Codice dell'abbigliamento islamico

 

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INTRODUZIONE



Dice Allāh, rifulga lo splendore della Sua Luce, nel Sublime Corano:



qųl ėnna llāha yudėllu man yashā<u 
wa yāhdi ilāyhi mān anāb 
Di’: In veritā, Allāh fuorvia chi vuole 
e guida a Sé chi si converte.


(Corano, 13/27)



mān yāhdi llāhu fa-hųwa l-mųhtad 
wa man yųdlil fa-lān tāgida lāhu walėyyian murshidan
Il ben guidato č chi viene guidato da Allāh, mentre per chi Allāh fuorvia non troverai per lui un protettore capace di metterlo sulla retta via.


(Corano, 18/17)

Ho scritto questo libro per denunciare l’oscurantismo di certi ambienti socioculturali, i quali presentano l’Islām come religione maschilista e indicano nel velo islamico il segno distintivo della subalternitā della donna musulmana. Nei mass media, quando si parla dell’Islām, lo si fa sempre in relazione alla presenza in Italia di un considerevole numero di immigrati provenienti dai Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo, area geopolitica dove la religiositā popolare č di radice islamica. Rarissimamente si dā risalto alla presenza italiana nell’Islām. La ragione c’č ed č facilmente comprensibile. In tutti, o quasi tutti, gli eventi programmati da chicchessia per creare l’occasione di parlare dell’Islām, all’uditorio non viene dato modo, se non raramente, di ascoltare informazioni riguardanti l’Islām da voce islamica e, quando, sugli inviti e sui manifesti si leggono nomi di matrice islamica, quegli oratori, a cui č affidato il tema sull’Islām, di islamico non hanno che il nome, eccezion fatta per qualcuno. Anche per questo la ragione c’č ed č facilmente comprensibile. Le cose, Allāh volendo, sono destinate a cambiare, dato che č in via di formazione, nel variegato panorama culturale della nostra societā, un’area islamica italiana. Questo libro č destinato a tutti i musulmani e a tutte le musulmane, che vivono in Italia. Ciō che mi ha imposto di scriverlo č, da un lato, il fatto che l’abbigliamento č un mezzo efficace per dare visibilitā alla presenza islamica e, dall’altro, la mancanza di uno strumento d’informazione idoneo a dotare i Musulmani italiani di una solida base teologica e giuridica riguardo al dovere di indossare l’abbigliamento islamico.
Portare abbigliamento islamico č, per i Musulmani e le Musulmane in Italia, non soltanto, un preciso dovere, che deriva dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunna, ma č, anche, un diritto garantito dalla Costituzione repubblicana. Recita, infatti, l’articolo 19 della Carta costituzionale:
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Questo per quanto riguarda la libertā religiosa. Per quanto riguarda la libertā di espressione del pensiero, questo diritto č garantito dall’articolo 21, il quale recita:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Non c’č dubbio che l’abbigliamento rientra nel novero di quei mezzi di manifestazione del pensiero, in quanto attraverso l’abbigliamento islamico si esprime una identitā religiosa e si dichiara in forma concludente l’appartenenza ad una ben definita area culturale. 
Tuttavia, nonostante che la Costituzione abbia mezzo secolo di vita, per alcuni ambienti certi diritti sono rimasti sulla carta, sicché, alla donna musulmana che voglia manifestare nell’abbigliamento la sua identitā islamica, non di rado viene resa la vita difficile, al punto che per evitare il peggio, nei tempi e nei luoghi in cui l’abbigliamento islamico sarebbe per lei fonte di stress, essa non lo indossa. Ciō avviene, ed in maniera sofferta, quando alla donna musulmana č impossibile cambiare le sue condizioni, oppure il farlo le č estremamente gravoso, non essendovi ancora una realtā socioeconomica islamica, che la garantisca dalla prevaricazione dell’ambiente nei di lei confronti. A queste donne ricordo la Parola di Allāh, sia gloria a Lui l’Altissimo, quando ci rammenta:



ėnnama dhālikumu sh-shaytānu yukhāwwifu auliyā<>hu fa-la takhāfųhum wa khafųni - in kųntum mų<>minėn
Č Satana quello che vi incute il timore nei confronti dei suoi amici! Voi, perō, non abbiate timore di loro ma di Me, se siete credenti!


(Corano, 3/175)

A queste donne ricordo, ancora, la Parola di Allāh, sia gloria a Lui l’Altissimo, quando rammenta:




wa mān yāttaqė llāha yāg’al lāhu mākhragian
wa yārzųq-hu min hāythu la yāhtasib
Sappia chi teme Allāh (e si trova in difficoltā), che Allāh gli farā trovare una via d’uscita e provvederā al suo sostentamento da dove non se lo aspetta. 


(Corano, 65/2-3)

A queste donne ricordo la parola del Profeta Muhāmmad, che Allāh lo benedica e l’abbia in gloria, quando ammonė:



la yų<>minu ahādukum hātta yakųnu 
hawāhu tāba’an li-ma gė<>tu bėhi
Non sarete credenti fino a quando i vostri sentimenti e la vostra linea di condotta non combaceranno con ciō con cui sono stato mandato.


L’abbigliamento della donna e dell’uomo che credono nel Corano e nella Sunna č la forma tacita con cui essi dichiarano l’orgoglio di appartenere al mondo islamico, affermano la propria identitā e rendono visibile in un luogo la presenza dell’Islām, manifestando nel mondo dei comportamenti quell’obbedienza al Sublime Corano ed alla Nobile Sunna, che č il risultato del Timore di Allāh. 
Ed a questo punto devo ricordare il profondo insegnamento del Profeta, che Allāh lo benedica e l’abbia in gloria, quando ammonisce:



ėnna llāha la yāndsuru ilā ag/sāmi-kum wa la ilā suwāri-kum 
wa lākin yāndsuru ilā qulųbi-kum wa a’māli-kum
In veritā, Allāh non osserva i vostri corpi e le vostre sembianze, ma osserva i vostri cuori e le vostre azioni.

Con queste parole il Profeta (*) ci fa sapere che per Allāh* non ha nessuna importanza la bellezza (o la bruttezza) fisica della sua creatura umana, perché per Lui hanno valore l’interioritā ed il comportamento.


'ābdu r-Rahmān