Dhu-l-higgia  1432
Al-Wafàa - n°3
Novembre 2011

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Quaderni Islamici n.°84

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Quaderni Islamici n.°85

Ritorno a Granada 3

Capitolo terzo

Dopo il rito d’adorazione della notte, Muhammad innalza preci alla Misericordia divina, per essere messo in grado di guidare Blanca all’Islàm. Grande è il suo desiderio di sposarla in base al Libro di Allàh, l’Altissimo, e alla Sunna dell’Apostolo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Egli sta sperimentando la forza di una passione travolgente, ma è consapevole che per il Musulmano il matrimonio non è solamente il mezzo per rendere lecito un rapporto d’amore con le sue implicazioni carnali, ma è anche, e soprattutto, la via per costruire una famiglia, in cui la consonanza spirituale dei coniugi crei un ambiente favorevole alla crescita armoniosa ed equilibrata della prole, dal punto di vista psico-fisico, e alla educazione dei figli nella tradizione religiosa dell’Islàm.

Forte è l’amore che Muhàmmad sente per Blanca, ma più forte di questo sentimento è il sentimento di amore per Allàh e la devozione riverente per il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Allàh, l’Altissimo, ordina ai credenti di preservare loro stessi e le loro famiglie dal fuoco e questo ordine preciso di Allàh impone ai credenti di sposare donne musulmane, per far crescere i figli, che nei genitori hanno i primi modelli di vita, in un ambiente familiare islamico.

Anche dopo la ràk‛ah del witr Muhàmmad non riesce a prendere sonno e l’alba lo trova ancora sveglio: “Che Blanca diventi musulmana e mi ami. Sarò il suo schiavo per tutta la vita”.
Nella sua camera nel palazzo ducale dei Santa Fe’ la diciottenne Blanca è in preda a una profonda passione. E’ innamorata dell’affascinante e sconosciuto “infedele” e le sembra incredibile che le cose stiano così. Amare un Moro, un nemico della croce, che nega che Gesù sia il figlio di Dio… Come è mai possibile! Sono cose da rogo della Santa Inquisizione negli Auto da fe’.

Blanca sente di essere sull’orlo dell’abisso, ma una voce furtivamente le sussurra un suggerimento: “Che Bin Hàmed si faccia cristiano”. E lei traduce in parole questo suggerimento, quasi a convincere se stessa, dicendo ad alta voce: “Sì! Che Bin Hàmed si faccia cristiano e mi ami… e io lo seguirò in capo al mondo”. Il canto del gallo e le campane del mattutino sorprendono i due innamorati in questi pensieri.

Muhàmmad tende l’orecchio, ma non si ode il richiamo del muezzin che convoca i fedeli al rito d’adorazione dell’alba. Da molti anni ormai Granada è stata ripulita dalla presenza islamica!
I Musulmani che potevano andarsene se ne erano andati, mentre quelli rimasti erano stati costretti a prendere il battesimo, per non essere passati a fil di spada dagli invasori crociati, guidati da Ferdinando e da Isabella. I vincitori vennero meno, perfidamente, all’impegno preso nel trattato di resa di permettere ai Musulmani, che erano la maggioranza della popolazione di Granada, di continuare a praticare l’Islàm, la religione praticata da più di trenta generazioni di musulmani in Andalusia.

La Santa Inquisizione furoreggia. Le sue vittime sono marrani e moriscos: Ebrei costretti a convertirsi (i marrani) i primi e musulmani costretti a convertirsi i secondi (conversos), accusati di praticare in segreto la loro fede originaria. A migliaia, dopo essere stati atrocemente torturati per confessarsi colpevoli, finiscono sui roghi degli auto-da-fé celebrati in piazza dal braccio secolare.

A carico degli Ebrei e dei Musulmani “convertiti con la forza e dopo grandi patimenti” al Cristianesimo, per sfuggire all’espulsione dal Paese, i gruppi di potere che dominano a Corte diffondono voci di cripto-giudaismo e di cripto-islàm, cioè di fedeltà occulta dei primi all’Ebraismo e dei secondi all’Islàm, nonché di attività sovversiva clandestina; e ciò al fine di impossessarsi delle loro ricchezze.

Marrani e Moriscos sono le vittime dell’Inquisizione organizzata dal grande Inquisitore, Fray Tomàs de Torquemada, il Confessore dei Reyes Catòlicos, al quale si deve il testo sanguinario intitolato Compilazioni delle Istruzioni della Santa Inquisizione. I roghi degli autos-de-fè, nei quali bruciano vive le vittime del furore antisemita e del furore anti-islamico, sono spettacoli giornalieri e ai Sovrani Cattolici non dispiace presenziarvi, anzi lo fanno con piacere, poiché ricavano dalla persecuzione notevoli vantaggi economici e politici.

Fray Tomàs ebbe a dire: “In questi tempi occorre sempre stare in guardia contro gli attacchi del demonio: è tempo di eliminare dal nostro mondo tutte le diavolerie dell’alchimia: ora ci stiamo liberando dei marranos, poi dovremo occuparci a fondo dei moriscos. E’ bene che nessuno intralci la strada della Santa Inquisizione! Noi estirperemo queste male piante…soprattutto quelle che crescono segretamente nell’ombra!”.

Egli mantiene la parola! A suo carico si contano ben 105.294 vittime di cui 8000 arse sul rogo e bruciate vive tra le fiamme. Torquemada, Figlio del Diavolo, ritorna al padre suo all’età di 78 anni, il 16 settembre del 1498, nel monastero di Avila, dove si ritira nel 1494.

(continua)

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