Muhŕrram  1433
Al-Wafŕa - n°4
Dicembre 2011

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Quaderni Islamici n.°86

LINGUA ARABA
Seconda lezione

I suoni della lingua araba sono 33. Di questi 33 suoni, sei sono vocali e ventisette consonanti. Le consonanti possono essere portatrici di vocale e in questo caso la consonante č vocalizzata, o con una vocale breve, o con una vocale lunga. Quando nella parola č presente una consonante non vocalizzata, l'assenza di vocale si chia­ma sukūn (leggi sukůuun) e la lettera consonante si chiama sākinah (le lettere dell’alfabeto arabo sono di genere femminile).  Sukūn deriva dal verbo sŕkana che significa essere in stato di quiete; come termine tecnico in fonologia significa essere senza vocale, essere quiescente.

Sukūn č il nome del grafema che nella scrittura indica l'assenza della vocale dopo la consonante; esso consiste in un minuscolo cerchietto, o una piccola cuspide con la punta rivolta a destra.

-ooo-

Quando nel corpo di una parola, che fa parte di una frase nel discorso orale, una consonante ha il suono doppio, il raddoppiamen­to fonetico č rappresentato da un grafema ausiliario che si chiama sciŕddah o con traslitterazione all’inglese shŕddah.

La parola shŕddah significa rafforzamento e ha forma di un minuscolo 3 con le due gobbette verso il basso e si posiziona nella scrittura sopra la consonante doppia nel suono.

Quando la consonante, di cui il suono č “rafforzato” (doppio), ha la vocale a, la shŕddah si mette tra la fŕtah e la consonante.

Quando la consonante, di cui il suono č “rafforzato  (doppio) ha la vocale u, la shŕddah  si mette tra la ŕmmah e la consonante.

Quando la consonante  (doppia) ha la vocale  i, la shŕddah si trova al di sopra della consonante;  la kŕsrah si puň trovare messa sia sotto la consonante, sia   tra consonante e la shŕddah.

Visualizzazioni:

a) sukůūn

 b) shŕddah

------------------

     u                 i                    a

 

L'ACCENTO

La parola, dal punto di vista fonetico, č una serie di suoni. La serie di suoni č rappresentata da un certo numero di lettere che costituiscono unitŕ fonetiche, ciascuna delle quali č costituita da un punto vocalico, accompagnato, normalmente, da una o piů consonanti. Questa unitŕ fonetica, che si pronuncia con una sola emissione di voce č la sillaba.

La sillaba su cui cade l’accento della parola si chiama sillaba tonica,mentre quella su cui non cade accento si chiama sillaba atona.

Tipi di sillabe

Le sillabe possono essere:

1) chiuse 

2) aperte

Sillabe chiuse

Sono chiuse le sillabe che sono costituite da:

consonante-vocale breve-consonante

Sillabe aperte

Sono aperte le sillabe che terminano con vocale breve o lunga o con tanwīn.

 

Gruppo consonantico

Quando nella parola si trova un gruppo consonantico la prima consonante fa parte della sillaba che precede e la seconda della sillaba seguente.

Visualizzazione:

(I quadratini rappresentano consonanti)

 

 

Natura della sillaba
in rapporto alla composizione

Le sillabe, in rapporto alla loro composizione, si dividono in:

sillabe brevi - sillabe lunghe.

1 - sillabe brevi

Le sillabe brevi sono costituite da una consonante con la sua vocale breve.

2 - sillabe lunghe

Le sillabe lunghe si dividono in:

a -  sillabe lunghe per natura:

sono tali le sillabe quando sono aperte con vocale lunga:

b - sillabe lunghe per posizione:

sono tali quando sono costituite da due consonanti, di cui la prima č seguita da vocale breve e la seconda porta il sukūn.

Visualizzazione:

 

Monosillabi  polisillabi

In rapporto al numero di sillabe che la compongono la parola puň essere:

Parola monosillabo

La parola č un monosillabo quando č composta di una sola sillaba.

Parola polisillabo

La parola č un polisillabo quando č composta da piů sillabe.

Tipi di polisillabi

Una parola polisillaba puň essere:

bisillaba (quando ha due sillabe);

trisillaba (quando č composta da tre sillabe);

quadrisillaba (quando č composta da quattro sillabe);

plurisillaba (con piů di quattro sillabe).

 

 

L'accento

La caduta dell'accento tonico č determinata dalla serie quantitativa delle sillabe

definizione della parola in relazione all’accento

parola tronca

Nella lingua italiana le parole che hanno l’accento sull’ultima sillaba si chiamano parole tronche (La parola cittŕ deriva dal troncamento della parola antica cittŕde).

Nella lingua araba non esistono parole tronche, cioč parole con l'accento tonico sull'ultima sillaba.

Parola piana

Dicesi piana la parola che ha l’accento sulla penultima sillaba

La parola bisillaba (costituita da due sillabe) č piana, cioč ha l'accento tonico sulla prima sillaba. La prima sillaba, essendo la prima di due, č, infatti, anche la penultima sillaba della parola.

La parola trisillabo č piana quando la seconda sillaba č lunga:

        3a   2a  1a

Parola sdrucciola

Quando la prima sillaba č breve, la seconda č breve e la terza č breve l’accento cade sulla sillaba terzultima (essendo la parola di tre sillabe l’accento cade sulla prima sillaba) e la parola si dice  sdrucciola.

    3    2    1

oppure quando la prima č lunga e le successive sono brevi:

   3    2       1

Le regole di cui sopra si applicano anche per le parole quadrisillabe e plurisillabe.

continua

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