Rabì I°  1433
Al-Wafàa - n°5
Gennaio 2012

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 Esiste un uomo
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 Quaderni Islamici n.°52

 
 Muhàmmad*
l'Apostolo
di Allàh

 Quaderni Islamici n.°53


Dottrina islamica
2 - La Fede

Fede significa “certezza della verità” e avere fede significa “avere certezza della verità”.

Verità è la rispondenza di una affermazione, di un pensiero, di una idea, di un concetto alla realtà effettiva dell’oggetto affermato, pensato, ideato, concepito, a cui si giunge mediante un accertamento logico-matematico della esattezza dei valori e delle caratteristiche dell’oggetto.

Fede islamica significa certezza della verità, cioè certezza della rispondenza alla verità oggettiva, delle affermazioni del Sublime Corano e del profeta Muhàmmad* riguardo a:
Allàh** – gli Angeli – i Libri – gli Inviati – la vita futura – la provenienza del bene e del male dal decreto di Allàh**.

 

Prova della fede

Il Profeta* ha definito la fede come “una realtà interiore, la cui esistenza è verificata dall’azione.”

E’ possibile azione senza fede, ma mai fede senza azione. La frase “sono credente, ma non praticante” molto diffusa in certi ambienti non ha cittadinanza nell’Islàm.

La fede islamica si esprime attraverso l’azione coerente al credo nella provenienza divina del Sublime Corano e della Missione apostolico-profetica di Muhàmmad*.

Il primo articolo del credo islamico è la fede dell’unità, unicità e unipersonalità di Allàh**.

Significa: avere la certezza della verità che nulla e nessuno possiede la qualità divina, tranne Allàh, che in essa non ha condomini e compartecipi; cioè

Niente e nessuno, tranne Allàh** è creatore l’esistente, è autore delle regole dell’esistenza, è omni-potente, omni-sciente, omni-presente, omni-audiente, omni-veggente, omni-agente.

Unipersonale significa che Alllàh** essendo eterno e infinito non è padre e non è figlio, cioè non ha figli e non ha genitori, come Egli stesso dichiara quando dice nel Sublime Corano: Non figliò né fu figliato. Il rapporto di filiazione è inerente al carattere di creatura ed è il modo con cui Alllàh** continua la creazione in modo diverso da quello con cui creò la prima coppia genitoriale.

L’unicità – che in arabo si dice al-tauīd – riguarda:

  • la qualità divina (al-uluhìyyah)

  • la sovranità (al-rububìyyah)

  • la titolarità esclusiva delle caratteristiche e dei 99 nomi divini.

Il secondo articolo del credo islamico è la fede nella esistenza degli Angeli. Questa fede ha come fonte di certezza la rivelazione divina, che ne indica le caratteristiche essenziali.

Per prima cosa gli angeli sono creature invisibili di Allàh** e, come tutte le altre creature visibili e invisibili, non possiedono la qualità divina e sono, quindi, in condizione di totale sudditanza, dipendenza, soggezione ad Allàh**. Essi, come tutte le creature del creato, adorano Allàh** e obbediscono ai suoi ordini, eseguendo fedelmente quanto viene loro comandato da Allàh**.

Riguardo alle loro funzioni ci parlano Allàh** nel Sublime Corano e il profeta Muhàmmad* nella sua attività di magistero religioso.

Di alcuni di essi viene indicato il nome e la funzione.

La posizione più alta è quella di Gibrìl, su lui la pace, al quale è stata affidata la comunicazione del Sublime Corano al profeta Muhàmmady.

Ci sono gli angeli che portano il destino ad ogni cosa nella notte del Qàdr, gli angeli che ritirano l’anima dei morenti, gli angeli custodi, gli angeli che scrivono le azioni, gli angeli che aiutano i credenti e pregano per essi, gli angeli reporter del giorno e della notte, gli angeli portatori del Trono, gli angeli custodi alle porte dell’inferno, gli angeli custodi alle porte del Paradiso. Israfìl è il nome dell’angelo che soffierà nel corno il giorno della fine del mondo e nel giorno della resurrezione.

La natura degli angeli è quella della luce, da cui sono stati creati. In quanto creature di Allàh** devono essere esclusi da qualsiasi forma di culto e da qualsiasi invocazione da parte dell’uomo.

Il culto degli angeli, che si ritrova in alcuni credo religiosi (angelolatria), è una forma di poli-teismo e tale è anche l’invocazione rivolta agli angeli ritenuti intermediari tra l’uomo e la divinità.

Nell’articolo di fede relativo all’esistenza degli angeli è da includere il credo nell’esistenza dei Ginn.

I Ginn sono creature invisibili, create da fuoco senza fumo, a proposito delle quali Allàh** dice che di essi una parte è musulmana e una parte non lo è, che Iblìs (il Diavolo/Satana) è un Ginn e padre degli šayaīn che sono ginn malefici, che tentano gli uomini per far loro commettere il male e contro l’azione dei quali, c’è la recitazione dell’ultima sura del Sublime Corano, nella quale si invoca la protezione di Allàh** (Signore, Re e Dio degli uomini) dalle suggestioni diaboliche, sia quelle che vengono dai ginn sia quelle che vengono dagli uomini.

Nella sura del Sommamente Misericordioso Allàh** si rivolge agli uomini e ai ginn che non riconoscono i Suoi benefici, quando dice: “ Quale dei benefici del Signore di voi due rinnegate voi due?”.

Un tizio, in arabo fulān, si rivolse a un ‛ālim chiedendo: “Se i ginn sono di fuoco come saranno dolorosamente castigati con il fuoco?” Chiese lo ‛ālim: “ tu vieni dalla Terra?” Rispose il richiedente: “Certamente!” Allora lo ‛ālim gli tirò una pietra in testa e chiese: “ O fulān, anche la pietra viene dalla terra; ti ha fatto male?”.

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Al-Wafàa - n°5

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