Anniversari importanti
14 maggio 1948
Proclamazione dello Stato di Israele

Nel 1947, la Gran Bretagna, che occupa la Palestina in veste di Potenza Mandataria, incapace ormai di fronteggiare il terrorismo delle organizzazioni sioniste (Aganà, banda Stern, Irgun Zvai Leumi) che agiscono contro Inglesi e Arabi autoctoni per realizzare lo Stato Giudaico sognato da Herzl, il fondatore del Sionismo politico, dichiara, che il 15 maggio del 1948, prima della scadenza del Mandato, abbandonerà la Palestina.

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Nell’imminenza dell’abbandono della Palestina da parte della Potenza Mandataria, vero e proprio disonorevole getto della spugna, il massacro di Palestinesi da parte delle sopra menzionate organizzazioni terroristiche giudaiche diventa sistematico. Il 29 novembre del 1947 l’Organizzazione delle Nazioni Unite (UNITED NATIONS ORGANIZATION) approva una Risoluzione, la risoluzione 181, che raccomanda la divisione del territorio della Palestina, dal Mediterraneo al fiume Giordano e dal Libano al Sinai in tre parti: uno stato giudaico, uno stato arabo e una zona internazionalizzata  attorno ad al-Qùds (Gerusalemme), in quanto Città Santa per le tre religioni monoteiste.

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Il terrorismo sionista si scatena al fine di liberare più territorio possibile dalla presenza palestinese; e ciò mediante attentati dinamitardi, omicidi, massacri, eccidi, atrocità efferate contro individui e contro comunità arabe. Con una lunga serie di omicidi, un continuo spargimento di morte e distruzione   le organizzazioni paramilitari sioniste spingono gli Arabi all’abbandono del territorio per effetto del terrore. La parola d’ordine è: Fare piazza pulita degli Arabi!

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Dal gennaio  al marzo del 1948 vengono perpetrati massacri a: Tannoura, a Tireh, a Saasa, a Haifa, Kfar Huseiniyyah, a Sarafand.
Nel mese di aprile del 1948 viene perpetrato il massacro di Deyr Yā Sīn, Nello stesso mese vengono distrutti: il villaggio di Saris ( giorno 16), di Surik  e quello di Siddu (il 20 aprile), viene occupata Haifa (il 22) con 50 morti e 200 feriti; viene massacrata una colonna di profughi da Haifa, in prevalenza donne e bambini, con cento morti e 200 feriti (il giorno 23) e il 25 aprile viene occupata Giaffa. I terroristi imperversano su tutto il territorio seminando morte e distruzione.

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A proposito dell’eccidio di Deyr Yā Sīn hanno detto: “Il massacro di Deyr Yā Sīn è paragonabile alle atrocità commesse dai nazisti contro gli Ebrei (Toynbee, storico inglese), “Una criminale aggressione e un altro crimine da aggiungere alla lunga lista dei crimini del Sionismo” (Winston Churchill).

Il clima di tensione, provocato dall’intensità delle azioni terroristiche e dalle atrocità perpetrate a danno delle popolazioni indifese e inermi è di tali proporzioni da indurre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a intervenire. Nel mese di aprile, l’Assemblea dell’O.N.U. delibera un piano per mettere la Palestina sotto Mandato fiduciario dell’O.N.U. e il Consiglio di Sicurezza intima la cessazione di tutte le attività terroristiche

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I dirigenti sionisti scatenano un’offensiva generale contro tutte le città e i villaggi palestinesi. Lo spettro di Deyr Yā Sīn terrorizza le popolazioni arabe e induce molti a cercare scampo nella fuga alla minaccia del massacro. Quelli che non riescono o non vogliono fuggire sono in parte massacrati e in parte costretti con la forza e sotto la minaccia di morte ad abbandonare le loro case e le loro proprietà, venendo costretti nella miserevole condizione di profughi. L’eccidio di Deyr Yā Sīn ha una parte importante nell’aiutare i sionisti a fare piazza pulita degli Arabi. In proposito, il comandante dei massacratori di Deyr Yā Sīn scrisse in un suo libro (Story of the Irgun): “… there would not have been a State of Israel, without the victory at Deyr Yā Sīn”. I Sionisti, con la logica del terrore e della violenza, prima della partenza degli Inglesi e prima della proclamazione dello Stato Sionista (con denominazione Israele) costrinsero circa 400.000 Palestinesi ad abbandonare le loro case e ad evacuare i territori, che nel piano sionista.

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Il 14 maggio, un giorno prima dell’annunciato getto della spugna da parte dell’Inghilterra, viene proclamata, a Tell Aviv la fondazione dello Stato ebraico, con denominazione Israele. Vale la pena citare la dichiarazione del Rabbino Elmer Berger: “Lo stato di Israele, come oggi concepito, e il Sionismo… hanno totalmente divorziato dal Giudaismo!” Vale la pena di citare anche un noto scrittore e pensatore ebreo (Erich Fromm): “La pretesa degli Ebrei (Sionisti) sul territorio di Israele (leggi: della Palestina)  è politicamente assurda! Se, improvvisamente, tutte le nazioni pretendessero i territori, in cui i loro padri hanno vissuto duemila anni prima, il mondo sarebbe un manicomio!”.

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La proclamazione della nascita dello Stato di Israele è la prima violazione della Risoluzione 181 delle N.U. la quale prevede che lo status quo, in atto alla fine del mandato britannico, permanga tale e quale per tre mesi, rima di dare avvio alla tripartizione del territorio di Palestina in tre entità statuali: lo stato ebraico, lo stato arabo-palestinese e il territorio internazionale di al-Qùds (Gerusalemme). L’entità sionista, presente in Palestina, si dilata, espellendo le popolazioni dei territori occupati e distruggendo gli abitati per impedire il ritorno dei profughi, sloggiati con la violenza e con il terrore.

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Il 15 maggio 1948, scoppia il primo conflitto arabo-israeliano. Ha inizio la marcia vittoriosa di avvicinamento dell’entità giudaico-sionista in Palestina, organizzata in Stato con la denominazione di Israele, alla realizzazione del progetto di edificazione di uno stato etnicamente omogeneo dal “gran fiume d’Egitto all’Eufrate”

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