Dhu-l-qà’da  1432
Al-Wafàa - n°2
Ottobre 2011


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(Quaderni Islamici n.°23)

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Liberum arbitrium

Due pensieri filosofici alternativi spiegano l’agire umano: il libero arbitrio, secondo il quale ogni individuo è libero di scegliere come comportarsi. Il determinismo, per il quale la realtà è, in qualche modo, predeterminata e, quindi, il pensiero dell’esistenza di una capacità di scegliere, è illusorio.

 

Oggi la neuro-scienza ha risolto il problema. Attraverso sofisticate apparecchiature si è in grado di vedere in azione le aree del cervello, che dovrebbero garantire il libero arbitrio, cioè quelle del pensiero razionale.

 

Così e possibile spiegare il perché compriamo una certa marca di pelati al supermercato, perché votiamo per un partito, o sposiamo un certo partner, quanto interferiscono in queste scelte le influenze subliminali, i meccanismi psicologico, l’inconscio, le emozioni la biologia.

 

Benjamin Libet,  fisiologo della University of California a San Francisco, nel 1965, dimostrò la relativa illusorietà del libero arbitrio, dimostrando che l’area cerebrale, che pianifica i movimenti corporei, entra in azione tre decimi di secondo prima che l’individuo decida di alzare un dito. Ne dedusse che (1) vi era una discrepanza fra l’inizio dell’attività cerebrale e il tempo in cui appare l’intenzione cosciente di compiere un atto ritenuto volontario  e che (2) quindi si deve respingere il concetto di libero arbitrio.

 

Studi successivi hanno confermato i risultati di Libet. L’impressione che si sia liberi di scegliere tra varie possibilità è fondamentale per la nostra ordinaria vita mentale (livello tolemaico), ma la ricerca ha suggerito che questa esperienza soggettiva di libertà (livello tolemaico) non sia nulla più di un’illusione e che le nostre azioni sono dettate da processi mentali inconsci, che precedono di molto la scelta cosciente (livello copernicano). Il nostro cervello prende le decisioni in base a quello che contiene, ma l’input che dà l’avvio al processo volitivo non è nella nostra coscienza, non nella nostra razionalità.

 

///////// C’è dentro di noi una sorta di meccanismo che in base a parametri suoi, che ci sono in gran parte ignoti, valuta i dati presenti e dalla loro combinazione li immette nel processo di formazione della volontà /////////.

 

Questi processi sono stati sottoposti a osservazione con la risonanza magnetica funzionale e il risultato pubblicato sulla rivista di neuro-scienza ha dimostrato in modo circostanziato che il libero arbitrio “è un costrutto mentale”.

 

E’ stato chiesto a un certo numero di volontari, che vedevano scorrere delle lettere dell’alfabeto su uno schermo, di scegliere, se premere un bottone posto accanto alla mano destra, o quello posto vicino alla sinistra, all’apparizione di ogni lettera.

 

Il cervello delle cavie umane è stato posto sotto risonanza magnetica funzionale all’inizio dell’esperimento ed è stato registrato quello che avveniva nell’area della corteccia pre-frontale del cervello, implicata nella “progettazione”.

 

E’ risultato che essa si attivava 7 secondi prima del momento, in cui i volontari sapessero coscientemente quale bottone premere.

 

Non solo! Dall’attività cerebrale che precedeva la scelta cosciente della cavia umana, i ricercatori sono stati in grado di predire, con un’attendibilità del 60%, quale pulsante la stessa avrebbe premuto. Insomma la scelta era avvenuta prima e non era certamente stata “razionale”.

 

Quando la decisione dell’individuo giunge alla coscienza è stata influenzata da una attività cerebrale inconscia dalla durata di circa 10 secondi, che codifica anche il contenuto della risposta, dice  che cosa il soggetto deciderà in base a delle pianificazioni inconsce del comportamento, che sono contenute nel cervello.

 

Il cervello dispone di informazioni non coscienti, che influenzano le nostre azioni.

 

Quanti esperimenti con attrezzature sofisticate!

 

Orbene, l’ Autore di un Libro pubblicato 1400 anni fa  scrive nel capitolo 76 al paragrafo 28  e seguenti:

 

Noi li abbiamo creati e solidamente congegnati, ma potremmo anche, se volessimo, sostituirli con altri a loro simili.
– Questo è un avvertimento! Chi vuole ha (tolemaicamente)  la libertà di decidere di prendere la via che conduce al suo Signore; la prenda la via che conduce al suo Signore –
ma non lo vorrete (non prenderete la decisione di prendere la via che conduce al vostro Signore) se non in quanto lo avrà voluto Allàh (informazione copernicana), che è Sciente e Sapiente. Egli introduce chi vuole nella sua misericordia e, quanto agli iniqui, ha apprestato loro un supplizio doloroso.

 

Capitolo 74 paragrafo 54 e seguenti:

 

No! Hanno davanti un avvertimento! Chi vuole ne profitti (prenda la decisione di approfittare dell’avvertimento) , ma non ne profitteranno (ma non prenderanno la decisione di approfittarne) se non lo avrà voluto Allàh, che è degno di essere temuto e capace di perdono.

 

L’Autore del Libro è Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce e il Libro è il Sublime Corano, il Registro della Verità Oggettiva, in quanto scritto dall’Autore della Realtà Oggettiva.

 

Chi osserva il sole dall’alba al tramonto, sulla base della sua esperienza diretta, osservando il moto del sole nella volta celeste del luogo dove si trova l’osservatore, non può che pensare che il sole giri intorno alla terra. Lo vede, infatti “sorgere” a est (oriente) e “tramontare” a ovest (occidente) e poi dopo l’arco diurno, lo vede sorgere, nuovamente a oriente. Questa è la visione che gli uomini hanno avuto per millenni, sulla base dell’esperienza elementare e in assenza di conoscenze più approfondite sul moto dei corpi celesti, ivi compresa la terra, della causa del succedersi della notte e del giorno. E’ il succo della dottrina  tolemaica (di Tolomeo), che vede la terra al centro dell’universo e il sole girare attorno a essa. Poi Copernico avanzò l’ipotesi copernicana. La causa dell’alternarsi del giorno e della notte è dovuta al fatto che, avendo la terra forma sferica e girando sul suo asse, un punto sulla sua superficie si trova in luce (giorno) quando la superficie è esposta ai raggi solari e si trova nel buio (notte), quando nella rotazione del pianeta il punto della superficie si trova dalla parte opposta. La diversità delle concezioni del moto del sole (moto reale (copernicana) moto apparente (copernicana) non influisce minimamente sull’alternanza del giorno e della notte. Così l’Autore del Sublime Corano parla tanto ai Tolemaici quanto Copernicani; ai primi parlando in termini di libero arbitrio e ai secondi parlando della onniagenza divina (Non si muove foglia che Allàh non voglia), alla quale non si sottrae il libero arbitrio apparente.
Ma Allàh ne sa di più!

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