Rabì I°  1433
Al-Wafàa - n°5
Gennaio 2012

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 Maria
 Quaderni Islamici n.°88

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 Conoscere Muhàmmad*
 Quaderni Islamici n.°26

 
 Esiste un uomo
più grande ?

 Quaderni Islamici n.°52

 
 Muhàmmad*
l'Apostolo
di Allàh

 Quaderni Islamici n.°53


Muhàmmad*
Il Sigllo dei Profeti
nella letteratura pre-coranica

Possiamo riconoscere nei testi che attualmente portano i titoli dei Libri che Allàh ha rivelato ai Messaggeri del Suo Messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo dei riferimenti inequivocabili alla missione apostolico profetica di Muhàmmad, che allàh lo benedica e l’abbia in gloria? La risposa è: “Sì!”.

Nell’attuale testo del Libro della Genesi (17/4 e 7) si può leggere:

Ecco la mia alleanza con te: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni… Farò sussistere la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, quale alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.

E' Iddio che parla e il destinatario del messaggio è Abramo, al quale viene promessa un’Alleanza non solamente con lui, ma anche con la sua discendenza.

La sua discendenza parte dai suoi due figli Ismaele, che è l’unigenito, fino alla nascita di Isacco, alla nascita del quale Ismaele cessa di essere unigenito figlio di Abramo, divenendone il primogenito.

Come è noto Agar, la madre dell’unigenito figlio di Abramo, Ismaele, viene condotta (per ordine di Dio ad Abramo) in nell’area dove sorgerà La Mecca nella valle di Bàkka nel Hiǧāz (il monte di Parān)

Quando – dopo avere eseguito l’ordine di Dio - Abramo torna indietro, il testo biblico riferisce: Dio udì la voce del fanciullo (Ismaele) e l’Angelo dal cielo le disse:

“Che hai tu Agar? Non temere, perché Dio ha ascoltato la voce del ragazzo là dove si trova. Alzati! Solleva il ragazzo e stringi con la tua mano la sua, perché Io ne farò una grande nazione!” (Genesi;21/17parziale)

Ismaele figlio di Abramo e di Agar sarà il capostipite degli Arabi (una grande nazione), sua discendenza e, pertanto, discendenza di Abramo, che daranno il nome alla grande penisola nel cuore della quale Abramo portò lui e sua madre Agar, per ordine di Dio.

In Deuteronomio; 33/1-2 si legge:

Questa è la benedizione con cui Mosè, uomo di Dio, benedisse i figli di Israele prima di morire. Disse: Il Signore è venuto dal Sinai, sorse per essi da Seir; brillò dal monte Paran…”

Queste parole segnalano che ci saranno tre manifestazioni divine in tre luoghi diversi: Sinai, Seir, Paran.

Quanto al Sinai, tutti lo sanno è il luogo dove sono state date a Mosé le Tavole della Legge (la Torāh) per i musulmani seguaci di Mosé, liberati dalla schiavitù d’Egitto; (Il Signore) si manifestò per essi (gli Ebrei insediati in Palestina) in Seir (un monte in Palestina, per cui non può che riferirsi al Cristo (il Messia Gesù, figlio di Maria) e al Vangelo; e (il Signore) brillò dal monte Paran, là dove sono stanziati i discendenti di Ismaele figlio di Agar ! Chiaro riferimento a Muhammad* e al Sublime Corano. Il perfetto usato come presente storico

Solo una cecità mentale non vede in questa frase di Mosé un preannuncio delle missioni apostolico-profetiche del Cristo e di Muhàmmad*, in Deuteronomio (18/18) si legge:

“Io susciterò per loro (per gli Ebrei, discendenti di Isacco e Giacobbe/ Israele) un profeta come te in mezzo ai loro fratelli (gli Arabi, discendenti di Ismaele) gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto gli comanderò. Allora chi non ascolterà le Mie parole (le parole di Allàh), che egli dirà in nome Mio (bi-smi-llàh) gliene chiederò conto”. Nel testo biblico è Iddio che parla a Mosè. Poniamoci la domanda: “ C’è nella discendenza di Ismaele, cioè c’è nella storia un Arabo di cui si possa dire “è come Mosé?”. La risposta è: “Certamente no, tranne il profeta Muhàmmad*!”. Il Profeta menzionato è, chiarissimamente, Muhàmmad* Ovviamente i Cristiani hanno fatto tentativi di farla aderire al Messia, ma c’è un ostacolo insormontabile nelle parole per loro di mezzo ai loro fratelli (una esplicita esclusione che il Profeta menzionato sia un ebreo).

Nel Vangelo secondo Giovanni (19/2) rilegge:

“Ora, questa è la testimonianza di Giovanni (il Battezzatore, figlio di Zaccaria e cugino del Cristo), quando i Giudei gli mandarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti per domandargli: “Tu, chi sei?”. E professò e non negò e professò: “Io non sono il Cristo”. Gli domandarono: “Chi sei tu allora? Sei Elia?”. Egli dice: “Non lo sono”. “Sei il Profeta?” Rispose:“No”.

Questo passo è un documento storico che i Giudei del tempo stavano aspettando tre figure: Il Messia (grecizzato in Cristo), Elia e il Profeta. Giovanni risponde no a tutte e tre le domande. Il Messia è suo cugino Gesù, figlio di sua zia Maria, Elia, come afferma suo cugino (e riferito dall’evangelista Marco in Mc 9,13 : Elia è già venuto – io ve lo dico – e gli hanno fatto quello che vollero, come è stato scritto di lui” (Matteo 17.12: Io vi assicuro che Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto elo hanno trattato come hanno voluto).

Allora chi è il terzo personaggio che gli Ebrei attendono, chimandolo IL PROFETA?

Chi è il Profeta, allora?

Basta leggere ancora dai testi biblici per concludere, senza ombra di dubbio che si tratta di Muhàmmad*. Verso la fine della sua missione il Cristo (cioè il Messia Gesù, figlio di Maria) annuncia, secondo Giovanni evangelista, alcuni avvenimenti futuri:

Giov. 16/7 : Io vi dico la verità: è meglio per voi che io parta; perché se io non parto, il Paraclito non verrà a voi”.

Giov.; 16/12-13-14: Ho molte cose ancora da dirvi, ma non le potete portare per ora. Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà in tutta la verità. Non parlerà infatti da se stesso, ma dirà quanto avrà udito e vi annunzierà le cose venture.

Il Messia sa di non essere il Sigillo dei Profeti, difatti svela ai suoi seguaci la prossima venuta di colui, al quale l’obbedienza dei popoli è dovuta, come profetizzato anticipatamente all’inizio del rapporto tra Dio e l’umanità, smentendo la convinzione che alla casa di Israele appartenga l’esclusivo privilegio di guida religiosa dell’umanità.

Con quanto dimostrato risulta evidente che la missione profetica non si conclude con Gesù il Messia figlio di Maria, su lui la pace, e che il sigillo verrà dopo lui e si manifesterà dal Paran, terra di Ismaele, della discendenza di Abramo, e sarà il profeta Muhàmmad* che proferirà ciò che Egli (Allàh**) gli avrà rivelato, e la sua missione sarà rivolta a tutti i popoli. Dice Allàh** nel Sublime Corano:

…La Mia misericordia abbraccia ogni cosa. Io la ascriverò a coloro che [Mi] temono e pagano la zakāt, a coloro che nei Nostri segni credono.

Coloro che seguiranno il Mio Messaggero, il Profeta illetterato che essi trovano annunciato presso di loro nella Torāh e nell'Ingīl (Vangelo), che ordinerà lo azioni lodevoli e proibirà le biasimevoli, che dichiara loro lecite le cose buone e illecite le immonde e li allevierà dei legami e delle catene che pesano su di loro. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno.

Di': O Uomini, io sono il Messaggero di Allah a voi tutti inviato da Colui, al Quale appartiene il Regno dei cieli e della terra. Non c'è altro dio all'infuori di Lui, di Colui che dà la vita e dà la morte” .

Credete dunque in Allah e nel Suo Messaggero, il Profeta illetterato che crede in Allah e nelle Sue parole, e lui seguite, a ché, per avventura, possiate essere diretti al bene!

Corano VII; 156/158

E la lode appartiene ad Allàh
Il Sovrano di tutti gli universi.

 

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