DOCUMENTO

Dal Concilio di Trento
(1545 - 1563)
Professio fidei tridentinae

SULL’OSTIA CONSACRATA

“Anathema sit!”

Se qualcuno dirā che non č vero che nell’ostia consacrata č contenuto veramente, realmente e sostanzialmente il corpo e il sangue di Cristo con l’anima e la divinitā e, quindi, tutto il Cristo, affermando che esso vi č solo come in un simbolo o una figura o solo con la sua potenza:

Anathema sit!

Se qualcuno dirā che nell’ostia consacrata non debba essere adorato il Cristo, l’unigenito figlio di Dio, con culto di latria anche esterno; e, quindi, che non debba essere neppure venerato (il sacramento) con qualche particolare festivitā; ed essere portato solennemente nelle processioni secondo il lodevole ed universale rito e consuetudine della Santa Chiesa; o che non debba essere esposto alla pubblica venerazione del popolo, perché sia adorato e che i suoi adoratori sono idolatri:

Anathema sit!

La formula “Anathema sit!” significa per metonimia (1): “ Sia uno scomunicato!”. La parola anatema, che ha origine nel greco anāthema, che vuol dire maledizione, nel linguaggio ecclesiastico ha il significato di “scomunica solennemente lanciata contro eretici o scismatici”.

(1) metonimia: figura retorica che consiste nello scambiare il nome della causa con quello dell’effetto. Nel nostro caso la parola scomunica usata per scomunicato.

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Al-Wafāa - n°6

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