Siria tragica

Per più di 40 anni la Siria è stata governata con il pugno d ferro da una dittatura sanguinaria, che ha cancellato la parola opposizione dal vocabolario politico. La dissidenza era considerato un delitto di lesa maestà e il dissidente era passibile di condanna a morte, quale che fosse l’idea politica in conflitto con l’ideologia del potere. Gli oppositori clandestini al regime (aderenti alla corrente islamica dei Fratelli Musulmani, comunisti, tahrir e altri oppostori) sono stati perseguitati con ferocia inaudita, e i conati di insurrezione sono stati selvaggiamente soffocati nel sangue con massacri di massa

La contestazione della feroce dittatura della setta nusayrita, rappresentata dalla famiglia degli Asad è esplosa a Derà’a, una città nella Siria meridionale, i cui abitanti hanno vinto la paura della repressione del potere, dando l’avvio a una insurrezione pacifica, che si è diffusa a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. Una dopo l’altra le città siriane sono scese in piazza per chiedere la fine della dittatura e la dittatura ha reagito e continua a reagire, sparando sulle folle dei manifestanti e attaccando con aerei e carri armati le località insorte: e le vittime della repressione si contano a migliaia.

In Siria non c’è mai stata un’opposizione politica organizzata, in quanto il semplice fatto di non condividere il modo di gestione del potere da parte del clan nusayrita degli Asad era un condanna a morte per legge, senza processo, come era successo in Italia dove il Comitato di Liberazione Nazionale aveva emesso, in data 25 aprile 1945, un decreto, in cui si diceva: “Tutti i fascisti sono condannati a morte, tranne i casi meno gravi (sic)!”. Il progresso tecnologico nel campo della comunicazione, ha fornito il mezzo per far arrivare la denuncia dei crimini del regime settario fuori dalla Siria attraverso parenti e amici emigrati. All’interno hanno iniziato a formarsi a coordinamenti locali per la direzione dell’insurrezione e il territorio è stato diviso in zone di pacifica attività anti-governativa, specialmente nella giornata di venerdì all’uscita dalle moschee.

Le notizie della cruenta repressione poliziesca e militare della protesta da parte delle forze armate, in prevalenza reclutate tra i settari fedeli al governo ha sensibilizzato all’estero i numerosissimi Siriani di osservanza Sunnita, come la stragrande maggioranza della popolazione siriana, che si sono organizzati per dar sostegno a queste voci. Ogni gruppo ha dato vita a una rete di supporto estero alla resistenza. I vari gruppi hanno unito le loro rappresentanze nella formazione del Consiglio Nazionale Siriano, con il requisito di essere un sostegno transitorio all’insurrezione popolare e non la rappresentanza dei Siriani; organo che ha raccolto la più svariata forma di opposizione al regime dei Siriani all'estero, per cui in esso sono presenti: cristiani, curdi, assiri, musulmani (sia dei fratelli musulmani che non) laici e altri.

Per la prima volta dopo 40 anni di silenzio si è iniziato a parlare del dramma siriano ad alti livelli politico-diplomatici e a fare una attività tecnica di supporto all’insurrezione, attraverso i vari membri del Consiglio e loro Delegati in tutti i paesi del mondo, rompendo così l'intoccabilità diplomatica degli Asad e dei loro  sostenitori.

L'attività sta divenendo sempre più intensa grazie ai supporti dei social network e  al lavoro costante di blogger siro-europei. Così l'intensa attività politico/diplomatica tecnica, i social network, le manifestazioni a supporto della rivolta sono riuscite a non far morire l’insurrezione e continuano a dar voce al popolo siriano in Siria.

La storia insegna che quando nasce un movimento di opposizione a una dittatura, la garanzia del successo dello stesso  risiede  nella sua unità e nella sua coesione; non si devono mai dare segni di cedimento, o divisione, per non rafforzare il dittatore e la sua cricca. Accade sempre, infatti, che qualsiasi regime,  quando viene sottoposto allo stress di una opposizione, nella quale convivono elementi diversi, cogliendone la fragilità, scatena falsi oppositori per dividerla e neutralizzarla. Fattore fondamentale, poi, è il coordinamento del ruolo dell’opposizione all’interno e di quello dell’opposizione all’estero, giacché gioco dei ruoli è fondamentale in ogni insurrezione. Non si pubblicizza tutto ciò che si fa per non mettere in pericolo  l’ incolumità di alcune persone, per sostenere il passaggio di aiuti all'interno, per prendere in contropiede il regime.

C’è da augurarsi che il lavoro del CNS sia sostenuto da tutti i  Siriani amanti della Patria, in quanto i suoi esponenti sono a conoscenza perfetta del panorama degli equilibri internazionali, sanno quali enormi difficoltà si devono superare per farsi sostenere in questa causa con metà dei governi del mondo che ancora sostengono il dittatore. C’è da augurarsi che ogni Siriano si senta orgoglioso di avere dei rappresentanti tecnici temporanei (in attesa della caduta del dittatore e di successive elezioni), che stanno servendo il loro Paese di origine e sia orgoglioso dei suoi fratelli in rivolta contro la sanguinaria struttura di dominio dell’uomo sull’uomo, che reprime con inaudita ferocia le manifestazioni delle vittime della propria tirannide.

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Al-Wafàa - n°8

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