La famiglia nell'ordinamento islamico della società

Introduzione

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Perché il discorso sulla famiglia nell’Islàm sia esauriente, è necessario esporre, in via preliminare, i principi generali della visione islamica del mondo, dell’uomo, della posizione dell’uomo nel mondo, del significato della vita; mettere a disposizione del lettore le coordinate del reticolo concettuale islamico, offrire la chiave di lettura islamica della realtà. E’ necessario esporre le risposte dell’Islàm ai quesiti fondamentali, che l’uomo si pone su sè stesso e sul suo destino, costruendo per lo studioso il quadro di fondo, lo scenario, in cui si colloca l’istituto familiare nel sistema di vita islamico. Riguardo alle fonti c’è da dire che la fonte originaria della dottrina islamica è la Rivelazione coranica ed il Sublime Corano è, per il musulmano (e la musulmana), anche la fonte normativa del comportamento, la sorgente da cui provengono le regole di vita, da tradurre in linea di condotta. L’Autore del Sublime Corano è Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo - non già Maometto come decreta l’orientalistica europea - e nel Sublime Corano, come verità fondante, Egli afferma la Sua Unità, Unicità ed Unipersonalità, quando, rivelando all’uomo che la condizione umana sulla terra è la condizione di creatura, rivela Sé stesso come il Creatore di tutto ciò che esiste e dell’uomo. Nell’ottica islamica, il rapporto fondamentale di cui l’uomo è parte è quello che lo lega ad Allàh; quello di creazione. In questo rapporto, Allàh, nella veste del Creatore, si trova in posizione di sovranità, mentre l’uomo, nella sua condizione di creatura, si trova in posizione di sudditanza. La sovranità di Allàh sull’Universo, e su tutto che vi è in esso, è inerente alla sua posizione di Creatore, posizione, dalla quale discende, che Egli è il Padrone e il Signore di tutto ciò che esiste. L’esistenza di ogni cosa si svolge secondo il progetto creativo divino, in base ad un complesso di leggi, che tutto regola e nulla lascia alla casualità. Così, anche l’esistenza dell’uomo, nel più vasto quadro dell’esistente, ha ricevuto un regolamento divino per la sua esistenza da uomo. Però la creatura uomo, a differenza di tutte le altre realtà del creato, non è necessitata all’obbedienza. L’uomo, per quanto riguarda l’obbedienza al regolamento divino della sua esistenza, ha ricevuto dal Creatore il dono distintivo della libertà di scelta del suo comportamento (il libero arbitrio); e ciò poiché è dalle sue scelte che dipende il suo destino ultraterreno. Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, per mezzo di uomini eletti, ai quali ha affidato nel corso dei secoli la missione profetica, ha rivelato agli uomini la Linea di condotta da seguire per la realizzazione dell’umanità autentica. I Profeti hanno rivolto all’uomo l’invito a prendere coscienza della sua condizione di creatura ed a riconoscere che la sovranità appartiene, oggettivamente ed in esclusiva, al Creatore. Per questa Sua posizione di sovranità, Allàh è l’unico titolare del diritto di ricevere obbedienza alla Sua Legge da parte dell’uomo. Ciascuno dei Profeti ha invitato gli uomini e le donne del suo popolo a vivere la loro umanità, secondo il modello di vita rivelato, per suo tramite, da Allàh. Tutti i Profeti precedenti al profeta Muhàmmad (Adamo, Noè, Abramo, Mosè, Gesù e tutti gli altri, di cui qui non viene fatto il nome, la pace su loro!) hanno invitato i destinatari del Messaggio divino, di cui erano portatori, ad essere obbedienti ad Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo; in altre parole hanno invitato gli uomini all’Islàm, che è l’obbedienza dell’uomo al regolamento della vita umana, stabilito da Allàh, perché l’uomo possa vivere a misura d’uomo in questa vita e guadagnare il Paradiso nella vita ultraterrena. Il grande numero di Profeti e di Apostoli di Allàh, su loro la pace, è dipeso dal fatto che, nel corso della storia, uomini, fuorviati da Satana, confezionando false religioni, hanno fuorviato i loro popoli dall’Islàm, dopo che i loro popoli vi erano tornati, grazie all’insegnamento dei Profeti, inviati da Allàh a richiamarli sulla via della verità. Cosi, per ripresentare agli uomini il Messaggio originario, per dare all’Islàm una forma perfetta e per preservarlo dalle manipolazioni, Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, investì della missione apostolico-profetica universale l’uomo Muhàmmad figlio di Abdullah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nativo della Mecca, in Arabia. Missione di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fu il comunicare, non solo al suo popolo, gli Arabi, ma agli uomini tutti, la Parola di Allàh (il Sublime Corano) e per esemplificarla con la sua vita (la Nobile Sunnah). Il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è il Sigillo della Profezia e il titolare dell’Ultima Missione Profetica.

 

La posizione dell’uomo nel mondo

C’è stato un tempo in cui l’uomo non esisteva, poi Allàh creò Adamo e da lui la sua consorte. La vera storia di Adamo ed Eva, di cui qui tracciamo le linee fondamentali, è quella che Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, narra nel Sublime Corano. Allàh racconta di aver dichiarato agli Angeli la Sua intenzione di creare una creatura particolare, un khalìfah (vicario), per affidare ad essa il dominio della terra. Egli creò, quindi, la creatura umana: Adamo (il maschio) ed Eva (la femmina). Essi, essendo stati destinati ad esercitare il loro dominio sul mondo, ricevettero da Allàh la “conoscenza delle cose”, per esercitare in modo equilibrato i poteri che erano stati loro affidati. Contestualmente alla concessione del potere, Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, diede loro l’ordine di non avvicinarsi ad una pianta. Adamo ed Eva, però, vittime della tentazione di Satana si avvicinarono alla pianta interdetta, venendo meno all’obbedienza dovuta da loro ad Allàh, in quanto loro Creatore. Tuttavia, subito dopo aver trasgredito, presa coscienza del loro peccato, essi si pentirono e chiesero perdono ad Allàh, il Quale li perdonò. Dopo aver ottenuto il perdono, essi furono fatti scendere sulla terra e sulla terra ricevettero la promessa della Retta direzione. Con la promessa ci fu questa assicurazione: coloro che seguiranno la Retta direzione saranno beneficiari della Misericordia di Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo. Adamo, il primo uomo, ricevette la Retta direzione e trasmise alla sua discendenza, come primo Profeta di Allàh, gli Insegnamenti divini e le regole di vita, ricevute dal suo Signore. L’obbedienza dei discendenti di Adamo al codice di vita del loro progenitore fu “la religione dell’Islàm”. Questa è, nelle sue linee essenziali, la vera storia di Adamo ed Eva. Narratore di essa è il Testimone e La Verità, per cui non vi è alcun dubbio, che i racconti delle vicende di Adamo ed Eva, diversi da quello raccontato da Allàh, non corrispondono alla verità. Alla luce di quanto sopra, la dottrina del “peccato originale” e tutte le costruzioni teologiche, basate su questa dottrina non corrispondono a verità. Il dominio sul mondo è stato dato alla creatura umana, come tale e, quindi, tanto al maschio quanto alla femmina. Ciò pone le basi dottrinali e pratiche della parità ontologica dell’uomo e della donna nella loro natura umana. E’ ad ambedue, su un piano di assoluta parità, che, in vista del destino ultraterreno di ambedue, pur assegnando ad essi compiti e ruoli diversi, Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, ha conferito potere sul mondo. L’idea che fu Eva a condurre Adamo al peccato è soltanto il pretesto maschilista, per vittimizzare la donna, dopo averla colpevolizzata, come causa delle disgrazie dell’umanità (presso gli Ebrei) e come causa della passione e morte del “figlio di Dio” nei tormenti della croce (presso i Cristiani)! Dalla Parola di Allàh, il Sublime Corano, apprendiamo, invece, la verità. I due (Adamo ed Eva) furono fatti cadere ambedue da Satana. Ambedue, dopo essersi pentiti del loro peccato ed avere ottenuto il perdono divino, entrarono nel mondo senza peccato originale e così, tutti i loro discendenti, i Figli di Adamo, tanto l’uomo quanto la donna, nascono in una condizione di innocenza e di purezza. Nessuno, infatti, porta la responsabilità dei peccati altrui. Il successo dell’uomo e della donna, con la misericordia di Allàh, o l’insuccesso, in questa vita e nella vita futura dipendono dalla loro fede e dal loro comportamento personale. Nessuno è responsabile per un altro. La creatura umana, alla quale Allàh ha concesso il dominio del mondo, ha ricevuto, anche, l’insegnamento della linea di condotta, che deve essere seguita nell’esercizio di tale dominio. Dalla pratica della linea insegnata da Allàh derivano alla creatura umana benessere e benedizioni, mentre dalla pratica d’una qualsiasi via diversa, che essa ha la possibilità di seguire poiché dotata di libera scelta, deriva il disastro nella vita presente e nella futura. Satana, il fuorviatore, è sempre in agguato, per cogliere ogni occasione di allontanare l’uomo dalla linea dell’obbedienza ad Allàh e proprio perché l’uomo possa difendersi dall’aggressione di Satana è stata data la Retta direzione. Adamo ed Eva furono messi alla prova ed il risultato di essa insegna che l’uomo, pur essendo la sua natura essenzialmente buona, è suscettibile di cadere in errore. Per questa sua suscettibilità di cadere in errore, Allàh, nella Sua misericordia e Sapienza, ha provveduto l’uomo di una guida sicura, indicandogli la retta via. Inoltre, poiché per la sua debolezza l’uomo può commettere errori, Allàh, lo ha invitato a non disperare della sua Misericordia, perché Egli perdona ogni peccato al di sotto di quello di associarGli condomini nella sua qualità divina. La salvezza dal fuoco, per il peccatore, sta nel comprendere di avere sbagliato e chiedere perdono ad Allàh, ritornando sulla Retta via.

 

La posizione dell’uomo nel creato

Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, nel Sublime Corano, descrive le modalità della creazione di Adamo. La teoria sull’origine della specie umana, che va sotto il nome di ipotesi evoluzionista, è, pertanto, priva di fondamento. Come ad ogni realtà del creato è stata data esistenza per uno scopo ben preciso, anche l’uomo è stato creato per svolgere un ruolo ben preciso nel creato. L’esistenza dell’uomo sulla terra ha inizio con la coscienza di una missione e non già nel disorientamento. Il modello di uomo, nel quale si realizza l’umanità autentica, è stato presentato agli uomini per mezzo della Rivelazione ed in termini chiari è stata loro insegnata la via, che conduce al Successo finale. La vita dell’uomo nel mondo, vita che ha dei limiti temporali, è il banco di prova della sua fedeltà. La vita futura è eterna e, in essa, uomo e donna, i quali sono responsabili del loro comportamento, in relazione ad esso, riceveranno la loro ricompensa. Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, dice:

E i credenti e le credenti si proteggono a vicenda; comandano il bene e proibiscono il male, eseguono il rito d’adorazione e pagano l’imposta coranica, obbediscono ad Allàh e al Suo Apostolo. Quelli avranno la Misericordia Allàh. In verità, Allàh è Onnipotente e Sapiente. Allàh, ha promesso ai credenti e alle credenti giardini, sotto cui scorrono i fiumi, dove abiteranno in eterno e abitazioni buone nei Giardini di Eden, ma, il Compiacimento di Allàh sarà il massimo. Questo è il Trionfo sublime!
Corano IX - àyah 71-72

Chiunque si comporti bene, maschio o femmina, e sia credente lo ricompenseremo con una vita buona (in terra) e lo ricompenseremo (nella vita futura) con il meglio di ciò che facevano”.
Corano XVI- àyah 97

“ Allàh ha preparato perdono e grandissima ricompensa per gli uomini e le donne che hanno fatto Islàm, per gli uomini e le donne che credono, per gli uomini e le donne che obbediscono, per gli uomini e le donne che sono perseveranti sulla retta via, per gli uomini e le donne che fanno l’elemosina, per gli uomini e le donne che fanno il digiuno, per gli uomini e le donne che conservano la loro modestia, per gli uomini e le donne che menzionano molto il nome di Allàh”.
Corano XXXIII àyah 35
Questi sono i modelli proposti da Allàh agli uomini e alle donne e questo è il la linea di riferimento, su cui si baserà il giudizio finale. In questi insegnamenti viene data l’indicazione chiara della via, che le creature umane devono percorrere per realizzare il successo nella vita futura, con il permesso di Allàh, e viene sancita in modo indiscutibile la parità dell’uomo e della donna nello svolgimento dei loro rispettivi ruoli, che sono complementari l’uno dell’altro.

 

L’ordinamento della vita

La condizione umana è quella di creatura e, perciò, sono implicite in essa la totale dipendenza dell’uomo e, corrispettivamente, la Signoria di Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, su tutta la vita dell’uomo, in ogni suo aspetto. L’uomo è una realtà speciale nel creato, poiché la sua personalità è costituita da spirito e materia. Perché l’uomo sia veramente uomo è necessario che egli realizzi l’equilibrio tra l’aspetto spirituale e l’aspetto materiale della sua umanità; questo equilibrio è lo scopo delle norme, che Allàh detta all’uomo e, solo quando vengono praticate le norme del codice di vita islamico, l’uomo realizza nell’equilibrio tra la sua spiritualità e la sua fisicità, una vita buona, a misura d’uomo. Sono, quindi, estranee al codice di vita islamico le pratiche dell’ascetismo e del monachesimo, come pure sono estranee alla retta visione del mondo le dottrine, che negano all’aspetto materiale della vita dell’uomo un valore positivo, e le dottrine, il cui risultato nella pratica della vita è l’annientamento della dignità umana. Ogni sistema di idee che porti alla separazione dei due elementi fondamentali dell’identità umana, lo spirituale ed il materiale, privilegiando uno dei due sull’altro, o, addirittura, negando la spiritualità, è una inaccettabile violenza alla natura dell’uomo. Allàh ha dato all’uomo una visione integrata della vita e della realtà ed il Suo insegnamento riguarda tutte le sfere dell’attività umana, spirituale e materiale, individuale e sociale, educativa e culturale, economica e politica. Il carattere specifico dell’Islàm è che in esso si attua la spiritualizzazione di tutti gli aspetti della vita. Ogni attività umana è religione, se viene praticata con la consapevolezza che la vita è un dono di Allàh e che essa, per essere veramente umana, deve esser vissuta secondo i principi e le norme da Lui rivelati. Ciò che non è conforme agli insegnamenti ed ai comandamenti divini è anti-umano.La vita dell’uomo è fatta di atti e di comportamenti. Per ogni atto ed ogni comportamento dell’uomo, Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, ha dato delle regole di condotta, affinché l’uomo, praticandole, realizzi lo scopo per cui è stato creato. La vita è un tutto dai multiformi aspetti e, per questo, Allàh, ne ha regolato l’esistenza con gli stessi principi in ogni suo aspetto.

 

La sciarì’ah

La Sciarì’ah è il Codice di vita, che contiene le norme che governano il dono della vita nella sua interezza. Il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è il modello umano, che Allàh propone all’uomo, il quale voglia realizzare la sua autenticità umana e rispettare la propria dignità. Ogni uomo, nella vita esemplare del Profeta, trova le direttive chiare per ogni comportamento, di cui Allàh si compiace: da quello strettamente personale a quello sociale, come uomo, come figlio, come marito, come padre, come predicatore, come maestro, come operatore economico, come uomo di stato, come comandante, come negoziatore di pace, come giudice o come capo di stato; e ogni donna, negli insegnamenti del Profeta e tramite le sue mogli, le madri dei credenti, che Allàh si compiaccia di esse, trova le direttive per vivere in maniera completa la propria femminilità. Ciò che rende autenticamente umano un comportamento è, per i motivi sopra esposti, la sua conformità ai Precetti di Allàh ed agli Insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

 

La fede come fulcro del sistema sociale

Una comunità umana è vera comunità umana, quando si muove sui cardini della professione di fede: che non c’è divinità, tranne Allàh e che Muhàmmad è l’Apostolo di Allàh. Questi sono i cardini su cui si muove la società umana, quando è costruita a misura d’uomo. Essa è veramente umana, quando è costruita e strutturata secondo il modello proposto da Allàh. Comunità sono state fondate dall’uomo sulla faccia della terra, avendo come collante sociale, la razza, i vincoli di sangue, i rapporti tribali, l’appartenenza ad una particolare area geografica, ma tutte queste differenze non hanno ragione di esistere, quando viene praticata la Legge di Allàh. Il vincolo che unisce gli appartenenti ad una comunità veramente umana è la convinzione incrollabile che nessuno, tranne Allàh, ha diritto di dominio sull’uomo e che Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è il maestro ed il modello della vita autenticamente umana. In questa concezione si cancellano le differenze di razza, di sangue, di tribù, di geografia. Con la sua entrata nell’Islàm l’uomo instaura, volontariamente, con Allàh un rapporto di dipendenza soggettiva, che si aggiunge a quel rapporto di dipendenza oggettiva, che riguarda, a prescindere dalla sua volontà, l’aspetto fisico della sua esistenza terrena. Questo rapporto con Allàh, di natura verticale, pone l’uomo in un rapporto, di natura orizzontale, con la comunità dei credenti, i quali, nel loro insieme, costituiscono la comunità musulmana. Chiunque creda nella unità, unicità ed unipersonalità di Allàh, e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, e, coerentemente alla sua fede, pratichi la sua vita in obbedienza al Sublime Corano ed alla Nobile Sunna dell’Apostolo, è parte di questa comunità, qualunque sia la sua razza, il suo colore, la sua lingua o il suo luogo di nascita. Questo è il principio indicato da Allàh agli uomini per la costruzione di una società autenticamente umana e, in quanto questo principio è di provenienza divina, esso è ragionevole ed applicabile a tutta l’umanità. La fede, nell’ordinamento islamico della vita, oltre che alla base dei comportamenti morali, che riguardano la sfera privata dell’individuo, sta alla base di tutte le azioni, in cui si realizzano le dimensioni del sociale, del politico, dell’economia e del diritto. In questo reticolo concettuale il fattore di realizzazione della pienezza umana, sia nel privato che nel sociale, è la Fede. La fede nella provenienza divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è, pertanto, la fonte delle istituzioni sociali, dalla famiglia allo stato, in cui l’uomo realizza la sua dignità umana. E la dignità umana consiste nel non aver l’uomo, come suo Padrone e Signore, altri che Allàh: questa è la società musulmana! Essa e la sua civiltà sono universali, cioè destinate a tutta l’umanità, nella loro origine e nella loro destinazione. Con questa breve premessa introduttiva sono state offerte, in modo sintetico, al lettore le idee-forza del sistema di vita islamico, la conoscenza delle quali è, sicuramente, necessaria per vedere nella giusta prospettiva le realtà dell’Islàm e per comprendere l’ordinamento islàmico della vita, nella sfera dell’ individuale e del sociale. E ciò perché la famiglia, che è l’argomento del libro, sia studiata nel reticolo concettuale della visione islàmica del mondo e del codice di vita dell’Islàm.