Dhu-l-higgia  1432
Al-Wafàa - n°3
Novembre 2011

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Quaderni Islamici n.°84

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Quaderni Islamici n.°85

L'espansione dell’universo

Nel Quaderno Islamico 71 - intitolato Conoscere il Corano - a pagina 19 c’è un breve capitolo, che qui di seguito trascriviamo con alcune modifiche di precisazione e chiarimento linguistico.

L’espansione dell’universo

L’astronomo americano Edwin Hubble, avendo osservato, nell’anno 1925, che tutte le galassie si stanno allontanando l’una dall’altra, ne ha dedotto, razionalmente, che l’universo è in espansione.
Egli rilevò che esse si allontanano le une dalle altre nello spazio cosmico, come si allontanano delle stelle stampate sulla superficie di un palloncino gonfiabile, vuoto, quando esso viene gonfiato.

L’osservazione radio-telescopica ha confermato questa realtà, per cui il fatto che l’universo sia, attualmente, in espansione è scientificamente accertato in via definitiva. Orbene, l’Autore del Corano, un libro pubblicato 1432 anni lunari or sono, qualche anno più o qualche anno meno,  all’àyah (versetto) 47 della sura (capitolo) 51, la quale è intitolata adh-dhariyyàt, comunica ai sui lettori:

“Il cielo Noi lo abbiamo costruito con la Nostra potenza e, certamente,
Noi costantemente lo estendiamo (nell’immensità)”
.

La seconda parte è espressa letteralmente dalla frase:

wa inna la-musi‛ūna

e, certamente, Noi siamo i Rendenti(lo) più ampio

vale a dire:

Coloro che, attualmente lo allargano
(la-musi‛ūna)

Non ci può essere ragionevole dubbio, per chi sia dotato di intelletto con capacità di raziocinio, che nell’àyah 47 della sura 51 ci sia un preciso accenno all’espansione dell’universo, se è vero, come è vero, che la sequenza delle parole che costituiscono l’àyah ha senso!

Questa frase si trova in un testo che ha avuto redazione terrena nel Sublime Corano, che si materializzò, circa mille e quattrocento anni or sono, in Arabia. Dovevano passare ancora poco più di mille anni, perché venisse inventato il primo telescopio-cannocchiale, con cui Galileo Galilei iniziò, quando era a Venezia, l’esplorazione strumentale dello spazio extraterrestre.

Chi, dunque, può essere l’Autore del Libro, se non il Costruttore dell’universo?

Anche gli astronomi Musulmani che, pure, erano profondi conoscitori del cielo e che furono maestri dell’Europa nella scienza astronomica,  ignoravano l’esistenza di molte delle realtà dello spazio cosmico, come, per esempio, l’origine dell’universo. I fatti relativi all’Astronomia descritti nelle pagine del Sublime Corano non sono dovuti all’avanzamento degli Arabi nell’astronomia, come si scrive da penne interessate a ridurre il Libro a opera dell’uomo; piuttosto c’è da dire che gli Arabi furono all’avanguardia dell’astronomia, poiché il cielo occupa un posto di rilievo nel Sublime Corano.

Una conferma della paternità divina del Sublime Corano giunge in questi giorni dal conferimento del Nobel 2011 per la Fisica ai fisici americani Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam G. Riess.
Leggiamo dai mass media:

Oggi, 4 ottobre 2011, gli americani Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam G. Riess sono stati onorati del Premio Nobel per la Fisica, poiché con le pioneristiche ricerche cosmologiche compiute dai loro gruppi di ricerca, i tre Nobel hanno portato alla luce, poco più di dieci anni fa, quello che è oggi il più grande mistero dell’universo: la sua inaspettata accelerazione. Nel 1998, essi scoprirono che l'universo sta accelerando la sua espansione, probabilmente a causa di una forza sconosciuta, chiamata energia oscura.

Ecco la straordinaria storia della loro scoperta.
Nel 1998 fu definita “la scoperta dell’anno”. L’astronomo americano Edwin Hubble nel 1929 scoprì che l’universo si stava espandendo. Una rivelazione sorprendente perché fino ad allora l’opinione generalmente accettata era che l’universo fosse infinito e statico, immobile, uguale fin dalla sua nascita. Come era riuscito, Edwin Hubble, a scoprire che l’universo si espandeva? Nei primi anni ’20 il nuovo telescopio di monte Wilson, il più grande allora esistente, permise per la prima volta di constatare che la cosiddetta nebulosa di Andromeda non faceva parte della nostra galassia, ma era una galassia a sé stante. Ciò era stato possibile analizzando la luce proveniente da Andromeda, e quindi il suo spettro, cioè quel che deriva dalla scomposizione della luce all’interno di un prisma (il nostro arcobaleno). Andromeda era lontana dalla Terra abbastanza da poter escludere con certezza che facesse parte della nostra galassia, benché in realtà si stia avvicinando alla Via Lattea a una velocità tale che si scontrerà con essa tra 3-4 miliardi di anni. Ma Hubble scoprì con stupore che, con l’eccezione di Andromeda, lo spettro di tutte le galassie osservate era spostato verso il rosso. Per capire cosa implicava questa scoperta, basta pensare a un’ambulanza che corre nella nostra direzione, per poi superarci velocemente e proseguire lungo la sua strada. Noteremo che la sirena assume un suono sempre più acuto quando si avvicina, più grave quando si allontana: in realtà, la sirena emette sempre lo stesso suono, ma ci arriva all’orecchio a una frequenza diversa. L’onda sonora, infatti, si “schiaccia” avvicinandosi al nostro orecchio e assume una frequenza maggiore, per poi distendersi nuovamente man mano che l’ambulanza si allontana. Si chiama "effetto Doppler". La luce fa lo stesso. Se un oggetto luminoso si allontana da noi, analizzandone lo spettro osserveremo uno spostamento verso il rosso, che insieme al violetto costituisce il limite estremo dello spettro della luce. Questo “spostamento verso il rosso” della luce è un effetto della nostra osservazione: la luce è sempre quella, ma poiché la sorgente che la emette si sta allontanando, l’onda si dilata e la sua frequenza si riduce. Se tutte le galassie hanno uno spettro spostato verso il rosso, significa che si stanno allontanando da noi. Tutto l’universo si sta espandendo. Anche la nostra galassia, dunque, si sta allontanando dalle altre (fatta eccezione per le due più vicine), secondo una velocità definita dalla “legge di Hubble”: tanto più le galassie sono distanti dalla Terra, tanto più velocemente si allontanano.
(Fine del testo massmediatico).

Vedete come la scienza, oggi, conferma che Chi creò l’universo è l’Autore del Sublime Corano e che solo Lui poteva scrivere nel Libro che l’universo (da Lui creato) è in espansione quando, per il mondo, è “una rivelazione sorprendente, di cui E. Hubble nel 1929 fornisce la prova mentre fino ad allora (fino al 1929) l’opinione generalmente accettata era che l’universo fosse infinito e statico, immobile, uguale fin dalla sua nascita!

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