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QI-44
La parola

La parola ( الكلمة = al-kàlimah ) è uno degli aspetti fondamentali della creatura umana: è uno delle forme, con cui Allàh, l’Altissimo, ha distinto l’uomo dalla bestia. Tutte le creature viventi, infatti, hanno un linguaggio, per mezzo del quale comunicano tra loro, ma solamente l’uomo ha ricevuto da Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il dono della parola, che è uno degli aspetti della Realtà Divina.

Allàh, l’Altissimo, ha rivelato agli uomini per mezzo della Sua Parola divina, il Sublime Corano, Kàlimatu llàh (كلمة الله), la salvifica visione del mondo e il codice di vita, nei quali l’uomo ha gli strumenti di realizzazione della propria dignità umana. Per mezzo della Parola Divina, che nelle lettere della lingua araba assume forma visibile e nei suoni della lingua araba assume forma udibile, l’uomo ha ricevuto la comunicazione della via che deve percorrere, se vuole salvarsi dal fuoco dell’Inferno. E’ lo stesso Allàh, l’Altissimo, che ha insegnato all’uomo, nella persona di Adamo, il primo uomo, di cui tutti noi umani (uomini e donne) siamo figli e figlie, i nomi delle cose.

Dice Allàh, l’Altissimo, nel Sublime Corano :
Egli (Allàh, l’Altissimo) insegnò ad Adamo i nomi di tutte le realtà e poi, nel farle sfilare davanti agli angeli, disse loro: “Ditemi i loro nomi, se siete veritieri!”(31) Dissero (gli Angeli): “Incondivisa è la Tua divinità! Noi non sappiamo se non quello che Tu ci hai insegnato, poiché Tu sei l’Onnisciente il Sapiente”. (32) Allora, Allàh, rivolto ad Adamo: “Dilli tu i nomi a loro!”. Dopo che Adamo ebbe enunciato i nomi delle realtà, Allàh disse, rivolto agli Angeli: “Non vi avevo detto che Io conosco i segreti dei cieli e della terra e che so sia quello che manifestate sia quello che tenete nascosto?”.
(Sura II – la vacca - ayàt 31-32)

Allàh, oltre ad avere insegnato i nomi delle realtà, delle quali Allàh, l’Altissimo, diede esperienza ad Adamo, su lui la pace, facendole materialmente passare davanti ai suoi occhi, strutturò la mente di lui con la capacità di stabilire rapporti tra le realtà (ragionare), di ricordare (memoria), di ideare (pensiero), di esprimere il pensiero attraverso le parole (eloquio).

Dice Allàh nel Sublime Corano:
Khàlaqa l-insàn – ‘allàma-hu l-bayàn
Creò l’uomo e gli insegnò l’eloquio
(Sura LV - il Sommamente Misericordioso - ayah 3 e àyah 4 )

Inoltre, è Allàh, l'Altissimo, che ha insegnato all’uomo a trasformare in scrittura i suoni della parole. E’, infatti, Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, che ha insegnato all’uomo la scrittura.

‘àllama bi-l-qàlam (3)
‘àllama l-insàna ma lam yà’lam (4)

Insegnò l’uso del càlamo.
Insegnò all’uomo
ciò che da solo non avrebbe potuto sapere.
(Corano: Sura XCVI – al-‘àlaq – ayah 3 e àyah 4)

L’espressione uso del càlamo, significa, infatti, scrittura. La scrittura è la materializzazione grafica della parola, che consente la comunicazione a distanza, sia nel tempo sia nello spazio, tra i due soggetti della comunicazione. Mentre, infatti, la parola (comunicazione verbale) richiede la compresenza nello spazio e nel tempo e in caso di telefonia, quella nel tempo dei soggetti della comunicazione, essa non è necessaria per la comunicazione scritta. Anche la diversità delle lingue, come, peraltro, la diversità dei colori della pelle, dipende dalla volontà di Allàh. La diversificazione delle lingue, che ebbe inizio dalla lingua di Adamo, è stata attuata nel tempo a partire dall’insegnamento delle parole, che Allàh impartì ad Adamo, su lui la pace, dopo averlo creato.

(Dal primo capitolo del libro)

 

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