Rabì I°  1433
Al-Wafàa - n°5
Gennaio 2012

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 Maria
 Quaderni Islamici n.°88

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 Conoscere Muhàmmad*
 Quaderni Islamici n.°26

 
 Esiste un uomo
più grande ?

 Quaderni Islamici n.°52

 
 Muhàmmad*
l'Apostolo
di Allàh

 Quaderni Islamici n.°53


Dottrina islamica
1 - Generalità

La lode appartiene tutta ad Allàh, rifulga lo splendore della sua Luce! La pace sia su Te, o Profeta, e la misericordia di Allàh e le sue benedizioni!Il discorso più eloquente è il Libro di Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo e l’unica linea di condotta salvifica è quella esemplare del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Il fulcro dell’Islàm (il sistema di vita che nasce dall’osservanza del Codice di norme che Allàh, per mezzo del Sublime Corano e della missione apostolica del profeta Muhàmmad (*), ha rivelato per l’umanità intera) è la fede nella unità, unicità ed unipersonalità del Creatore (Allàh) dell’uomo e di tutto ciò che uomo non è e con l'espressione tutto ciò che uomo non è si deve intendere il resto della creazione.

Possiamo definire, quindi, l'universo creato con l'equazione.

U(niverso) = u(omo) + tutto il diverso da u(omo).

La fede del musulmano è certezza della verità, che si fonda su prove inoppugnabili in quanto fornite dall’unico Testimone, sull’attendibilità del quale non può essere avanzato alcun dubbio.

Queste prove inoppugnabili sono fornite nel Sublime Corano, per mezzo del quale il suo Autore (Allàh) conduce, amorevolmente, per mano il destinatario del Messaggio in esso contenuto, l’uomo, mostrandogli con semplicità le verità fondamentali, le meraviglie dell’universo e della creatura umana, offrendogli, al riguardo, spunti di riflessione ed argomenti affascinanti con parole facilmente accessibili al cuore e alla mente.

Nella prima rivelazione coranica - avvenuta nella notte del Destino, Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, si presenta come Creatore dell’uomo e di tutto ciò che uomo non è.

Dice:

_ ìqra< bismi ràbbi-ka llàdhi khàlaq // khàlaqa l-insàna min ’àlaq (96/1-2)

Recita, nel nome del tuo Signore che creò (1) Creò l’uomo da sostanza che si attacca (2)

Il Creatore di ogni realtà esistente è Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo! Nessuno produce dal nulla una realtà mediante un atto di volontà come Lui! Egli è l’unico Creatore e come non ha compartecipi nella creazione così non ha condomini nella sua qualità divina, che consiste nel poteri di creare dal nulla con un atto di volontà.

Allàh lancia ripetutamente una sfida.

Ci sono al mondo coloro che rifiutano di credere che la condizione dell’uomo sulla terra sia quella di creatura, ci sono coloro che si sono fatti divinità puramente nominali a loro immagine e somiglianza, ci sono coloro coloro che rifiutano di riconoscere a Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, la dignità di Apostolo e di Profeta.

A costoro Allàh lancia una sfida nel Sublime Corano.

La sfida coranica consiste nell’invito a produrre dal nulla qualcosa con un atto di volontà, o a elaborare un testo scritto paragonabile a un capitolo (sura) del Corano.

La sfida non è mai stata raccolta e nessun testo arabo, nonostante che all’epoca della rivelazione coranica gli Arabi avessero raggiunto il vertice della perfezione stilistica nella loro produzione letteraria e nella loro eloquenza, è lontanamente comparabile al Sublime Corano, testo in lingua araba pura, trasmesso all’umanità da un oracolo, il profeta Muhàmmad, del tutto ignaro di letteratura.

Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, ha insegnato all’uomo ciò che l’uomo, con le sue sole forze, non avrebbe mai potuto conoscere! Dice Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, nel Sublime Corano:

_’àllama l-insàna ma làm yà’lam (96/5)

(Ha insegnato all’uomo ciò che non avrebbe mai potuto sapere da sé!).

Ogni conoscenza dell'uomo ha la sua prima radice in una esperienza che non può avere per oggetto nient'altro che realtà esistenti, realtà limitate nel tempo e nello spazio; l'uomo non può conoscere realtà fuori dal tempo e dallo spazio, perchè le sue capacità di conoscenza sono limitate al cronotopo (le tre dimensioni spaziali e la dimensione temporale), di cui Allàh è il Creatore.

Oltre il cronotopo non c'è che la dimensione divina, che l'uomo con le sue capacità fisiche e mentali non è in grado di apprendere dall'esperienza, quale che possa essere la potenza degli strumenti di indagine a sua disposizione.

Egli, Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, non ha esistenza cronotopica e per questo motivo,l'uomo non avrebbe mai potuto conoscerLo attraverso l’esperienza, che si limita a ciò che esiste.

E’ Lui, Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, che si è fatto conoscere, attraverso la Rivelazione, nella misura in cui Egli ha voluto.

Dice:

_wa la yuhitùna bi-shày<>in min ’ìlmi-hi illa bi-ma shà<a (2/255)

Essi (gli uomini)non sanno di Lui se non ciò che Egli ha voluto far sapere di Sé.

Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, dopo avere dato contezza all'uomo della sua condizione di creatura, che esiste per effetto della sua volontà creatrice, gli svela la Sua Entità di Creatore, che di nulla ha bisogno per Essere, mentre l’esistente creato dipende in tutto da Lui, che ne è il Creatore.

Egli è l’Ente che crea l’esistente.

Nessuno è co-eguale a Lui perché nessuna creatura possiede la qualità divina, il potere di produrre dal nulla con un atto di volontà; nulla è simile a Lui.

Egli non può essere immaginato, essendo l’Ente, che non esiste ma è.

Attraverso questa rivelazione di Sé medesimo Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, guida la riflessione dei dotati di intelletto teologico sulle meraviglie dell’Universo, che è il libro aperto, nel quale possiamo leggere l’Onnipotenza divina e trovare la conferma delle Verità su Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, esposte nel Sublime Corano.

La condizione umana originaria, quella struttura creaturale di persona capace di rapporto inter-soggettivo consapevole con il suo Creatore, in quanto dotata di una natura “religiosa” si chiama al-fìtrah.

Dice Allàh nel Sublime Corano:

_fa-àqim wàg/ha-ka li-d-dìni hanìfah fìtrata llàhi llàti fàtara n-nàsa ‘alày-ha // la tabdìla li khàlqi llàhi // dhàlika d-dìnu l-qàyyimu wa lakìnna àkthara n-nàsi la yà’lamùna (Corano 30/30)

Rivolgiti con purezza di cuore all’Islàm! L’Islàm è, infatti, il modo di esistere dell’uomo, in forma umana autentica, creato da Allàh per la Sua creatura umana.

Questo è il modo in cui l’uomo, può realizzare la sua umanità autentica, sicché nessun cambiamento deve esser fatto all’ordinamento divino, però la maggior parte degli uomini non lo sa.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha dato all’uomo precise direttive per condurre la sua esistenza terrena e solamente quando l'uomo le mette in pratica, egli è in grado di realizzare la sua completa dimensione umana, lo scopo della sua creazione, che è una vita terrena di benessere materiale e spirituale e una vita futura di delizie nel Paradiso.

Unica è la via che porta al Paradiso ed è dovere dell’uomo percorrerla: questa via è l’Islàm.

Però Allàh ha dato all’uomo, insieme al dovere di andare in Paradiso, il diritto di andare all’Inferno e all’Inferno portano tutte le vie diverse da quella indicata da Allàh nel Sublime Corano e nella Nobile Sunna.

Il Profeta Muhàmmad(*) insegnò: Tutti nascono nella fìtrah (strutturati secondo il modello divino dell’uomo, cioè musulmani)! Sono i genitori (organi periferici del sistema di dominio dell’uomo sull’uomo vigente in quel tempo e in quel luogo) a farne un seguace del giudaismo, un cristiano un adoratore del fuoco” (Bukhari e Muslim concordano).

La famiglia, quindi, la scuola, l’ambiente, soprattutto, in contesti socio-culturali prodotti da filosofie, da visioni del mondo, da teologie di matrice umana e al servizio degli interessi di conservazione del potere politico e del privilegio economico nelle mani delle classi dominanti dei diversi luoghi e dei diversi tempi, sono all’origine della degradazione dalla condizione originaria di perfetta umanità.

Anche le dottrine religiose di matrice umana, che pure affermano il Soggetto divino come Autore del creato, conducono l’uomo al degrado della sua autenticità umana.

E ciò poiché esse o frantumano in più o meno numerosi condomini il possesso della qualità divina (politeismo), oppure inventano culti di dulìa e di iper-dulia, oltre a quello di latria e trasformano l’unicità divina mono-soggettiva in unicità misterica pluri-soggettiva.

Tutte le dottrine del mondo di matrice umana - sia quelle teologiche che quelle ateistiche - sono artifici e raggiri con cui l’Avversario giurato degli uomini li inganna a proposito di Allàh, allontanandoli dall’ unica via che porta a Lui.

Dice Allàh nel Sublime Corano:

_fa-la taghurràna-kumu l-hayàtu d-dùnya wa la yaghurrànna-kum bi-llàhi l-gharùr.

Non vi inganni la vita terrena! Non vi inganni riguardo ad Allàh l’ingannatore! (31/33) Dice Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, nel Hadìth Qudsi : Tutte le mie creature umane le ho create nella loro autentica dimensione umana.

Poi i diavoli sono andati da loro e le hanno degradate.

E ciò, poiché le hanno fatte uscire dalla loro condizione originaria, con l’istigarle a non fare ciò che io avevo reso loro lecito ed ordinando loro di associarMi condomini nella Mia qualità divina, nonostante la Mia proibizione.

Quando gli intellettuali organici al potere non riescono, con le loro tecniche di ammaestramento, a produrre la dipendenza irreversibile dei cervelli dei sudditi del sistema di dominio dell’uomo sull’uomo, allora, nonstante i vulnera più o meno dolorosi, esistono ancora quelle condizioni di fitrah, che sono favorevoli alla comprensione della visione islamica dell’uomo e del suo destino e al ritorno alla naturalezza umana originaria, attraverso pratica dell’Islàm.

E’ sul concetto di creazione che poggia la Verità fondamentale dell’Islàm! Creare significa produrre dal nulla mediante un atto di volontà! Certamente, mai, nella storia dell’umanità, qualcuno è stato autore, o testimone, della “produzione di una realtà mediante un atto di volontà”.

quindi, poichè il limite conoscitivo dell’uomo è il confine della sua esperienza e poiché mai l’uomo ha avuto esperienza di “produzione di una realtà mediante un atto di volontà”, ciò porta, razionalmente e ragionevolmente, a concludere per l’esistenza di una fonte informativa diversa dall’esperienza.

Questa fonte è la Rivelazione, di cui è Autore lo stesso Autore della creazione.

La Rivelazione avviene per ministero del Profeta (*), il quale è anch’egli un uomo, come uomini sono i destinatari del Messaggio divino.

Come uomo anch’egli ha il limite dell’esperienza per conoscere, quindi anch’egli è strutturalmente incapace di avere esperienza di ciò che è fuori dall’esistente! Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, è l’Ente (Colui che è) Che ha creato l’esistente.

L’Ente e l’esistente sono realtà diverse e distinte e per l’esistente (la creatura umana) la conoscenza dell’Ente (il Creatore), che è fuori dalle capacità dell’esperienza umana, è avvenuta con la Rivelazione.

E’ nella rivelazione che il Creatore introduce il concetto di creazione, estranea all’esperienza dell’uomo, per confermare che il Messaggio portato dal Profeta (*) non è opera del Profeta e dar garanzia della verità degli insegnamenti contenuti nel Messaggio riguardo: (1) alla condizione umana, (2) al fine della creazione dell’uomo e del mondo, (3) al destino ultraterreno dell’uomo, (4) alla via per raggiungere il Paradiso con la misericordia di Allàh e di essere preservati dal fuoco dell’inferno.

Alla luce dell’ insegnamento divino l’universo non è eterno, ma è stato creato da Allàh, il Quale, dopo averlo creato per uno scopo ben preciso, gli ha dato le leggi che ne governano l’esistenza per il suo complesso e per ciascuno degli elementi che lo compongono.

Allàh è Eterno e Infinito: non c’è cosa prima di Lui e non c’è cosa dopo di Lui (Egli è Eterno) non c’è cosa sopra di Lui e non c’è cosa sotto di Lui (Egli è Infinito).

Egli vede gli sguardi, ma gli sguardi non lo vedono! Dice Allàh nel Sublime Corano:

_àm khùliqu min ghàyri shày<in àm hùmu l-khaliqùna? (35) àm khàlaqu s-samawàti wa l-àrd. (36)

I negatori della mia opera di creazione si sono forse sprigionati dal nulla oppure sono loro i creatori? Son forse stati loro a creare i cieli e la terra? (52/35-36) Chi potrebbe rispondere affermativamente, fornendo le prove ? Se c’è si faccia avanti e produca le sue prove!

_la-khàlqu s-samawàti wa l-àrdi àkbaru min khàlqi
n-nàsi.
wa lakìnna àkthara n-nàsi la yà’lamùna !

Non è forse vero che la creazione dell’universo (i cieli e la terra) richiede una potenza maggiore di quella necessaria per creare l’uomo? Chi potrebbe rispondere No!, fornendo le prove ? Se c’è si faccia avanti e produca le sue prove! Eppure - Dice Allàh - la maggior parte degli uomini non sa! (40/57).

Numerose sono le Ayàt del Sublime Corano, che sollecitano l’uomo alla ricerca dei Segni dell’Onnipotenza di Allàh nell’Universo, dando indicazioni precise per mettere l’uomo sulla strada, che lo porta a impadronirsi della chiave di lettura, con cui può decifrare esattamente la realtà vera - non immaginaria - dell’uomo e del mondo.

Grazie all’insegnamento divino, all’osservazione della realtà e alla ricerca scientifica, promossa insistentemente da Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, noi riusciamo a vedere che l’universo è governato da leggi precise, come pure ogni componente di questo universo, dalla minuscola particella sub-atomica alla mega-galassia.

I corpi celesti si muovono nelle loro orbite secondo la legge della gravitazione universale, per ogni realtà esistono meccanismi esistenziali, che funzionano costantemente, secondo ritmi immutabili, secondo un progetto finalizzato ad uno scopo (teleonomia).

Autore di questo Codice di leggi di esistenza del creato è Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, il Quale dice nel Sublime Corano:_allàdhi khàlaqa fa-sàwwa (2) wa llàdhi qàddara fa-hàda (3) Egli è Colui che ha dato esistenza e forma,(2) ha dato quantità e scopo! (3) (87/2-3).

In poche parole un trattato di cosmologia! Allàh è il Creatore e il Legislatore dell’Universo.

A ogni cosa, oltre alla esistenza ha dato la sua forma i tempi e i modi dell’esistenza.

L’universo materiale e le creature terrestri non umane “obbediscono” in modo meccanico alle regole di esistenza date da Allàh, secondo il principio della necessità; le realtà inanimate obbediscono secondo le diverse leggi della chimica, della fisica, della termodinamica.

Le realtà materiali animate non-umane obbediscono secondo la legge dell’istinto di conservazione individuale e di quello di conservazione della specie.

L’uomo, invece, in ragione del suo destino ultra-terreno, ha ricevuto il potere di regolare la sua esistenza terrena in base alla legge della libertà, sicché egli, pur avendo il dovere di andare in Paradiso (e ci può arrivare obbedendo ad Allàh) ha il diritto di andare all’Inferno.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, dice:_a fa-màn yàkhluqu ka-màn la yàkhluq ?a fa-la tadhàkkarùn? (16/17) Forse che Colui che crea (l’Ente) è della stessa natura di chi non crea (esistente)?Non terrete a mente questa informazione? Egli, sia gloria a Lui l’Altissimo, rivolto a coloro i quali frantumano la qualità divina, di cui unico titolare è Allàh, attribuendola anche ad altri che Lui, dice:_Inna llàdhìna tad’ùna min dùni llàhi làn yàkhluqu dhubàban wa làu g/tàma’u là-hu (22/73)In verità, quelli che voi invocate, invece di invocare Allàh, non hanno potere di creare nemmeno una mosca, neanche se si mettono tutti insieme per farlo!Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha accreditato con dei miracoli i suoi Messaggeri, affinché i destinatari del Suo Messaggio fossero certi della provenienza divina di esso.

Il miracolo - limitato nel tempo e nello spazio - venne fatto da Allàh nel campo dove i destinatari del Messaggio avevano conseguito i livelli più alti della loro scienza.

I miracoli con cui venne accreditato Mosé annientarono i prodigi della magia eseguiti dai maghi di Faraone e i miracoli con cui venne accreditato Gesù, il Messia figlio di Maria, furono operati nel campo della medicina, in cui la scienza medica del tempo aveva raggiunto i più alti livelli terapeutici.

Il Miracolo principe, con cui viene accreditato il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è il Sublime Corano, il quale, oltre che a essere un inimitabile monumento letterario della lingua araba, in cui gli Arabi avevano raggiunto, quindici secoli or sono, i livelli più alti dell’eloquenza, contiene una struttura numerica, la cui comprensione è accessibile, anche oggi, a chi non conosce la lingua araba.

La complessità di questa struttura numerica esclude la sua formazione casuale, la possibilità che sia opera umana, rivelando così la sua fonte divina, come dichiarato nel Sacro Testo.

Nessuna creatura potrebbe costruire non solo un Libro come il Sublime Corano, ma neppure un Capitolo (sura) di esso e neppure un piccolo brano! Esso, infatti è Parola di Allàh, a Lui co-eterna e divina.

Il suo carattere divino è espresso dal suo stile poderoso e solenne quant’altri mai, e dai suoi contenuti.

In esso sono fornite indicazioni precise su certe realtà della creazione, che solamente da non molto sono state messe in luce dalla ricerca scientifica moderna.

In esso Allàh ha raccontato con verità, perchè Allàh è Verità, per linee essenziali i momenti chiave della storia dell’uomo del passato, del presente e del futuro, poiché davanti ai “Suoi Occhi” la realtà è soltanto presente! E ciò perché tutti gli uomini, che sono i destinatari dell’Ultimo Messaggio di salvezza, abbiano certezza della provenienza divina del Sublime Corano, della Missione apostolico-profetica dell’ultimo Messaggero (il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria) e, quindi, esercitando la loro facoltà di ragionare, arrivino alla conclusione che per la realizzazione della propria autentica identità umana l’unica possibile via è quella indicata dal Creatore.

Alla base della via islamica c’è il credo che su Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, solo ad Allàh è ragionevole dar credito! La Verità su Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, da Lui stesso rivelata, è che Egli è uno, unico ed unipersonale, parte divina nella relazione inter-soggettiva Creatore-creatura con l’uomo.

Egli è l’Unico Creatore dell’esistente; Egli ha dato all’esistente non solo l’esistenza, ma anche le regole di esistenza; e in relazione alla sua Onnipotenza Egli è l’unico in grado di compiere miracoli, di fare grazie e di esaudire le preghiere e le invocazioni dell’uomo.

Questa è, per ogni dotato d’intelletto, la ragione per cui Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha da essere l’Unico destinatario dell’adorazione, l’unico destinatario dell’obbedienza, l’unico destinatario della preghiera e dell’invocazione.

Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, dice nel Sublime Corano:_Qùl hùwa llàhu àhad - Allàhu s-sàmadu - làm yàlid wa làm yùlad - wa làm yàkun là-hu kufwan àhad.

Di’ : Allàh è unico - Allàh è Eterno e - quindi - non è padre - non è figlio e nessuno è co-eguale a Lui.

(Sublime Corano, sura 112) I tempi, i modi e le forme dell’adorazione, dell’obbedienza e dell’invocazione sono stati indicati da Allàh e dall’Apostolodi Allàh, sicché l’uomo ragionevole, dotato di sensibilità teologica, pur avendo la facoltà di fare diversamente, obbedisce al Codice di vita, le cui regole sono nel Sublime Corano e nella Nobile Sunna, mettendo in pratica ciò che è comandato e astenendosi da ciò che è vietato.

Il fare diversamente non è soltanto disobbedienza ad Allàh, ma è obbedienza ad altri che Lui! Ciò significa attribuire ad altri la titolarità del diritto all’obbedienza, diritto che appartiene solamente ad Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce.

E - attenzione! - quando l'uomo obbedisce alle sue passioni, alle sue inclinazioni, ai suoi desideri in conflitto con gli ordini e i divieti di Allàh, promuove se stesso al rango di “divinità” e obbedendo a se stesso si mettiamo fuori dall’obbedienza ad Allàh! E’ musulmano, invece, chi, dopo avere creduto e reso testimonianza dell’unicità dell’Onnipotente Creatore e Regolatore dell’universo (Allàh) e della Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, mette in pratica il Sublime Corano e la Nobile Sunna.

Può darsi, pure, che sia praticante dell’Islàm un non credente, ma non può darsi un credente non praticante, poichè la presenza interiore della fede è testimoniata soltanto dalle opere.

Per il musulmano non ha senso, come sembra aver senso per altri, la frase “sono credente, ma non praticante!” Chi crede di essere credente, pur senza praticare è stato ingannato da chi glielo ha fatto credere e inganna sé stesso.

In guardia, quindi, stia chi abbia da starci! Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, essendo il Creatore delle cose e il Regolatore della loro esistenza con le Sue Leggi ha, ovviamente, anche completo potere sulle cose da Lui create e regolare, Egli è l'Onnipotente e, quindi, soltanto a Lui l'uomo deve rivolgere la sua preghiera nel bisogno, la sua invocazione di soccorso nel pericolo, perché soltanto Lui, che ha potere su tutte le cose, può soddisfare la nostra richiesta di aiuto, la nostra invocazione di soccorso.

Pregare altri che Lui, invocare altri che Lui significa riconoscere ad altri che Lui l'onnipotenza e questo significa riconoscere qualità divina ad altri che Lui (politeismo).

Egli, che è il Creatore, il Regolatore, l'Onnipotente abbraccia con la Sua Conoscenza tutta la realtà da Lui stesso creata, da Lui stesso regolata e sulla quale Egli ha completo potere.

Egli è l'Onnisciente.

Per questo ogni affermazione coranica è verità assoluta, che esclude veridicità a ogni affermazione diversa proveniente da fonte creata.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, non si inganna a proposito della verità e non inganna per indurre la creatura in errore con false rappresentazioni della realtà.

Per questo il prestar fede all'affermazione divina e il disattendere affermazioni diverse da essa è indice di ragionevolezza dell'uomo, il quale dimostra così facendo di saper usare razionalmente la struttura cerebrale per mezzo della quale Egli lo ha distinto dalla bestia, mentre è chiaro segno di malgoverno di questa struttura cerebrale da parte dell'uomo il suo andar dietro a ipotesi, supposizioni, opinioni di matrice umana, in contrasto con l'insegnamento divino e l'insegnamento del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria, il quale, nell'ambito della sua missione apostolico-profetica in materia teologica e morale, mai non parla senza una precisa ispirazione divina finalizzata a educare l'uomo al rispetto della propria dignità umana.

Poichè l'esistente creato è immerso tutto nella dimensione divina dell'Ente, l' Ente è Presente in ogni luogo e in ogni tempo dell'esistente, pur non avendo le caratteristiche dell'esistente e l'esistente è immerso nell'Ente, pur non avendo le caratteristiche dell'Ente.

Un esempio, con le limitazioni inerenti a ogni esempio, per dare l'idea, potrebbe essere questa esemplificazione appartenente alla geometria piana e solida.

Immaginiamo un cubo: esso è una realtà a tre dimensioni.

Immaginiamo un piano: esso è una realtà a due dimensioni.

Immaginiamo adesso il piano (a due dimensioni) all'interno del cubo (a tre dimensioni).

Ogni punto del piano, cioè della realtà bi-dimensionale è immerso in una realtà tridimensionale, senza avere il carattere della tridimensionalità.

Ogni realtà del creato è permeata dalla presenza divina, senza possedere le caratteristiche della divinità.

Con questa immagine, che come si ripete, è facilmente spiegabile la caratteristca divina esclusiva dell'onnipresenza.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce è l'Onnipresente.

Mai lo coglie la sonnolenza e il sonno (caratteristiche delle creature viventi).

Sempre Vigile e Attento Egli è e conseguentemente Egli tutto vede - è l'Onniveggente - e tutto ode - è l'Onniaudiente.

La consapevolezza di queste caratteristiche che Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, possiede in esclusiva è un elemento fortemente condizionante del comportamento dell'uomo, che abbia conoscenza del perché egli è stato creato e del suo destino ultraterreno.

Infatti, il Profeta, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria, ha insegnato che la perfezione del comportamento viene realizzata dall'uomo, quando egli, benché non veda Allàh, è perfettamente consapevole che Allàh veda le sue azioni e oda le sue parole e conosca anche i suoi pensieri, essendo Allàh l'Onnipresente, E, infine, benché presenti una certa difficoltà di spiegazione, c'è la caratteristica esclusiva dell'Onniagenza, per la quale può valere come indicazione il proverbio italiano: "Non si muove foglia, che Dio non voglia".

Otto, quindi, sono le caratteristiche del Tauh:ìd : Non c'è altro Creatore, non c'è altro Legislatore, non c'è altro Onnipotente, non c'è altro Onnisciente, non c'è altro Onnipresente, non c'è altro Onniveggente, non c'è altro Onniaudiente, non c'è altro Onniagente, tranne Allàh, rifulga lo slendore della Sua Luce.

Allàh, sia gloria a Lui l'Altissimo è come Egli si rivela: Uno, Unico, Unipersonale.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha 99 Epiteti e il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha detto che coloro i quali, dopo averne conosciuto il significato, mettono in pratica gli insegnamenti che derivano da essi, entrerà in Paradiso.

E questi sono i 99 epiteti divini che risultano dal famoso hadìth che li elenca.

E la Lode appartiene ad Allàh il Creatore e Signore dell’Universo. 

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Al-Wafàa - n°5

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