la vostra perseveranza a quella del nemico e siate timorati di Allàh; in tal modo avrete successo.

Quando domani mattina entrerete nei ranghi siate preparati a fare del vostro meglio nel combattimento. Andate all’attacco delle linee nemiche, chiedendo l’aiuto di Allàh. Quando la battaglia divampa violenta, irrompete verso il centro e affrontate i comandanti nemici. Speriamo che voi conquistiate con onore e successo il vostro posto in Paradiso”.

 

Il giorno dopo, quando la battaglia è in pieno svolgimento, i quattro figli di Khansā‹ irrompono nelle linee nemiche, recitando le parole della loro madre in versi e a uno a uno cadono, conquistando il martirio per la Causa di Allàh**.

 

Quando la madre viene informata che i suoi figli sono caduti in battaglia per la causa di Allàh, esclama:

Sia lodato Allàh,
che mi ha onorato con il martirio dei miei figli
e spero che Egli mi riunisca a loro
sotto l’Ala della Sua Misericordia !
 

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