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Quest’opera è una breve galleria di ritratti
di uomini illustri della cultura islamica, che hanno dato un contributo di
grande rilevanza al progresso scientifico dell’umanità con i risultati
della loro attività di studio e di ricerca. Essi formano una
costellazione di luminari di prima magnitudine nel firmamento della
scienza. Numerosi altri ce ne sono, che qui non sono ricordati, ma il
contributo dei quali è, ugualmente, di grande portata. Se Allàh, sia
gloria a Lui l’Altissimo, vorrà, li ricorderemo in un eventuale secondo
volume su questo tema. L’attività degli uomini di scienza musulmani fu
promossa dalla loro fede islamica. Essi operarono in obbedienza alle
numerose indicazioni, che Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, dà nel
Sublime Corano ed in osservanza dei numerosi precetti del Profeta
Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Nel Sublime
Corano, infatti, Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, esorta gli uomini
alla ricerca scientifica. Su un totale di 6.239 ayàt (ayàt è il plurale
di àyah = segno = unità base di rivelazione coranica) del Sublime
Corano, ve ne sono 570 che invitano l’uomo all’uso della ragione, allo
studio della natura (il creato), alla riflessione e alla ricerca
scientifica, che deve essere una parte fondamentale della vita della
comunità. Tutti i Musulmani, ma soprattutto i giovani, che, oggi, nelle
scuole europee subiscono un insegnamento finalizzato a una formanzione
culturale eurocentrica, hanno il dovere di sapere, che l’Islàm ha
costruito uomini, i quali hanno dato contributi fondamentali al progresso
della scienza e della civiltà umana, nel corso dei secoli. E ciò non
solo come conservatori e trasmettitori del patrimonio scientifico,
prodotto dall’antichità classica (un patrimonio che sarebbe andato
inesorabilmente perduto senza l’interesse che l’Islàm ha stimolato in
loro verso la conoscenza), ma anche come autori di opere originali. Nei
libri di testo europei, ancor oggi, l’apporto islamico al progresso
scientifico viene minimizzato, quando, addirittura, non viene passato
sotto silenzio. Mai, quando in questi libri l’autore è costretto a fare
accenni a qualcosa di fondamentale per il progresso, si parla di uomini di
scienza musulmani, ma di arabi, mentre di arabi non ce n’è che uno,
trattandosi in maggioranza di Spagnoli e Persiani (cfr. le cartine dei
luoghi di nascita). Il musulmano, che studia nelle strutture scolastiche
italiane sui libri di testo approvati dal Mistero dell’ Istruzione, deve
sapere che ci sono personaggi di spicco della civiltà islamica, nei
diversi campi della scienza; deve sapere, che il loro fiorire ha avuto
come base il forte sentimento di appartenenza ad una comunità, la cui
vita si svolge secondo regole date dall’Onnipotente Creatore dell’universo
e dell’uomo, in un periodo storico in cui la motivazione dell’azione
di ogni musulmano era l’affermazione del primato della Parola di Allàh.
Il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nelle
più disparate occasioni, diede direttive precise per la condotta, che il
musulmano deve tenere nei confronti del sapere. Queste direttive sono
raccolte, qui sotto, come fossero un unico discorso unitario. Egli, che
Allàh lo benedica e l’ abbia in gloria, disse: —L’acquisto del
sapere è un dovere religioso, tanto per il musulmano quanto per la
musulmana. Ricercate il sapere dalla culla alla bara, poiché Allàh
conduce sulla via del Paradiso, chi si è messo alla ricerca del sapere.
— In verità, la superiorità dell’uomo che sa rispetto a quello che
non sa è quella dello splendore della luna rispetto allo splendore delle
stelle. — Acquistate il sapere, perchè l’esserne in possesso mette in
grado di distinguere il bene dal male ed illumina la via del paradiso a
chi lo possiede. Il sapere è il nostro amico nel deserto, il nostro
compagno nella solitudine, il nostro sostegno, quando non abbiamo amici.
Esso ci guida alla felicità, ci aiuta nella povertà, è un ornamento
quando siamo in mezzo ad amici ed una corazza quando siamo in mezzo a
nemici. — L’inchiostro del dotto è più prezioso del sangue del
martire! E volete sapere chi sono coloro che sanno? Essi sono coloro che
mettono in pratica il loro sapere. — Chi esce di casa alla ricerca del
sapere è sulla via di Allàh, finchè ritorna a casa, perciò ricercate
il sapere anche se in Cina! — Colui che conosce sè stesso conosce
Allàh e nel resistere all’aggressione di Sàtana un uomo che sa è più
forte di cento ignoranti. Questi insegnamenti devono essere una guida per
ogni musulmano, che si sta preparando alla vita in un ambiente di cultura
diversa, i cui operatori danno dell’Islàm, almeno a livello di
informazione scolastica e a livello di informazione di massa, un’immagine
negativa. Il musulmano deve sapere, quindi, e ha il dovere di far sapere,
che l’Islàm è lo schema di vita dato dal Creatore alla Sua creatura
umana, soltanto nel quale l’uomo ha il mezzo di realizzare la propria
umanità e che è valido in ogni tempo ed in ogni luogo. In questa breve
introduzione sono date le motivazioni educative e formative, che mi hanno
spinto alla elaborazione di questo testo per musulmani italiani in età
scolastica e per tutti coloro che vogliano approfondire le loro conoscenze
sull’Islàm. Avvertenza E’ stato coniato per questo libro il
neologismo aggettivale milàdico (con sigla m.), che ricalca l’arabo
miladìyyun, in sostituzione di A.D. (anno domini), era volgare (e.v.)
dopo Cristo (d.C.). Con l’aggettivo miladìyyun i Musulmani indicano gli
anni dell’era cristiana, che parte dalla nascita (del Messia Gesù,
figlio di Maria) e che in lingua araba suona milàd. Per le datazioni
prima dell’ era cristiana (a.C.) è usata la sigla q.m. = qàbla
l-milàd, vale a dire (prima della nascita). |
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