Ritorno
a Granada

Capitolo settimo

Marwān, rais corsaro, dopo un rapido attraversamento del braccio di mare che separa le coste spagnole da quelle di Barberia, al fine di evitare spiacevoli incontri con navi da guerra spagnole, mette la tartana in cabotaggio verso Algeri, ove felicemente giunge con un vento favorevole in poppa.

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 Nel porto sono alla fonda numerose galere corsare dedite alla guerra santa, i comandanti (rais) delle quali conoscono bene Marwān e molto lo stimano per l’audacia delle sue manovre e la temerarietā delle sue imprese. Marwān scende a terra con Ben Hāmed e Khadīgiah. I i compagni d’armi nella guerra santa contro il naviglio spagnolo gli riservano una calorosa accoglienza e quando, poi, Marwān narra la sua ultima impresa, un coro di Allāhu ākbar punteggia il racconto. Tutti lo lodano per avere aiutato un fratello, al quale Allāh, l’Altissimo, ha concesso la grazia di portare all’Islām con la sua dā‛wā una damigella appartenente a una delle pių nobili famiglie crociate e discendente, addirittura, dal famosissimo Cid Campeador. Tutti si complimentano con Bin Hāmed e gli augurano un matrimonio felice con la nobile Blanca-Khadīǧia e numerosa e gloriosa discendenza di maschi e di femmine.

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Murāt bey mette a disposizione il suo palazzo, dove e le donne del Ḥārīm festosamente accolgono Khadīǧiah de Bivār, che rimane piacevolmente sorpresa dell’ accoglienza. C’č tra le domestiche di Murāt bey una schiava d’origine spagnola, che, essendo da molto tempo al servizio del bey, fa da interprete; essa pone a Khadėgiah le domande delle Signore del Ḥarem e dā alle stesse le risposte di Khadīgia, che racconta gli eventi, per cui adesso ella č li a narrare: dal primo incontro con Ben Hāmed con tutto quello che segue fino alla sua conversione e al ratto. Risponde alla domande sull’Islām con grande meraviglia delle sue ospiti e fa capire che la conversione non č avvenuta per amore, con la testa nel sacco! Il cuore, certamente, ha avuto un ruolo nella storia; quello di non rifiutare l’ascolto del discorso di Bin Hāmed sulla sua religione! Lui, con parole semplici e ragionamenti concludenti, le ha fatto capire che gli insegnamenti da lei ricevuti, e nei quali aveva creduto fino a quel momento per fiducia nella credibilitā del precettore, a cui suo padre l’aveva affidata, non corrispondono a veritā. E’ stata una conversione, che, promossa affettivamente dal cuore si č, perō, realizzata facendo confronti e ragionando con il cervello dopo la partenza di Bin Hāmed. Una decisione cosė importante, presa sotto l’impulso della passione e del sentimento, ti si puō rivelare, domani, l’errore pių grande della tua vita. Grande č il mio amore per Bin Hāmed, ma l’amore per La Veritā La Giustizia La Pace č infinitamente pių grande”. Mentre Khadīgiah racconta e la domestica traduce, di tanto in tanto, nella sala si ode esclamare subḥāna llāh !

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Bin Hāmed, nel frattempo, chiede consiglio a Murāt bey su come giungere a Tunisi via terra e Murāt bey lo informa che č stato annunciato l’imminente arrivo ad Algeri della carovana del pellegrinaggio proveniente dal Marocco, diretta alla Mecca. Nell’itinerario della carovana č prevista una tappa a Tunisi, e Bin Hāmed sa che il luogo di sosta si trova nelle vicinanze della porta occidentale. Durante le soste del viaggio numerosi fedeli che abitano nelle localitā che si trovano lungo il percorso si aggregano alla carovana. Anche quell’anno, un grande numero di abitanti di Algeri č in attesa della carovana per aggregarsi a essa e tra loro c’č anche un gruppo di familiari di Murāt bey. Al gruppo si uniscono Muhāmmad Ben Hāmed Ibn Sirāǧ e Khadīgiah de Bivār y Xeres, ai quali Murāt bey fa una generosissima ṣādaqah , in quanto viandanti: un cavallo per Bin Hāmed, un cammello con portantina per Khadīgiah e cinque dinār d’oro. Questo perché egli, musulmano assai devoto, sente il dovere, come lo sente ogni musulmano consapevole che la ricchezza appartiene ad Allāh, di dividere le proprie ricchezze materiali con il prossimo, donando, quindi, generosamente, per amore Allāh, rifulga lo splendore della Sua Luce, quanto ha ricevuto in sorte da Allāh, l’Altissimo.

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 Dopo alcuni giorni, finalmente, la carovana del Pellegrinaggio giunge ad Algeri e si accampa fuori dalle mura della cittā. Muhāmmad Ben Hāmed Ibn Sirāǧ e Khadīgiah de Bivār y Xeres prendono commiato dal corsaro gentiluomo Marwān rais e dall’ospitale e munifico Murāt bey e, quando la carovana, si rimette in movimento si uniscono ad essa.

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La carovana muove verso est verso porto di Begiāiah; attraversa il cuore della Grande Kabilia, ricca di foreste di querce da sugheri e di cedri e finalmente giunge a Begiāiah, che sorge sulle falde della montagna, nei pressi della foce del fiume Summam. Dopo la sosta la carovana del Pellegrinaggio muove da Begiāiah verso Costantina, la prossima grande cittā sulla via dei Pellegrini e, dopo la sosta a Costantina e la tappa di Buna. la carovana parte per Tunisi, avanzando attraverso foreste di sughero parallele alla costa. Finalmente la carovana discende nell’aperta pianura dell’Ifriqiyah centrale, entra nella vallata del fiume Megerdah e giunge alla periferia occidentale di Tūnis, dove fa sosta.

(continua)

 

AVVERTENZA A CHI E’ INTERESSATO

Il prossimo numero narrerā il lieto fine della storia e giā sono giunte spontaneamente delle richieste di pubblicare la vicenda in un libro.
Il Testo per la pubblicazione “cartacea” č giā pronto con un ampio e interessante corredo iconografico. Chi č interessato si faccia vivo, comunicando la prenotazione a info@edizionidelcalamo.com

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