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Al-Wafàa - n°3
Novembre 2011

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Quaderni Islamici n.°84

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Quaderni Islamici n.°85

La dichiarazione
di Balfour

Ahi Arthur James,
di quanto mal fu madre
la tua Dichiarazion …

Dichiarazione di Balfour
1917

Gabinetto
di Sua Maestà Imperiale Britannica
Foreign Office
(Ministero degli Affari Esteri)

Londra, 2 Novembre 1917

Caro Lord Rothschild,

sono molto lieto di inviare a Lei, da parte del Governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni degli Ebrei Sionisti, che è stata sottoposta e approvata dal Gabinetto.

“Il Governo di Sua Maestà vede con favore lo stabilirsi in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico (a jewish national home) e userà i suoi migliori uffici per facilitare il conseguimento di questo obiettivo, essendo chiaramente comprensibile che nulla sarà fatto che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina o i diritti e gli statuti politici che gli Ebrei godono in ogni altro paese”.

Le sarò grato se porterà a conoscenza della Federazione sionista questa dichiarazione.

Sinceramente vostro,
Arthur James Balfour

 

Questa dichiarazione è il punto d’arrivo di una lunga attività diplomatica che ha avuto inizio venti anni prima, nell’anno 1897, durante il quale si svolge in Svizzera, a Basilea, il primo congresso del Movimento Sionista.

In quel congresso il fondatore del Movimento, Teodoro Herzl, autore di un libro intitolato Lo Stato ebraico (The Jewish State), pubblicato nel 1894, proclamò come obiettivo politico del Sionismo, la costituzione di uno stato ebraico, con popol­azione esclusivamente ebraica in Palestina lanciando lo slogan menzognero:  Una terra senza popolo per un popolo senza terra! 

All’epoca del discorso di Herzl, la Palestina, che apparteneva all’Impero Ottomano, aveva una popolazione di  poco più di mezzo milione di abitanti: mezzo milione di Arabi Musulmani, alcune decine di migliaia di appartenenti alle varie confessioni cristiane e non più di 30.000 Ebrei, ivi presenti come “Gente del Libro”. 

A Basilea vennero poste le basi del progetto di conquista dei territori della Palestina e del conseguente espianto della popolazione arabo-musulmana dal Mare Mediterraneo al fiume Giordano e dal Monte Sinai al Monte Libano.

Palestina come base di partenza per la costituzione di Eretz Israel, la Grande Israele, dal grande fiume d’Egitto (il Nilo) all’Eufrate.  All’epoca in cui il progetto sionista diventa programma politico, sono diffusi in Europa una mentalità e un clima colonialista. Il mondo islamico è sotto attacco, deve essere civilizzato e l’Europa si sente in dovere di civilizzare, colonizzando! Tra le potenze europee nascono attriti per la spartizione  del bottino coloniale. La Francia da alcuni decenni ha allungato le sue mani sulla Tunisia, sul Marocco e sull’Algeria, l’Inghilterra sull’Egitto, l’Italia sulla Libia. Da alcuni decenni è aperto il Canale di Suez che diventa la via di collegamento più breve tra l’Inghilterra e l’India.

Herzl, certamente dotato di preveggenza, inserisce il progetto sionista nella logica imperialista che domina in Europa per garantirsi la pelle dell’orso, prima che l’orso venga abbattuto.

Nel 1902 e nel 1903  Herzl prende contatto con il Premier britannico Lord Arthur James Balfour, sollecitando l’appoggio del governo di Sua Maestà britannica alla realizzazione del suo progetto. Come specchietto per le allodole, per attirare l’attenzione dei governi europei, egli conia un altro slogan suggestivo:  “Noi (Ebrei) costituiremo là (in Palestina) un baluardo dell’Europa contro la barbarie dell’Asia”.

I tentativi di Herzl vanno a vuoto e lui muore nel 1904, ma il progetto sionista va avanti. Nell’anno 1914 ha inizio della prima guerra mondiale. Le persone che hanno, ancora, un minimo di cultura storica sanno che, a seguito della uccisione a Serajevo dell’erede al trono dell’Impero austro-ungarico, l’Arciduca Ferdinando, nell’agosto
del 1914
, ha inizio in Europa la cosiddetta Grande GuerraPrima guerra mondiale.
Da una parte l’Impero Germanico, l’Impero
Austro-Ungarico dall’altra l’Inghilterra, la Francia e l’Impero Russo. Nel novembre del 1914 anche l’Impero ottomano entra in guerra a fianco degli Imperi Centrali contro le potenze dell’Intesa.

Nel 1909 , grazie allo spirito di tolleranza delle autorità ottomane, nel quadro della prescrizione coranica di favore per le Genti del Libro, sorge ad opera di immigrati clandestini ebrei la prima città sionista, Tel Aviv. Questa presenza di Ebrei immigrati fu sottovalutata, sul piano politico, dalla Sublime Porta di Costantinopoli - purtroppo, in altre faccende affaccendata - sicché l’insediamento sionista ebbe modo di radicarsi. La Palestina apparteneva allora all’Impero Ottomano, il cui Sultano, dal 1517, è anche Califfo dell’Islàm. Immediatamente, uno dei massimi dirigenti del movimento sionista, Herbert Samuel, inizia a fare pressioni sul titolare del Foreign Office (il Ministero degli Esteri di S.M. Britannica) Edward Grey, affinché l’ Inghilterra sostenga la fondazione dello stato Ebraico, prospettando i vantaggi che l’Inghilterra trarrebbe dalla presenza di un alleato nei pressi del Canale di Suez. Edwar Grey suggerisce a Samuel di presentare un memorandum ai membri del Governo di Sua Maestà e agli uomini politici più in vista e Samuel segue il suggerimento. Nel suo memorandum egli lascia intendere che la presenza di uno Stato giudaico in Palestina garantirebbe gli interessi di grande potenza coloniale della Gran Bretagna (Inghilterra) in Oriente, costituendo un solido punto di appoggio per la protezione del Canale di Suez, un transito marittimo di vitale importanza per il collegamento con i domini asiatici di S.M. Britannica. Il premier, Lord Asquith, mette la proposta su un piatto della bilancia della real politik e sull’altro la rivolta araba contro l’Impero ottomano, nello scacchiere bellico del vicino oriente. La bilancia pende dalla parte della rivolta araba e la proposta di H. Samuel viene accantonata. E ciò perché la rivolta araba, fomentata da agenti inglesi, viene considerata un fattore decisivo per il successo delle operazioni militari contro l’Impero ottomano nel Vicino Oriente.

Nell’anno 1916, quando ancora le sorti del conflitto mondiale sono incerte, l’Inghilterra e la Francia, le maggiori potenze coloniali europee, nella prospettiva della vittoria finale, si mettono d’accordo per spartirsi i territori arabi dell’Impero ottomano. L’accordo viene siglato nel maggio del 1916 e dai nomi dei due sottoscrittori, viene chiamato “Accordo Sykes-Picot". I termini sono tenuti segreti, per non compromettere l’appoggio degli Arabi alle operazioni militari nel Vicino Oriente (Narrate nel film Lawrence d’Arabia). Contenuto dell’accordo era la spartizione dei territori a popolazione araba dell’Impero ottomano. Le truppe inglesi avrebbero occupato la Palestina propriamente detta, i territori a est del fiume Giordano e l’Iràq, mente i Francesi si sarebbero impadroniti della Siria e del Libano.

Nella primavera del 1917, Lord Arthur James Balfour, che è Ministro degli esteri della Corona, si reca negli Stati Uniti dove si incontra con il Presidente Wilson. Durante il suo soggiorno in U.S.A, Lord Balfour ha numerosi contatti con i dirigenti della lobbies ebraiche americane, dai quali ottiene che essi facciano forti pressioni sul Governo degli States, affinché l’America intervenga nel conflitto mondiale in corso in Europa a fianco delle Potenze dell’Intesa. Egli fa capire – durante le sue lunghe trattative con gli esponenti del sionismo USA - che un Intervento dell’America nel conflitto, che avvenga per effetto delle loro pressioni sul Governo USA, avrebbe sollecitato il governo britannico ad approvare una risoluzione con la quale sarebbe stata assicurata al Movimento Sionista una base territoriale in Palestina, per la fondazione di una entità statale giudaica. Il 7 aprile 1917 gli Stati Uniti d’America intervengono nel conflitto mondiale, capovolgendone le sorti. L’intervento è provvidenziale perché a causa dell’uscita della Russia dalla guerra, in conseguenza della rivoluzione sovietica, le armate degli imperi centrali, impegnate sul fronte orientale, si riversano sul fronte occidentale e sono sul punto di travolgere gli eserciti dell’Intesa. L’ingresso nella partita del colosso americano segna irreversibilmente le sorti della guerra.

Nello stesso anno il Movimento Sionista, capeggiato da Chaim Waizman, ottiene dall’Inghilterra l’appoggio al progetto di costituzione di una presenza politica ebraica in Palestina con la cosiddetta Dichiarazione di Balfour” (con la quale abbiamo iniziato questo articolo) sotto forma di lettera, inviata dall’allora ministro degli esteri di S. M. Britannica a uno degli esponenti più in vista del Movimento Sionista in Gran Bretagna, il ricco banchiere ebreo Lord Nathaniel Rothschild di Londra, appartenente alle celebre famiglia di banchieri ebrei, originaria di Frankfurt am Mein (Francoforte sul Meno, di cui fu capostipite Mayer Anselm (1743 – 1812). I discendenti di Mayer Anselm, nel XIX secolo miladico, fondarono a Vienna, Napoli, Parigi e Londra banche di potenza mondiale, che finanziarono sovrani e stati. Nathaniel per la sua potenza finanziaria fu ammesso alla Camera dei Lord.

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