Contributo degli scienziati musulmani
al progresso scientifico

Mentre l’Europa del Medio Evo vive immersa nei suoi “secoli bui”, nelle terre dell’Islàm fiorisce una splendida civiltà. In quel tempo, gli studi, promossi dallo spirito di ricerca dell’Islàm, furono fondamentali per il successivo sviluppo della scienza e della tecnica.

La teoria che mette l’esperienza al posto dell’autorità del maestro viene attribuita di solito a Bacone, mentre, invece, furono gli scienziati musulmani a inaugurare il metodo sperimentale, che già da allora condusse a scoperte importantissime.

Nel mondo dell’Islàm la cultura non rimase limitata a una ristretta cerchia di privilegiati, ma divenne patrimonio delle masse, tra le quali veniva diffusa per mezzo dei libri e degli studi universitari, grazie all’uso della carta, in sostituzione della pergamena, introdotto dai Musulmani. Fu un servigio immenso reso alla cultura, poiché con il libro cartaceo poterono essere diffuse le opere scientifiche, la cui divulgazione era, in precedenza, limitata dalla rarità della pergamena e dal suo altissimo costo.

I Musulmani furono gli inventori dell’algebra e furono i primi ad applicarla alla geometria. Essi introdussero le tangenti nei calcoli di trigonometria, sostituirono i seni alle “corde”, elaborarono la soluzione delle equazioni cubiche, studiarono le sezioni coniche e trasformarono la trigonometria sferica.

In astronomia i Musulmani costruirono le tavole del movimento degli astri, determinarono con precisione la pendenza dell’eclittica e la sua diminuzione progressiva; determinarono, per primi e con esattezza, la durata dell’anno; scoprirono la “variazione lunare”, che in Occidente fu attribuita per lungo tempo, all’astronomo Ticho Brahe.

Con la divulgazione delle opere del celeberrimo geografo el-Idrìsi, le cui opere vennero tradotte in latino, i Musulmani insegnarono la geografia all’Europa.


Idrisi

Lo scienziato musulmano  Ḥasan bin Hàytham  raccolse le sue osservazioni e i suoi studi di fisica in un trattato, che è stato dichiarato il punto di partenza di tutte le conoscenze di ottica

Si legge nei libri scolastici di chimica che questa scienza è stata inventata da Lavoisier, dimenticando di dire che da un millennio i Musulmani possedevano laboratori di chimica, da cui uscirono scoperte, senza le quali Lavoisier non avrebbe mai potuto fare le sue. Furono i chimici alchimisti  musulmani, tra i quali il più famoso è Giàber bin Hayyàn, a scoprire l’alcool, l’acido solforico, l’acquaragia, l’acido nitrico; furono sempre gli scienziati musulmani a inventare le operazioni fondamentali adoperate in chimica, come la distillazione, la sublimazione, la cristallizzazione, la soluzione e altre.


Giaber

La farmacologia, come branca della scienza medica, è una creazione dei ricercatori musulmani e fu nel mondo islamico che vennero aperte, per la prima volta nella storia dell’umanità, le farmacie nel senso moderno della parola.

I naturalisti musulmani studiarono “scientificamente” le bestie, le piante, i metalli, i fossili e i risultati dei loro studi si trovano in pregevoli trattati di zoologia, botanica, mineralogia, archeologia.

Nomi di grandezza universale nella medicina sono quelli di Rhazes, Avicenna, Averroè, Abulcasis dalle opere dei quali i medici dell’Europa impararono la medicina fino al XVII secolo. Fu la presenza islamica in Spagna e in Sicilia che, con lo splendore della sua civiltà, stimolò in alcuni spiriti eletti il desiderio di rimuovere la pesante cappa di ignoranza, che soffocava l’Europa, in cui le masse popolari erano tenute in condizione di servaggio dalla nobiltà feudale e dalle gerarchie ecclesiastiche.


Rhazes

Furono questi spiriti eletti che - dopo essersi recati in Andalus (la Spagna musulmana) a studiare nelle Università - portarono in Europa la scienza. I risultati della ricerca scientifica, sviluppatasi nel mondo islamico per effetto della sete di sapere prodotta dallo spirito dell’Islàm, fu fattore determinante per la nascita della cultura europea e se la civiltà occidentale ha portato l’umanità nella drammatica  situazione in cui essa si trova, ciò è avvenuto perché la ricerca scientifica è stata separata dalla spiritualità, due aspetti dell’uomo che nell’Islàm sono inseparabili.

Carta e stampa comparvero in Cina quasi duemila anni or sono e sin da allora giungevano in Europa da quel lontano paese sete, broccati e lacche, ma non un accenno di quelle (carta e stampa) che furono invenzioni capitali per la storia dell’umanità. Nell’anno 751 dell’era volgare, a Thalas, che si trova nel cuore dell’Asia centrale, i Musulmani, vinsero in battaglia campale i Cinesi, fecero bottino della carta prodotta dalla seta, utilizzarono per la sua produzione il cotone e introdussero nel mondo dell’Islàm la carta e la stampa, impiantando a Samarcanda la prima cartiera.

Al secolo X, cioè già prima dell’anno 1000, risalgono i più antichi frammenti del Corano stampati da blocchi di legno. Nel 1150 le fabbriche di Carta dell’Andalus (la Spagna musulmana) erano attivissime e producevano materiale per le Università, mentre in Italia i primi fogli di carta vennero messi in commercio dai Musulmani e soltanto nel 1276 ebbe inizio a Fabriano la produzione della carta, sotto la direzione di maestri cartai musulmani. Nel frattempo, la stampa xilografica, che già nel mondo islamico aveva raggiunto un certo livello di perfezione, veniva conosciuta in Europa, grazie alle Crociate.

I primi negozi per la vendita dei libri furono aperti nei paesi musulmani, poco prima dell’890e.v., mentre in Europa i negozi per la vendita dei libri apparvero sul finire del XVIII secolo. Fino dall’850 e.v. c’erano nel mondo islamico “biblioteche pubbliche”, mentre in Europa la biblioteca pubblica è una istituzione abbastanza recente.

La ceramica, arte musulmana per eccellenza, già fiorente nell’VIII secolo, venne portata in Europa dai Musulmani, i quali  esportavano in Europa da Maiorca, quel prodotto della ceramistica islamica, che da Maiorca, dove veniva imbarcato sulle navi da carico, prese il nome di “maiolica”! Artigiani ceramisti musulmani, di origine persiana, furono attivi a Firenze e in Sicilia, insegnando il lavoro dei forni, specialmente a Faenza.


Maiolica

L’Europa era quasi del tutto priva di dolciumi, prima che giungessero le ricette del mondo musulmano.

In Europa, infine, si imitò la tessitura delle stoffe pregiate, nel campo delle quali, anche i nomi usuali oltre ai tipi ed alle tecniche, provengono dal mondo musulmano.

Il violino, gli scacchi, le carte da gioco e certi strumenti musicali minori vennero introdotti in Europa dagli Arabi e, sempre per merito loro, giunsero in Europa sesamo, carrube, miglio, riso, limoni, meloni, albicocche, zenzero e lo zucchero.


Scacchi

Si debbono agli Arabi gli specchi di vetro, i mulini a vento, le norie per sollevare l’acqua, le vetrate, il rosario, i colori lillà, carminio, e cremisì.

La maggior parte dei nomi delle stelle e dei termini tecnici dell’astronomia sono arabi: Altàir, Algedi, àzimut, nàdir, zenith... Nel IX secolo il Califfo abbaside al-Mamùn fece costruire a Baghdàd, la capitale del Califfato, un osservatorio astronomico. All’epoca erano già noti i perfetti astrolabi dei navigatori musulmani e nello stesso periodo gli astronomi musulmani misuravano la lunghezza del grado, della circonferenza della Terra e del suo diametro. Le tavole astronomiche elaborate da quegli studiosi del cielo sono state usate poi dalla Spagna alla Cina. Furono svolte osservazioni metodiche del cielo e furono eseguiti i calcoli dell’eclittica, dell’ orbita della Luna e di quelle di alcuni pianeti. Fu, inoltre, eseguito il computo preciso del calendario astronomico e fu scoperta la legge delle maree.

Può pure darsi che furono i Cinesi a scoprire per primi le proprietà dell’ago magnetico, ma furono gli Arabi a farne quella fondamentale applicazione pratica con l’invenzione della bussola.

In matematica il grande apporto dei Musulmani fu l’introduzione dei numeri indiani, detti ancor oggi “numeri arabi”, e dello zero. Gli scienziati musulmani li adoperavano già nell’ VIII secolo, mentre in Europa si continuò ad adoperare i numeri romani fino al XII secolo. L’inizio della matematica europea si deve al LIBER ABACI di Leonardo Fibonacci (1202), che, avendo avuto un maestro arabo, tradusse dalla lingua araba il patrimonio di scienza costruito dai matematici musulmani.


Avicenna

Nella medicina gli studi incominciarono ben presto con risultati considerevoli. Farmacie e scuole di farmacologia erano già attive nell’VIII secolo. Nel X secolo severi esami accertavano la capacità dei medici e nei paesi del mondo islamico sorgevano grandi ospedali dall’alto livello scientifico. Furono numerate le ossa, le vene e i muscoli. Attorno al X secolo fiorirono Tabari, Rhazi, Ibn Sina, più noto con il nome di Avicenna. Questi sono i nomi dei fondatori della medicina moderna e della chimica.

Da non dimenticare Averroé, il nome latinizzato di Ibn Rùshd, il grande filosofo e medico, ricordato da Dante nella sua Divina Commedia (Averroìs che il gran comento feo). Nella sua opera massima di medicina, il Canone, Averroè considera il suo collega Ibn Zùhr come il più grande di tutti i medici, in quanto fu lui a scoprire  la causa e le origini di numerose malattie. Non vanno trascurate le opere di studiosi specialisti, i quali lasciarono trattati di oftalmologia, farmacologia ed epidemiologia.


Averroè

Fu lo spirito di ricerca dell’Islàm a promuovere il rigoglioso fiorire della letteratura, del diritto, dell’arte, della poesia e della filosofia nel mondo musulmano, nel quale ogni nazione ed ogni razza apportò il suo contributo.

La Lode appartiene ad Allàh,
il Signore di tutti gli universi.

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Al-Wafàa - n°8

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