Rabė I°  1433
Al-Wafāa - n°5
Gennaio 2012

Archivio

HOME PAGE
Edizioni del Cālamo Novitā editoriali:


 Maria
 Quaderni Islamici n.°88

HOME PAGE
Edizioni del Cālamo


 Conoscere Muhāmmad*
 Quaderni Islamici n.°26

 
 Esiste un uomo
pių grande ?

 Quaderni Islamici n.°52

 
 Muhāmmad*
l'Apostolo
di Allāh

 Quaderni Islamici n.°53


Al-Māwlid
Il giorno natale del profeta Muhāmmad*

Poemetto scritto dal poeta turco
Sulaymān Shelebė
nell’anno 812 dell’egira,
corrispondente al 1409 dell’era volgare.

Da Āmina – la nobile figlia di Wāhb – nacque Muhāmmad

Che Allāh lo benedica e l’abbia in gloria.

Da tal sublime conchiglia fu generata la gloriosa perla.

Quando da Abdullāh rimase incinta,

come ogni madre d’omo pių pesante di giorno in giorno

attese con pazienza il grande evento.

Quando il parto al compimento del suo tempo fu vicino,

molti miracolosi segni di universale giubilo apparvero.

 

 

Nella notte del dodicesimo giorno di Rabė’u-l-āwwal,

il dė secondo della settimana nel quale nacque il figlio della vedova,

quante cose mirabili vide la madre del pių nobile degli uomini.

 

 

La madre dell’ Eletto raccontō: “Vidi una Luce pių splendente

di quella del sole all’improvviso uscir dalla mia casa

e tutti gli universi ne furono inondati, sicché le tenebre

furono vinte dovunque; tre angeli comparvero nel cielo

e ciascuno di loro teneva nella destra una bandiera.

 

 

Una bandiera fu piantata in oriente e un’altra in occidente

Ed infine la terza fu piantata sul tetto della Nobile Kā’bah.

Compatte schiere di angeli discese dal cielo

e mentre uno di loro distendeva nel cielo

un tappeto di finissima seta, detta sundus;

le schiere angeliche giravano attorno alla mia casa

glorificando Allāh, rifulga lo splendore della Sua Luce,

come fanno nel Tawāf i Pellegrini alla Mecca,

girando attorno al Santuario Antico.

 

 

Quali non furono stupore e meraviglia che l’anima mi presero

In quella successione di miracoli, che intorno a me

Quella notte accadevano!

 

 

All’improvviso comparvero nella piccola stanza,

con il sovrano permesso dell’Altissimo

tre affascinanti nobildonne del Firdāus

d’una bellezza muliebre ineguagliabile,

il volto di ciascuna delle quali splendeva

con l’argenteo splendore della luna

nella quattordicesima notte del mese.

 

 

Le tre incantevoli nobildonne del Paradiso

Erano: Asiyah la dissenziente moglie di Faraone,

Mār°yam figlia di Imrān, la madre del Messia.

La terza era una Hurėyah dal fascino irresistibile

Uscita dai meravigliosi padiglioni delle fanciulle del paradiso,

promesse ai beati.

 

 

Per prima cosa esse mi diedero il saluto di pace,

poi le tre bellezze della divina onnipotenza,

con gentilezza squisita si sedettero davanti a me,

che avevo al seno il neonato, e mi fecero auguri e complimenti per al-Mųstafa, l’Eletto,

gareggiando tra loro.

 

 

Dissero: “Āmina [leggi: āaamina] mai figlio di donna

Vide la luce come questo tuo figlio dalla creazione del mondo.

Mai a nessuna donna l’Altissimo ha dato cosė grande dignitā,

come quella di dare i natali a tanto figlio.

Immenso č il favore che hai trovato presso Allāh,

rifulga lo splendore della sua luce, perché nel tuo grembo

l’Eccelso ha dato vita alla pių nobile di tutte le Sue creature.

 

 

Questo neonato, con il permesso di Allāh,

sarā sultano della scienza dell’occulto

sarā la miniera del Tawīd e della comprensione del divino

per chi va in cerca della Veritā.

 

 

E’ per amore di questo neonato che gli universi esistono

E che uomini ed angeli sono desiderosi del suo volto!

 

 

O santo bimbo, in questa notte tu fai risplendere tutti i mondi

E fai della Terra il Paradiso. In questa notte mistica

Il Sommamente Misericordioso ha dato corpo in te

Alla Sua Misericordia per tutti gli universi

 

 

Gli uomini di nobili sentimenti si rallegrano per questa notte

E quelli dotati di scienza darebbero la vita

Per questa notte, la sublime tra le notti!

 

 

Sė! Veramente, al-Mustafa č una misericordia per i mondi

E a lui l’Altissimo darā il permesso dell’intercessione

nel giorno del giudizio”.

 

 

Cosė mi parlarono di lui le tre nobildonne del Firdāus

ed il mio cuor si riempė di gioia e desiderio

di quella santa luce e benedetta.

 

 

Quando fu giunto il tempo della venuta al mondo

Del fior fiore del creato

Una sete fortissima mi venne per la grande arsura,

per cui mi venne porta una coppa di mistica bevanda

e – Miracolo! – dopo avere bevuto, la sete scomparve

e fui immersa in un mare di luce cosė intensa

da non poter pių distinguere il mio corpo da essa.

 

 

L’ala di un grande uccello bianco in volo

Con forza mi batté la schiena e in quel preciso momento

Nel quale venne al mondo l’Orfano del padre,

Allāh, rifulga lo splendor della Sua Luce, agli universi

Diede la gioiosa notizia del lieto evento

E del destino del bimbo appena nato.

 

 

La terra e i cieli furono subito immersi nella luce

Ed esultō il creato!

La sofferenza venne messa in fuga ed esplose la gioia.

Tutti gli atomi di tutti gli universi

Espressero il loro tripudio proclamando il divino Tawīd

E alzando il loro grido di benvenuto.

 

 

MARḤABAN A TE

- o principe eccellente

- o miniera di profonda sapienza

- o via sicura della salvazione

- o medicina della sofferenza

- o sole e luna dell’Onnipoternte

- o Amico intimo di Allāh l’Altissimo

- o inseparabile dalla Veritā

- o usignolo del giardino della bellezza

- o prediletto della Maestā divina

- o rifugio di chi non ha pių speranza

- o coppiere degli Amanti di Allāh

- o consolatore degli afflitti

- o intercessore in favore dei trasgressori

- o signore dei due mondi

MARḤABAN A TE! BENVENUTO!

 

 

Per te fu creato tutto ciō che esiste.

La tua bellezza ha luminositā del mezzogiorno

E il tuo volto ha lo splendore della luna piena

Tu con amore porgerai la mano a chi č caduto,

sarai sostegno di tutti gli abbattuti

e rifugio di liberi e di schiavi

Tu sarai la potente medicina dei dolori del cuore

Con il permesso di Allāh, l’Altissimo.

 

 

O Principe dei Profeti e Signore degli uomini tutti

Tu sei la luce degli occhi dei puri e dei santi

Il Suggello tu sei della Profezia.

La tua luce illumina il mondo e la rosa della tua bellezza

Lo rende giardino odoroso.

 

 

L’invocazione della benedizione divina su te

Alla menzione del tuo nome

sarā per il fedele, Allāh volendolo,

Fonte di misericordia e di abbondanza.

 

 

Nel giorno spaventoso del Giudizio

dagli orrori del fuoco dell’inferno

la tua intercessione sarā l’unica via di salvezza,

con il permesso di Allāh

rifulga lo splendor della Sua Luce.

 

Torna su
Al-Wafāa - n°5

Collana Quaderni Islamici - Ultime uscite - (8.00 € cad):

Panoramica
sull'universo
islamico
(QI 84)

Perchč
tante religioni ?
(QI 85)

Io credo
(QI 86)

Sunna
(QI 87)

Maria
(QI 88)

Edizioni del Cālamo
via Maiocchi 27
20129 Milano
tel/fax: 0229527706
info@edizionidelcalamo.com

© 2012 Edizioni del Cālamo. Tutti i diritti riservati.