Per non dimenticare
L’eccidio
di Deyr Yā Sīn

Mappa della Palestina con Deyr Yā Sīn

9 aprile 1948,
Palestina occupata

Nei dintorni della città Santa di Gerusalemme esisteva un villaggio, denominato le Case di Yassìn (Deyr Yā Sīn). Da lunga pezza quel villaggio è stato cancellato dalle carte geografiche della Palestina, come molti altri. Nel 1948, sessantaquattro anni or sono, il villaggio aveva duecentocinquanta abitanti. Tutti musulmani. Il 9 aprile del 1948, alle prime luci dell’alba, il villaggio viene accerchiato e preso d’assalto da 132 sionisti appartenenti a Irgun Zwai Leumi e Aganà, due organizzazioni terroristiche ebraiche. Tutti gli abitanti del villaggio vengono sterminati: uomini, donne, vecchi e bambini. Nessuno si salva. Alcuni incursori, dopo avere assassinato alcune donne incinte, estraggono i feti dai ventri squarciati delle sventurate e l’azione abominevole viene eseguita tra risate di compiacimento!

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I dirigenti del terrorismo sionista in Palestina hanno studiato a tavolino l’oper­azione Deyr Yā Sīn. Essa prevede un preciso piano di sterminio della popolazione del villaggio, che dovrà essere eseguito in modo tale da costituire un chiaro avvertimento di ciò che capiterà a coloro che tentino di opporre resistenza al disegno sionista di costituire uno Stato ebraico in Palestina.

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È imminente l’abbandono della Palestina da parte delle truppe inglesi, che la occupano in forza del Mandato di Amministrazione conferito all’Inghilterra nel 1922 dalla Società delle Nazioni; nel 1947, infatti, l’Inghilterra ha fissato la data della fine del suo Mandato al 15 maggio 1948 e le Nazioni Unite hanno, nel novembre dello stesso anno, con la Risol­uzione 181, raccomandato la divisione del territorio tra Arabi ed Ebrei con la internazionalizzazione di Gerusalemme.

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In conseguenza dei termini fissati, il terrorismo sionista si mette alacremente al lavoro per cacciare i Palestinesi dalle loro terre, dalle loro case, al fine di impadronirsene. Il metodo di lavoro adottato per fare fuggire gli abitanti palestinesi dai territori dove l’invasione originaria non aveva avuto successo (come a Deyr Yā Sīn), fu la distruzione degli abitati e il massacro degli abitanti.

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Tra i “Padri della Patria” l’establishment sionista nella Palestina occupata annovera, all’epoca, Menachem Begin, il quale, ai tempi del Mandato, è animatore e dirigente della Irgun Zwai Leumi e al quale si deve il programma operativo dello sterminio degli abitanti del piccolo villaggio nei dintorni di Gerusalemme. Begin scrivee un libro intitolato La Rivolta (The revolt) con il sottotitolo: Storia dell’Irgun Zwai Leumi. Nel libro, che viene pubblicato a New York nel 1951 dalla casa editrice Henry Shuman, si legge: There would not have been a State of Israel without the victory at Deyr Yā Sīn (Non ci sarebbe stato uno Stato di Israele senza la vittoria di Deir Yassìn…)…

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Lo statista inglese Winston Churchill (quello del sigaro, dell’indice e del medio a V per indicare Vittoria, quello, a cui si deve la redazione del Memorandum che porta il suo nome (anno 19 ) e nel quale c’è scritto: Sono state fatte dichiarazioni non autorizzate allo scopo di far supporre che il Governo inglese abbia in programma la creazione di una Palestina completamente giudaica) commentò l’eccidio di Deyr Yā Sīn con queste parole:

è stata una aggressione criminale ed è un altro crimine da aggiungere alla lunga lista dei crimini del sionismo.

Lo storico Jon Kimche (nel suo libro The seven pillars fallen, pubblicato a New York nel 1953 da F.A. Praeger), scrisse:

L’eccidio di Deyr Yā Sīn è la macchia più nera della storia ebraica.

Lo storico Dov Joseph (Nel suo libro intitolato The seige of Jerusalem 1948) scrisse:

L’attacco a Deyr Yā Sīn fu deliberato a freddo e senza provocazione.

Lo storico Toynbee (nella sua opera intitolata A study of history - Vol. VIII – pagg. 53-54) scrisse:

IL MASSACRO DI Deyr Yā Sīn è PARAGONABILE ALLE ATROCITà COMMESSE DAI NAZISTI.

Deyr Yā Sīn

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Al-Wafàa - n°7

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