Rabì I°  1433
Al-Wafàa - n°5
Gennaio 2012

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 Maria
 Quaderni Islamici n.°88

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 Conoscere Muhàmmad*
 Quaderni Islamici n.°26

 
 Esiste un uomo
più grande ?

 Quaderni Islamici n.°52

 
 Muhàmmad*
l'Apostolo
di Allàh

 Quaderni Islamici n.°53


Disciplina

L’Islàm è la linea di condotta, che prende forma comportamentale nell’adempimento dei Comandamenti del Sublime Corano e dei precetti della Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria*. Comandamenti coranici e precetti profetici costituiscono il Codice di vita dell’Islàm.

Il Musulmano osserva, coscienziosamente, il Codice di Vita Corano-Sunna per l’intima persuasione, che è nella osservanza delle norme di esso, che egli realizza le condizioni necessarie per meritare da Allàh** un’esistenza buona nella sua vita terrena e l’acquisizione dei meriti per sperare il Paradiso nella vita futura, non senza la benevolenza divina.

L’Islàm è la traduzione in pratica dell’impegno assunto con la professione di fede (la Testimonianza) di non riconoscere come divinità altri che Allàh** e di prendere come Maestro di vita e Precettore il Profeta Muhàmmad*, dicendo: Attesto che non c’è divinità tranne Allàh e attesto che Muhàmmad è servo e apostolo di Lui.

Non riconoscere altra divinità che Allàh** significa escludere dalla propria linea di condotta ogni azione, che non abbia la sua regola nel Codice di vita rivelato da Allàh** nel Sublime Corano (che è il Verbo Divino); e riconoscere, come proprio Precettore e Maestro di vita, il profeta Muhàmmad*, significa escludere dal proprio comportamento ogni azione che abbia come sua fonte una regola proveniente da altri che lui*.

La consapevolezza che nessuna creatura umana ha le capacità di produrre con la sua mente delle regole di vita per la sua esistenza migliori di quelle espresse dalla Misericordia del Creatore**, produce nell’uomo, destinato dal grembo di sua madre alla felicità in questa vita e nell’altra, l’intima persuasione del dovere obbligatorio della loro osservanza, a fronte della loro provenienza divina; e ciò quando Allàh** vuole guidarlo all’Islàm.

Quando l’uomo [creatura umana e non essere umano espressione di matrice diabolica] si rende conto [quando il Libro del Destino gli è favorevole] che esiste una comunità [la Ummah di Muhàmmad*] degli appartenenti alla quale Allàh** ha detto che sono “il fior fiore della creazione”, nasce in lui il desiderio di appartenere ad essa ed entra a farne parte con la professione di fede, acquistando la qualità di Musulmano.

L’ acquisto della qualità di Musulmano implica la condivisione delle regole di vita che governano la Ummah e questo valore (la condivisione delle regole di vita che governano la Ummah) deve essere promosso dai Responsabili dell’Invito all’Islàm a tutti i livelli dell’istruzione e dell’educazione. E ciò perché esso ha come finalità la realizzazione della disciplina islamica nello svolgimento di ogni attività e in qualsiasi campo d’azione, in obbedienza alle regole date e agli insegnamenti impartiti nel Sublime Corano e nella Sunna.

L’ Islàm figlio del Sublime Corano (l’ultima e definitiva Rivelazione divina) e della Sunna (la pratica di vita del profeta Muhàmmad*), nacque nell’Arabia del VII sec. e.v. come organizzazione politico-giuridico-amministrativa di una comunità di credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolica di Muhàmmad* nella polis (madīnah) del Profeta*: Medina.

Il suo successo fu dovuto alla Disciplina dei Compagni del Profeta ®, i quali operarono come Comunità organizzata, sotto la guida del Messaggero di Allàh*. Essi, che Allàh si compiaccia di loro, non operarono come singoli individui, ciascuno di loro a suo talento, ma disciplinati nell’ordinamento spirituale e politico, finalizzato alla liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo, le cui strutture portanti erano fissate nel Sublime Corano e nella Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh*.

La disciplina islamica nella quotidianità del fedele, ritmata da momenti di concentrazione religiosa (l’esecuzione dei riti di adorazione) produce un bio-ritmo spirituale nell’organizzazione della vita, che ha una grande efficacia costitutiva.

 La disciplina, quando è consapevole della provenienza divina delle norme che vengono tradotte in pratica, imprime un impulso alla vitalità della esistenza individuale, familiare e sociale. La distribuzione dei momenti di spiritualità nelle diverse ore della giornata e l’esecuzione delle diverse e minuziose prescrizioni date dal Profeta* per lo svolgimento delle attività individuali e di relazione intersoggettiva, in cui prende forma il modus di operare islamico, sono tutti particolari fecondi di Disciplina.

La Disciplina ha da essere l’obiettivo dell’attività educativa dei genitori, in famiglia dei maestri nella scuola, nella formazione della personalità dell’uomo musulmano, durante l’età pre-scolare e quella della sua scolarizzazione nei diversi livelli. Il sentimento dell’Autorità Divina della Fonte delle Regole deve essere inculcata con intelligenza e perseveranza da parte degli educatori nelle coscienze dei nuovi musulmani per anagrafe e per scelta, al fine di far produrre dalle loro interiorità spirituali il dovere dell’obbedienza, che è la matrice della disciplina, da cui dipende il successo di ogni iniziativa.

La Disciplina fu il fattore principale che portò le piccole armate di liberazione islamiche alla vittoria, nonostante la sproporzione delle forze in campo; mentre l’indisciplina è stata causa di rovesci, come dimostra emblematicamente la disobbedienza agli ordini del Profeta* degli arcieri nella battaglia di Uhud, che, abbandonando la posizione loro assegnata, determinarono il capovolgimento dell’esito vittorioso della prima fase dei combattimenti.

La disciplina ha da essere prima di tutto di carattere spirituale, deve scaturire da un’intima convinzione del dovere della creatura di obbedire agli ordini del Creatore, poiché nessuno può dare ordini migliori di quelli dati dal Creatore, allo scopo di realizzare il più alto livello della condizione umana.

Tra gli ordini del Creatore, Allàh**, per la regolamentazione della vita a livello individuale, a livello familiare e a livello sociale, ci sono anche gli ordini che riguardano la forma, per cui la creatura è tenuta, non solo all’obbedienza spirituale, ma anche alla disciplina formale.

E’ lo stesso Creatore degli universi visibili e invisibili, l’Autore delle Leggi che governano ogni realtà della creazione, Allàh** che armonizza l’aspetto interiore e quello esteriore (formale) dell’esistenza umana e lo fa attraverso la normativa del Sublime Corano e della Nobile Sunna. Un valore importante ai fini dell’identificazione islamica è costituito, quindi, anche dalla disciplina formale, che pur avendo un grande peso, non deve, però, sostituirsi mai alla disciplina spirituale.

Il Musulmano tende, permanentemente, alla spiritualizzazione delle forme prescritte per l’esternazione in privato e in pubblico della propria identità; ed è diligente nel mantenere l’equilibrio tra questi due aspetti della disciplina islamica, una volta realizzata la loro armonia nella sua vita quotidiana.

 

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