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QI-47 Tra le virtù che costituiscono la struttura portante della personalità islamica e che caratterizzano l’identità del musulmano ci sono la pazienza e la forza d’animo per sopportare, per amore di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, i disagi e le avversità che la vita può riservare. Chi non ha pazienza vive, certamente, in una zona periferica dell’Islàm! Pazienza è il costringere l’animo ad accettare ciò che crea sofferenza ad esso e a sopportare con serenità il male che viene inflitto. Il musulmano, per esempio, esercita pazienza, quando costringe se stesso a compiere degli atti di devozione che più lo impegnano nella pratica religiosa, benché quegli atti comportino sacrificio; trattiene se stesso dal trasgredire il comandamento coranico o il precetto profetico, soprattutto quando la tentazione di trasgredire è molto forte; si controlla nelle difficoltà, senza preoccuparsi né irritarsi. Inalberarsi, poi, contro la volontà di Allàh, l’Altissimo, è un’offesa alla Maestà divina. Il Musulmano, che si trova nelle tribolazioni, ha sempre conforto nel pensiero di Allàh, l’Altissimo, e della grande ricompensa, che gli sarà concessa in premio, non senza il concorso della misericordia divina, per la sua pazienza. Egli è consapevole che nulla può fermare il corso della volontà divina, le cui decisioni sono giuste e irrevocabili (tanto quando sia rassegnato quanto quando non lo sia); egli sa, inoltre, che, mentre la pazienza gli fa guadagnare una ricompensa, la ribellione lo porta solamente alla trasgressione. La pazienza è una grandissima virtù, che l’uomo può acquisire con grande esercizio; ed è per questo inestimabile valore della pazienza che il Musulmano implora Allàh, l’Altissimo, rifulga lo splendore della Sua Luce, di concedergliela e si sforza di realizzarla in se medesimo. |
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