Rabì I°  1433
Al-Wafàa - n°5
Gennaio 2012

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 Maria
 Quaderni Islamici n.°88

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 Conoscere Muhàmmad*
 Quaderni Islamici n.°26

 
 Esiste un uomo
più grande ?

 Quaderni Islamici n.°52

 
 Muhàmmad*
l'Apostolo
di Allàh

 Quaderni Islamici n.°53


Onore
al profeta Muhàmmad
Che Allàh l'Altissimo
lo benedica e l'abbia in gloria (*)

 

In data 4 febbraio 2012 ricorre il 1442° anniversario (solare) della nascita del Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria*. Tale data, infatti, corrisponde al 12 del terzo mese dell’anno lunare (egiriano) 1433, data nella quale nacque nel 570 dell’era volgare il Profeta* I Musulmani di tutto il mondo dedicano questa ricorrenza alla commemorazione del Profeta*

 


La prima celebrazione del Mawlid a Milano, palazzo Sormani, sala del Grechetto, 1982 (1455 anniversario lunare). Da destra a sinistra:
'abdu-r.Rahmàn Pasquini, Fudàyl al-Giazayri, Ali Schuetz, Ali Abu Shwaima.
 

L'invito
alla celebrazione
del 1982.

 

 

 

 

 

 

Al-Wafàa ricorda l’evento con la pubblicazione di citazioni, tratte da opere di uomini illustri, riguardanti il Profeta*.

 

 

Victor Hugo (1802-1885)
il celeberrimo scrittore francese
alla penna del quale si deve il capolavoro letterario intitolato
Les miserables (I miserabili)
.

 

Nella sua opera “La leggenda dei secoli” (Lègende des Siècles) nel capitolo IX dal titolo l’Islàm (versi 42-45) scrive:

 

O capo dei credenti! Il mondo, non appena ti intese, credette alla tua parola. Il giorno in cui nascesti apparve una stella e tre torri del palazzo di Chosroe caddero!”.

 

 

Thomas Carlyle (1795-1881) Celebre filosofo e storico scozzese, scrittore alla penna del quale si deve il celebre “Storia della rivoluzione Francese”.


Nella sua opera dal titolo Gli Eroi della Storia (The heroes of the History, 1840, p. 120) scrive:

 

“Maometto era sincero. Farne un impostore è un concetto disonorevole. Non è verosimile che un uomo possa guadagnare la fiducia dei suoi contemporanei in modo, si può dire, tanto illimitato…Era un uomo dotato di una personalità eccezionale, un messaggero che ci fornì ragguagli sull’ In conoscibile, sull’Infinito.

 

 

Francesco Maria Arouet Voltaire (1694-1778). Fu uno dei massimi esponenti dell’Illuminismo, la cui produzione di scrittore è immensa [Voltaire è l’anagramma di L(e) I(eune) AROVET (Il giovane Arovet). Scrisse tra le sue opere una tragedia intitolata Mahomet e un romanzo Zadig (adiq nome di un califfo Abbaside].

 

Nelle sue Opere Complete (Oeuvres complètes, 26 pp.227-228, 547) si legge:

 

“Dobbiamo ammettere che Muhàmmad sottrasse quasi tutta l’Arabia all’idolatria, insegnò l’Unità di Dio…

Facile capire come una religione così semplice e saggia, insegnata da un uomo sempre vittorioso abbia soggiogato una parte della terra…

La sua religione è saggia, severa, casta, umana:

Saggia perché non cadde nella demenza di dare a Dio degli associati, e perché non ha misteri;

Severa perché proibisce i giochi d’azzardo, il vino, i liquori forti, ed ordina la preghiera cinque volte al giorno… Aggiungete a tutto queste qualità la tolleranza”.

 

 

 

 

Napoleone Bonaparte (1769-1821). Illustre uomo politico di Francia, di cui fu anche Imperatore (dei Francesi), dopo avere signoreggiato sull’Europa fu sconfitto a Waterloo ed esiliato a Santa Elena dove morì il 5 maggio del 1821 (tema di una celebre poesia di Alessandro Manzoni, che inizia:

Ei fu! Siccome immobile,

dato il mortal respiro,

stette la spoglia immemore,

orba di tanto spiro….

Scrisse nel suo libro La campagna d’Egitto e di Siria

(Campagne d’ Egypte et de Syrie, 1798-1799):

Maometto fu principe; riunì attorno a se i suoi compatrioti, che in pochi anni conquistarono mezzo mondo. Essi strapparono ai falsi dèi più anime, abbatterono più idoli, abbatterono più templi pagani in quindici anni, che i settari di Mosè e di Gesù non fecero in quindici secoli. Maometto fu un grande uomo.

Memorie di storia: Pare che abbia detto a una delegazione di ulamā‹ del Cairo: “Allàh c’est moi!” e Allàh gliel’ ha fatta pagare cara.

 

 

 

Alfonse de Lamartine (1790-1869). Grande poeta romantico e storico francese.

 

Nella sua Storia della Turchia (Histoire de la Turquie, 1854, pp.259 e ss.) egli scrive:

 

"Mai uomo si propose, volontariamente o involontariamente, scopo più sublime, poiché questo scopo era sovrumano: scalzare le superstizione imposte fra il Creatore e la creatura, restituire Dio all’uomo e l’uomo a Dio, restaurare l’idea razionale e sana della divinità in quel caos di dei materiali: l’idolatria. Mai uomo ha compiuto al mondo e in minor tempo Una rivoluzione così immensa e durevole… Se la grandezza del disegno, la scarsezza dei mezzi, l’immensità del risultato sono le tre misure dell’ingegno dell’uomo, chi oserà mai comparare umanamente un qualsiasi grande uomo della storia moderna a Maometto?... Maometto fu meno di un dio ma più di un uomo: fu un profeta”.

 

 

Johann Wolfang Goethe
(1749-1832) il più grande poeta tedesco e uno dei maggiori del mondo. Celeberrimo il suo I dolori del giovane Werther; di alto livello letterario e filosofico Le affinità elettive, Faust, Verità e poesia. E altro ancora.

 

Inno a Maometto (Mahomets-Gesang)

"Un popolo intero innalza il suo principe,

e nel fluente trionfo dà nome a terre;

città nascono sotto i suoi passi.

Avanza inarrestabile, e si lascia alle spalle palazzi di marmo

e vette raggianti di torri, che il suo vigore ha creato.

L’ Atlante regge sul dorso dimore di cedro;

mille vessilli, nel cielo, sventolano fremendo

sopra la sua testa, segno della sua gloria.

E così, fragoroso di gioia, porta i fratelli,

i suoi tesori e i suoi figli in seno a Colui che attende".

 

 

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