Dhu-l-higgia  1432
Al-Wafàa - n°3
Novembre 2011

Archivio

HOME PAGE
Edizioni del Càlamo Novità editoriali:


Panoramica
sull'universo
islamico

Quaderni Islamici n.°84

HOME PAGE
Edizioni del Càlamo
Novità editoriali:


Perchè
tante religioni ?

Quaderni Islamici n.°85

MACELLAZIONE HALAL

Az-Zàbh è il termine che indica la forma di macellazione islamica, consistente nella recisione dei grandi vasi del collo (jugulazione), che provoca la morte per shock emorragico dell’animale in condizione di anestesia totale, derivante dalla anossia cerebrale, da cui dipendono le contrazioni muscolari, che provocano l’espulsione dai tessuti il sangue, che, continuando la circolazione e la respirazione, fuoriesce a fiotti dai vasi recisi del collo, cioè dalle arterie che portano il sangue al cervello, dove il sangue, essendo i vasi recisi, non giunge più; la qual cosa provoca anossia cerebrale (mancanza di ossigeno), che mette fuori uso il centro del dolore e genera l’anestesia totale, cioè la mancanza di sofferenza della bestia. Ciò in osservanza del divieto coranico di consumo alimentare del sangue, contenuto nel Sublime Corano all’ayah che recita:

Vi ha proibito il consumo alimentare della carne di bestia morta, il sangue, la carne del porco e di ciò che è stato consacrato ad altri che Allàh (Corano, II / 173)

(vedi: Codice alimentare islamico – Collana l'Islàm n° 11 - Edizioni del Càlamo)

 

La macellazione islamica è animalista

Il Codice di vita islamico (la sharì’ah), l’Autore del quale è Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, cioè per farlo capire bene Iddio, il Creatore dell’uomo e della bestia, contiene un “capitolo animalista”, che prescrive il rispetto delle bestie, le quali hanno, anch’esse, una dignità, che l’uomo ha il dovere di rispettare. Tra non molto ci sarà, se Allàh l’Altissimo vuole, la seconda Festa solenne dell’Islàm, la Festa del Sacrificio, nella quale si commemora il Sacrificio di Abramo, al quale Iddio/Allàh, l’Altissimo, aveva ordinato il sacrificio umano del suo figlio unigenito, Ismaele, per mettere alla prova l’autenticità della sua fede e di quella di Ismaele. Quando Abramo e Ismaele ebbero superato la prova, respingendo la triplice tentazione di Satana alla disobbedienza, Allàh sostituì al sacrificio umano il sacrificio di un montone, da Lui appositamente creato con il Suo metodo, che quando vuole una cosa, dice KUN e la cosa esiste illico et immediate.

La festività solenne del Sacrificio offre, annualmente, occasione di “bailamme” anti-islamico ai sedicenti “animalisti”, i quali fanno sempre fuoco e fiamme contro la barbarie dei Musulmani, che sacrificano vitelli, montoni, agnelloni, capre, infliggendo con crudeltà sofferenze inaudite alle povere bestie, che scannate, senza che lo scannamento sia preceduto da “stordimento”, denunciano muti la loro sofferenza con lo scalciare disperato, a causa delle contrazioni muscolari, che devastano il loro corpo.

I musulmani hanno il dovere di essere preparati a smentire le accuse di crudeltà e di maltrattamento degli animali, fornendo le prove che la verità è un’altra. La verità è che lo scannamento (jugulazione) è causa della dolce morte della bestia, come dimostrano, in modo inequivocabile, le nozioni di “fisiologia del dolore”.

Le regole della macellazione islamica

La carne di bestie da macello (bovini, ovini, caprini) e di bestie da cortile (conigli e pollame) è lecita soltanto se la macellazione sia stata eseguita con l’osservanza delle seguenti regole:

1) il macellatore deve essere musulmano;

2) la bestia deve essere orientata fisicamente in direzione della Mecca;

3) il taglio della gola deve essere eseguito:

a) con una lama affilatissima, che non deve intaccare la spina dorsale e non deve essere ritirata finché non siano stati recise le arterie carotidi, le vene jugulari, la trachea e l’esofago;

b) con un solo colpo;

c) alla base del collo, se il collo è lungo (cammello, giraffa, struzzo, oca…) e nella parte più alta del collo se il collo non è lungo (bovini, ovini, caprini);

d) con la mano destra, mentre la sinistra tiene ferma la testa della bestia;

4) la bestia deve essere trattata con rispetto, accarezzata, tranquillizzata, fatta adagiare sul fianco sinistro, in un luogo dove non ci siano tracce di sangue o bestie macellate in precedenza, onde evitare che l’odore del sangue terrorizzi la bestia;

5) le gambe della bestia vanno legate, ad eccezione di quella destra posteriore, che deve essere lasciata libera per dare alla bestia la possibilità di muovere l’arto, attività che la tranquillizza.

6) il taglio non deve essere preceduto da stordimento della bestia;

7) il taglio deve essere preceduto dalla formula “bismillàhi Allàhu àkbar!”

 

N:B:
N
el caso che qualcuna di queste regole non  sia osservata, la carne della bestia macellata è

 haràm

 

Finalità della macellazione sciaraitica

Il metodo di macellazione islamica ha due finalità principali:
1) ottenere carne scevra di sangue;
2) non far soffrire la bestia
.

 

Il divieto di consumare sangue è una norma di igiene alimentare e di profilassi contro le malattie, che possono derivare all’uomo dai numerosi fattori patogeni e da sostanze tossiche che sono o possono essere presenti in esso (sangue), di cui Autore è Iddio/Allàh

Corre qui l'occasione di ricordare che Iddio/Allàh, come regola tutti i fenomeni dell’esistenza dell’universo e del mondo, regola, anche, tutti gli aspetti della vita dell'uomo, e quindi anche quello alimentare, in quanto Allàh si preoccupa non solo della salute spirituale, ma anche di quella fisica della creatura umana.

Con il metodo di macellazione sciaraitico le carni della bestia macellata vengono totalmente dissanguate. Infatti, dopo lo scannamento (il taglio delle canne del collo) il cuore continua a pompare e i polmoni continuano a respirare. La respirazione ha per effetto l'ossigenazione del sangue, che è ancora in circolazione. Con la recisione dell'aorta cessa l'afflusso del sangue al cervello, che entra, immediatamente, in una condizione di completa anossia (mancanza di ossigeno). La mancanza di ossigeno nel cervello (anossia cerebrale) provoca, attraverso la spina dorsale, le contrazioni dei muscoli. Le contrazioni muscolari producono l'espulsione del sangue dai tessuti fino all'ultima goccia; a questo punto l'emorragia cessa, il cuore si arresta e la respirazione si ferma. Questo è il primo risultato: la carne è completamente scevra di sangue, dissanguata!

Il secondo risultato è quello di non far soffrire la bestia; la qual cosa si verifica a causa della subitanea interruzione dell'ossigenazione delle cellule cerebrali in conseguenza dell'imponente emorragia, derivante dalla recisione delle arterie, che irrorano il cervello. Lo "scannamento" produce, inoltre, un'immediata "anestesia totale", perché il centro cerebrale del dolore cessa immediatamente, di funzionare.

La mancanza di ossigeno nel cervello (anossia cerebrale) provoca le contrazioni ed esse sono la prova che la bestia non soffre e non, come erroneamente si crede, la prova della sua sofferenza! Pertanto, il metodo di macellazione islamica, oltre a consentire il totale dissanguamento della bestia macellata, rendendone commestibile la carne, è anche il metodo che realizza la morte indolore della bestia.

Macellazione sciaratica in italia

L’ Italia ha sussunto nel suo ordinamento giuridico la normativa della Comunità Economica Europea riguardante la macellazione. Le regole di questa normativa sono diverse dalla normativa giudaica e da quella islamica. Tuttavia, in ragione della potenza politica culturale economica e finanziaria della minoranza ebraica e della crescente presenza numerica di Musulmani in Europa, la Comunità ha previsto una deroga in favore della Comunità ebraica e della Comunità musulmana, ammettendo la macellazione rituale per consentire agli Ebrei il consumo di carne kashèr e ai Musulmani il consumo di carne halàl.

La normativa C.E.E. prevede che la macellazione rituale debba essere eseguita da “macellatori”, incaricati dalle rispettive Comunità e accreditati presso i macelli dagli organi rappresentativi delle medesime, i quali devono controllare il pieno rispetto delle regole.

Pertanto, in Italia, l’esecuzione di “macellazione islamica” presso i Macelli a essa autorizzati, in quanto in possesso delle attrezzature richieste dalla normativa CEE, è conforme alla legge in vigore, solamente se eseguita da macellatori  musulmani, che siano accreditati (presso i Macelli autorizzati alla "macellazione in deroga per motivi religiosi") dall’autorità islamica locale (Il Centro Islamico di Milano e Lombardia).

 

Hadìth

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, raccontò: “Un uomo si era perso nel deserto, la sete lo tormentava. Pensò che la sua ora fosse giunta, quando in lontananza vide un'oasi. Vi giunse a stento e a fatica scese nel pozzo, che si trovava nel palmeto. Si dissetò, bevendo abbondantemente e poi si rinfrescò il corpo e i vestiti che indossava. Uscito dal pozzo. un cane assetato si lanciò a leccare delle gocce d’acqua cadute dal suo vestito sopra una pietra. L'uomo pensò: " Questo cane sta soffrendo la sete come l'ho sofferta io, prima di arrivare qui". Mosso a compassione, scese nuovamente nel pozzo, attinse dell'acqua in una sua calzatura e diede da bere al cane. Iddio, per questo suo atto di compassione, gli perdonò tutti i peccati!".
I compagni del Profeta, che Iddio si compiaccia di loro, chiesero, meravigliati:" Dobbiamo essere compassionevoli anche con le bestie?". Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: "Certamente, se volete che Iddio sia compassionevole con voi, dovete essere compassionevoli nei confronti di ogni creatura che cammina sulla terra!" (o come disse).

Anche le bestie, in quanto creature di Dio, hanno una dignità e non devono essere uccise per motivi diversi da quello alimentare, per cui il Profeta proibì la caccia per sport; proibì che la bestie da soma fossero caricate di pesi eccessivi per le loro capacità; che venissero picchiate sul muso e in modo tale da provocare loro sofferenza, che venissero mutilate. Per quanto riguarda l'uccisione a scopo alimentare, il Profeta ordinò la compassione anche nell'uccidere. Per questo motivo l'uccisione delle bestie a scopo alimentare avviene per jugulazione e deve essere eseguita con una lama affilatissima. Infatti con la jugulazione cessa l'afflusso di sangue al cervello e il "centro del dolore" cessa immediatamente di funzionare, per cui la bestia muore in stato di anestesia totale per shock emorragico e le contrazioni muscolari della bestia morente sono la prova che non sta soffrendo, essendo le contrazioni causate dalla anossia cerebrale, conseguente alla jugulazione.

C’è un altro episodio nella vita del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, esemplare der riguardo che l’Islàm richiede nei confronti delle bestie.

Il Profeta, che Iddio lo benedica e l'abbia in gloria, aveva una gattina, di nome "moèza". La gattina si era addormentata (come solitamente fanno i gatti, che si accomodano sui padroni e ci si addormentano sopra) sulla larga manica del vestito del Profeta, il quale, dovendosi recare in Moschea, per il rito d’adorazione, chiese alla moglie di portargli le forbici e, una volta avutele, tagliò quel pezzo della manica su cui era acciambellata la gattina che dormiva, per non disturbarne il sonno. A proposito di gatti, nell'insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, c’è un detto molto preciso per promuovere il rispetto e l’attenzione verso le bestie. Disse: "Una donna, che era assidua nel rito d’adorazione e faceva elargizioni in beneficenza, è andata all'inferno. Perché? Per aver chiuso un gatto in una gabbia ed essersi dimenticata di dargli da mangiare, fino a farlo morire (o come disse)".

Un giorno il Profeta, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria, si era allontanato dal gruppo dei Compagni. Questi ultimi, visto un nido su un albero con dei niadiaci che strepitavano, si avvicinarono all'albero e li presero. Dopo che li ebbero presi la madre degli uccellini incominciò a svolazzare intorno ai compagni con alti strilli di dolore. Il Profeta, ritornato al gruppo, rimproverò i Compagni, ordinando loro di riportare gli uccellini nel nido, cosa che essi fecero, per cui la mamma dei piccoli si acquietò. Così il Profeta ebbe modo di ammonire i Compagni che le creature di Dio vanno rispettate.

Un sapiente musulmano, che Allàh si compiaccia di lui, disse: "Se vedi una zanzara che ti succhia del sangue, non disturbarla. Quella goccia del tuo sangue è il cibo con cui Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha provveduto al suo sostentamento".

A proposito del rispetto della vegetazione,
il Profeta disse:
"Rispettate gli alberi e piantatene. Chi di voi pianterà un albero riceverà una benedizione da Dio per ogni uomo che riposerà alla sua ombra e mangerà dei suoi frutti, per ogni uccello che farà il nido tra i suoi rami e mangerà dei suoi frutti".

A proposito del rispetto della natura il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: "Non inquinate l’acqua corrente, facendo in essa i vostri bisogni fisici !".

Per altre informazioni si visiti il sito www.edizionidelcalamo.com

Torna su
Al-Wafàa - n°3

 

Collana audiolibri su CD - Ultime uscite - (10.00 € cad):

Insegnamenti
del Profeta (*).
Raccolta 3 CD
(CD 13-14-15)

40 Tradizioni
Eccellenti
di Nawawiyy
(CD 16)

Giaculatorie
(CD 17)

Prolegomeni a ogni trattazione in tema di Islàm
(CD 18)

La Famiglia nell'ordinamento islamico della società
(CD 19)

Edizioni del Càlamo
via Maiocchi 27
20129 Milano
tel/fax: 0229527706
info@edizionidelcalamo.com

© 2011 Edizioni del Càlamo. Tutti i diritti riservati.