Scienza
Sapere riflettere

Un certo Isacco Newton (1643 – 1727), fisico inglese, sulla base di una sua riflessione sul perché la mela, gli fosse caduta sulla testa, perpendicolarmente, mentre riposava nel suo giardino, in quella notte di luna piena, escogitò la spiegazione: esiste una forza di attrazione della terra che sollecita la mela a precipitare verticalmente verso essa, quando si stacca dal picciolo che la tiene attaccata all’albero, resistendo alla forza di attrazione della terra. Così Isacco scopre l’esistenza di una forza che spiega la caduta dei corpi. È la “legge di gravità”. L’attirare gli altri corpi, non è una proprietà caratteristica della terra, ma ce l‘hanno tutti i corpi celesti. Tra tutti i corpi vige questa attrazione; l’attrazione è reciproca e l’intensità di questa attrazione è in “rapporto” alla massa di ciascun corpo e alla distanza che lo separa da un altro corpo. Più piccolo è il corpo e meno intensa la sua forza di attrazione; più i corpi sono lontani e meno si risente tra essi l’effetto di questa attrazione. Si tratta della legge della “attrazione universale”, o legge della gravitazione.

-o-o-

Nell’anno 1781, durante la notte del 13 marzo l’astronomo Herschel scoprì col telescopio un pianeta su un’orbita esterna a quella del pianeta Saturno e a questo nuovo pianeta fu dato il nome di Urano, considerato nella teologia politeistica e idolatrica greco-romana, il marito della Terra.

Quando gli astronomi, che conoscevano la legge di gravitazione universale di Newton, messisi a studiare l’orbita di Urano, riscontrarono delle anomalie, subito pensarono, che quelle anomalie dell’orbita di Saturno non potevano che essere causate dalla presenza di un altro corpo celeste non molto astronomicamente lontano.

Nel 1846 un francese di nome Urbano Le Terrier fece dei calcoli, individuò in quale area celeste s’avesse da fare una ricerca telescopica e poi li inviò all’astronomo tedesco Grosse, che disponeva di un potentissimo telescopio, per l’epoca. Così la notte del 23 settembre del 1848 rilevò la presenza di un pianeta, esterno all’orbita di Urano, al quale venne posto il nome di Nettuno.

Nonostante la scoperta di Nettuno  continuavano a esserci delle anomalie nel moto di Urano, per cui la cosa non era spiegabile se non  dalla presenza di un altro pianeta. Alla ricerca del pianeta sconosciuto si mise l’astronomo americano Percival Lowel il quale morì nel 1916 senza averlo scoperto. Lo scoprì nel 1930 l’americano Clyde Tombaurgh e gli diede il nome di Plutone.

Essi conoscevano la legge di gravitazione universale, per cui furono in grado di capire la causa delle irregolarità nel moto di Urano e di sapere, con certezza, anche senza averne la prova documentale, che c’era un corpo celeste invisibile!


Il telescopio di Herschel

Quando si chiede:
“Secondo te,  i frati domenicani che contestavano a Colombo la sfericità della terra, dicendo: 'Non s’è mai visto né sentito dire dell’esistenza di uomini che camminano con la testa in giù!',  avevano ragione o avevano torto?”. La risposta nel 99% dei casi è: “Avevano torto!”. Sbagliato! Essi avevano ragione, perché ignoravano l’esistenza della legge di gravitazione universale! Quindi, per loro la Terra era impensabile come una sfera.

E disse, nel secolo scorso, Nonna Argìa: schiocco di  frusta a buon cavallo basta.

Torna su
Al-Wafàa - n°8

Collana Quaderni Islamici - Ultime uscite - (8.00 € cad):

L'eredità nell'Islàm
(QI 92)

Luqmàn il savio
(QI 93)

Il porco
(QI 94)

La rettitudine
(QI 95)

Gli animali
(QI 96)

Edizioni del Càlamo
via Maiocchi 27
20129 Milano
tel/fax: 0229527706
info@edizionidelcalamo.com

© 2012 Edizioni del Càlamo. Tutti i diritti riservati.