SALUTE

Digiunare a giorni alterni allunga la vita

 

lunedì 20 febbraio 2012 14.43
(AGI) - Londra, 20 feb.
- Il digiuno può aumentare la potenza del cervello e aiutare a perdere peso, prolungando l'aspettativa di vita. Almeno questo è quanto emerso da uno studio del laboratorio National Institutes for Aging della John Hopkins University di Baltimora, riportato dal quotidiano britannico Daily Mail.


 

DIGIUNO
Il digiuno del mese di Ramadàn, come ebbe e dichiarare il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è, dopo la Testimonianza, il rito d’adorazione e il pagamento dell’imposta coranica
(aš-sahādah, aṣ-ṣalāh, az-zakāh) il quarto pilastro dell’Islām [leggi ìs//làaaam e non ìslam] (ṣàum ramaḍān), che precede il quinto, il pellegrinaggio (ḥàǧǧu-l-bàyt). Ci sono anche dei digiuni di sunna e tra questi il “digiuno del profeta Dawūd”, consistente nel “digiuno a giorni alterni tutto l’anno”. Ogni pratica dell’Islām, oltre a produrre benefici per l’anima, produce anche benefici per il corpo. Il prestigioso quotidiano britannico Daily Mail del 20.2.2012 riferisce che da uno studio eseguito dal Laboratorio degli Istituti Nazionali per l’invecchiamento (National Istitutes for Aging) dell’ Università John Hopkins di Baltimora (U.S.A.) è emerso che il digiuno a giorni alterni è, oltre a determinare una perdita di peso un fattore corporeo, un fattore di potenziamento del cervello, che prolunga l’aspettativa di vita. È un argomento di sicuro effetto emolliente, dato che l’affermazione proviene, come dato acquisito risultante da una “ricerca scientifica”, da una fonte sicuramente non viziata da “parzialità”, da opporre a coloro che “ridicolizzano” il digiuno dei Musulmani.


 

FUMO
Dice Allàh** nel Sublime Corano: “Non mandatevi in rovina con le vostre stesse mani!”. Questo imperativo vale anche per quanto riguarda il corpo, per cui ogni attività che nuoce al nostro fisico dal punto di vista della salute e che ne mette a rischio l’incolumità è bandita dalla linea di condotta islamica, in quanto Allàh** ci chiederà conto di come abbiamo amministrato il nostro corpo e, quindi, saremo chiamati a rispondere di ogni trasgressione compiuta a questo precetto. Una di queste attività trasgressive è quella del fumo, il quale nuoce non solamente al fumatore, ma anche a chi vive nell’ambiente dove si fuma. La legge italiana vieta di fumare in luogo pubblico o aperto al pubblico, sui pacchetti di sigarette si legge “il fumo uccide” ma i fumatori incalliti continuano a fumare. Nella sua linea di condotta il musulmano deve evitare di mangiare aglio e cipolla il giovedì e il venerdì, perché l’afrore che emana dalla sua bocca è fonte di disturbo olfattivo per coloro che gli stanno vicino, ogni fonte di disturbo per gli altri ha da essere evitata da parte del musulmano. Analogamente per quanto riguarda il fiato del fumatore, che è fonte di disturbo per chi è costretto a stargli vicino. Ma oltre subire il disturbo olfattivo, chi sta vicino al fumatore viene associato alla categoria “fumatori” anche se di seconda classe, poiché anche il “fumo passivo” è causa di danni alla salute. Il fumo passivo, insieme ad altre 88 sostanze, è, certamente, dannoso per l’uomo, tanto è vero che è stato catalogato come cancerogeno. È stato accertato che il fumo nuoce anche alla coppia: nei mariti non fumatori il rischio di cancro aumenta del 30% e nelle mogli del 20%. Nel fumo è presente una sostanza, la nornicotina, la quale, molto probabilmente, favorisce l’invecchiamento, la comparsa del diabete, tumori e malattie degenerative, come l’Alzeihmer. Questa molecola attacca le proteine, le rende vulnerabili e le trasforma, la qual cosa viene rilevata dall’analisi del sangue dei fumatori, nel quale si nota la presenza di una grande quantità di proteine modificate.


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