Dhu-l-higgia  1432
Al-Wafàa - n°3
Novembre 2011

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Quaderni Islamici n.°84

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Quaderni Islamici n.°85

FESTA SOLENNE
DEL SACRIFICIO
- ‘IDU-L-ADHA -
10 Dhu-l-Higgiah 1432
6 Novembre 2011

La Festa del Sacrificio (in arabo: ‘ìdu-l-àdhā
l-mubārak e anche al-‘ìdu-l-kabīr vale a dire Benedetta festività solenne del Sacrificio e La grande festa) che commemora Abramo, il Grande Profeta e Messaggero di Allàh**, su lui la pace, e la grande prova, che dovette affrontare insieme con suo figlio Ismaele. La prova ricordata nel Sublime Corano con il brano che va dall’àyah 99 all’àyah 111 della Sura as-Saffāt (vedi).

La Festività solenne cade al termine dei riti del Grande Pellegrinaggio alla Mecca, la città santa dell’Islàm, nei pressi della quale avvenne l’evento da essa commemorato. Il Pellegrinaggio (quinto pilastro dell’Islàm) è l’occasione religiosa che raccoglie ogni anno alla Mecca, nel nostro tempo, circa tre milioni di fedeli, provenienti da tutti i continenti. Nel compimento dei riti del pellegrinaggio i pellegrini realizzano, praticamente, il significato della sottomissione alla volontà di Allàh**, fanno esercizio di pazienza, gustano la gioia del perdono, rafforzano i legami della vera fratellanza, vestiti tutti con l’uniforme del pellegrino, tutti uguali senza distinzione tra ricchi e poveri, bianchi e neri, gialli e d’altro colore della pelle, uomini e donne, eseguendo gli stessi riti uno a fianco dell’altro.

Numerosi sono i Musulmani che da tutte le province italiane e da tutta l’Europa si recano in pellegrinaggio alla Mecca, affrontando le difficoltà di questo viaggio particolare, oltre l’impegno economico non indifferente, per poi tornare alla loro vita quotidiana e ai loro impegni famigliari e di lavoro, arricchiti spiritualmente dalla loro esperienza straordinaria, che riempie il cuore, già da subito, di profonda nostalgia.

 

 
Sura as-Saffāt
(dall’àyah 99 all’àyah 111)

 

Ayah 99. Disse (Ibrahìm, su lui la pace):
In verità, io vado verso il mio Signore, il Quale mi guiderà
.

[ Dopo che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) lo ebbe salvato dal fuoco, Abramo, su lui la pace, emigrò dalla sua città, che si trovava nell’attuale Iraq, verso la Palestina e poi verso la Mecca.
Egli fu il primo “muhāgir” (emigrante) per la causa divina
].

100. Signore, donami un [figlio] devoto”.

101. Gli demmo la lieta novella di un figlio magnanimo (Ismaele).

102. Poi, quando raggiunse l'età per accompagnare [suo padre questi] gli disse: “Figlio mio, mi sono visto in sogno, in procinto di immolarti. Dimmi cosa ne pensi”. Rispose: “Padre mio, fa’ quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato”.  
[ “mi sono visto in sogno”: Abramo parla di sogno; questa infatti è una delle maniere con cui Allah (gloria a Lui l'Altissimo), comunica con i Suoi profeti ].

103. Quando poi entrambi si sottomisero, e lo ebbe disteso con la fronte a terra,
[ È il momento tragico, della prova più grande cui Allah (gloria a Lui l'Altissimo) sottopose Abramo. Il suo primogenito Ismaele, dono annunciato da Allah (vedi ayah 101) sta per essere sacrificato. Anche Ismaele (pace su di lui) è perfettamente conscio che quello che sta avvenendo è volontà imperscrutabile dell'Altissimo (gloria a Lui) ed è serenamente rassegnato alla Sua volontà ].

104. Noi lo chiamammo: “O Abramo,

105. hai realizzato il sogno. Così Noi ricompensiamo quelli che fanno il bene.

106. Questa è davvero una prova evidente”.

107. E lo riscattammo con un sacrificio generoso.
[ Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ferma la mano di Abramo e sostituisce ad Ismaele un montone di grande valore. Abramo e suo figlio hanno superato la prova, cui Allah ha voluto sottoporli. In ricordo di ciò, i musulmani celebrano la
“îd al-adh
a”, la festa del sacrificio, il decimo giorno del mese del pellegrinaggio ].

108. Perpetuammo il ricordo di lui nei posteri.

109. Pace su Abramo!

110. Così ricompensiamo coloro che fanno il bene.

111. In verità era uno dei nostri adoratori credenti.

E la lode appartiene ad Allàh,
il Padrone e Signore dell’uomo,

nonché di tutto ciò che uomo non è.

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