Dhu-l-higgia  1432
Al-Wafàa - n°3
Novembre 2011

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Quaderni Islamici n.°84

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Quaderni Islamici n.°85

Quando inizia la vita?

Quando inizia a esistere l’uomo, inteso come persona, titolare di diritti?

Il Sublime Corano è il Verbo di Allàh, rifulga lo splendore della sua luce (**) e la verità di questa affermazione è indiscutibilmente dimostrata dalle prove date 1432 anni or sono (un po’ prima e un po’ dopo) per noi uomini del XXI secolo miladico, dallo stesso Autore del Libro, che è anche il Creatore di tutto ciò che esiste e dei meccanismi dell’esistenza, e davanti al Quale tutto l’esistente è presente dal big bang alla catastrofe della fine del mondo. Nel Libro viene accordata al profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria (*) autorità magisteriale e autorità normativa, per cui le sue dichiarazioni e i suoi precetti vengono, indirettamente, da Allàh (**).

Quanto sopra necessariamente premesso, la risposta alla domanda
Quando inizia a esistere l’uomo,
inteso come persona, titolare di diritti?
la ricaviamo da un insegnamento del Profeta sull’argomento.

Egli (*) disse:
"In verità, la creazione di ciascuno di voi (per opera di Allàh), si svolge nel grembo di sua madre in forma di nùtfah (1) per quaranta giorni; poi, per un periodo di tempo eguale, come ‘àlaqah (2); poi, per un periodo di tempo eguale, in forma di mùdghrah (3). A questo punto (cioè al 120° giorno dal concepimento), viene inviato a lui l’angelo, il quale soffia in lui lo spirito e (dopo avere insufflato lo spirito nella mudghah) gli assegna il suo destino con quattro parole: rizq (mezzi di sussistenza), àgial (durata della vita), ‘àmal (l’attività); la quarta parola è shaqìyyun (se destinato all’inferno) oppure sa’ìdun (se destinato al paradiso). Per Colui, all’infuori del quale non c’è divinità, se uno di voi fa quelle cose che compiono i destinati al Paradiso, fino al momento in cui fra lui e il Paradiso non resta che una spanna, se il suo destino non è il Paradiso, compie un’azione di quelle che fanno i destinati all’inferno e ci entra. In verità, uno di voi commette cose che fanno i destinati all’inferno, fino a quando non resta tra lui è l’inferno solo una spanna, se il suo destino non è l’Inferno, compie un’azione di quelli destinati al Paradiso e ci entra”.

(1) nùtfah significa goccia.

(2) ‘àlaqah significa che si attacca.
(l’ovulo fecondato che si attacca alla placenta)

(3) mùdghrah significa: boccone di sostanza masticata, per similitudine, embrione.

Per il Sublime Corano e per la nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh (*) il viaggio dallo zigote (è la prima cellula del nuovo individuo che si forma quando lo spermatozoo entra nella cellula uovo) al soggetto persona, titolare di diritti, è un processo che si svolge per tappe: l’anima si innesta dopo tre periodi di 40 giorni l’uno. L’embrione è individuo umano a tutti gli effetti, quando l’anima entra nel corpo, un momento che si colloca al 120° giorno dal concepimento. Va da sé che, in ordine alla natura dell’Autore dell’informazione, ogni informazione proveniente da fonte diversa è erronea.

Ne deriva che la provocata interruzione della gravidanza prima del 120° giorno dal concepimento è un peccato gravissimo; quando è successiva al 120° giorno è omicidio, tranne il caso di pericolo di morte per la madre, per cui sulla bilancia tra la vita della madre e quella del feto ha più diritto di essere salvata la madre e, quindi, è praticabile l’interruzione della gravidanza.

E’ peccato gravissimo l’interruzione della gravidanza per accertata malformazione del feto.

E Allàh ne sa di più.

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