Rabì I°  1433
Al-Wafàa - n°5
Gennaio 2012

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Il consumo delle bevande alcoliche

Il consumo delle bevande alcoliche ha effetti devastanti sulla salute fisica e la salute psichica del consumatore, ma poiché sul bilancio delle esportazioni ha un peso notevole la partita, che riguarda gli alcolici, i medici e i politici si rifugiano nella “piccola dose di quello buono al pasto”, per non incorrere nelle ire dei produttori, pur sapendo che anche la “piccola dose”è più devastante di una “sbronza” ogni tanto, come è stato scientificamente dimostrato.

Esaminiamo il modo con cui l’alcool esercita la sua azione sull’organismo umano. All’inizio l’effetto ottenuto è quello di ridurre la capacità di giudizio e di dare un confortevole senso di sicurezza e di fiducia in se stessi. Di conseguenza, quando un individuo si trova sotto l’effetto dell’alcool, esprime apertamente dei sentimenti aggressivi, che teneva repressi, provandone grande sollievo.

Inevitabilmente l’azione dell’alcool cessa e, quindi, cessata l’azione dell’alcool, la tensione ricompare, aggravata da un senso di colpa e di paura, per cui diventa ancora più forte il desiderio di bere.

Non c’è un tipo standard di alcool-dipendente. Può trattarsi di un soggetto immaturo, inquieto, timido, incapace di assumersi responsabilità. In genere si afferma, che non vi sia predisposizione ereditaria, ma che soltanto la presenza di tare nevrotiche ereditate può determinare una deriva verso l’alcool-dipendenza. Il soggetto alcool-dipendente addebita la sua condizione all’ambiente di lavoro o a quelle attività lavorative per le quali ha difficoltà di adattamento.

Un’altra condizione che promuove l’aumento del consumo di bevande alcoliche è la mala utilizzazione del tempo libero (disoccupati, pensionati, casalinghe) e ancora il senso di solitudine che opprime l’individuo, soprattutto nelle grandi città, anche quando è circondato da un folla di persone. In queste condizioni l’alcool viene eletto a compagno di vita, come unico elemento capace di dare conforto.

In Italia questa piaga è in espansione, allargandosi su un numero sempre maggiore di soggetti di età e condizioni sociali, che prima erano in percentuali statisticamente meno rilevanti, anche se di notevoli dimensioni, rispetto a quelle odierne.

L’uso regolare di alcool ogni giorno incide fortemente sui parenchimi nobili, principalmente sulla cellula epatica, determinando fenomeni dismetabolici a ogni livello e, quindi, anche a livello della parete vascolare.
(Dott. Fioravante Pisani, specialista in medicina del lavoro).

Nell’organizzare la vita sociale, familiare, individuale, attraverso le regole dell’Islàm, Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, crea le condizioni spirituali ed etico-giuridiche, le quali rendono impossibile le cause individuali, familiari e sociali della dipendenza da alcool, anche in un ambiente governato da leggi diverse, per effetto della disciplina ferrea, promossa dall’interno, di chi è consapevole che il Sublime Corano è veramente la Parola di Dio/Allàh** e Muhàmmad* è, veramente, il Messaggero di Dio. Va da sé che in uno stato islamocratico, essendo il corpus juris Corano-Sunna l’ordinamento etico-giuridico che governa la vita della società musulmana, non ci sarà spazio, Allàh volendo, per la produzione, il commercio, lo spaccio e il consumo di bevande alcoliche.

E la lode appartiene ad Allàh
Il Signore Assoluto di tutti gli universi.

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