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012) Luminari musulmani nel firmamento delle scienze

ESAURITO - Il testo è stato ristampato nei Quaderni Islamici  61, 62 e 63 con una “prefazione” nel Q.I. 60 intitolato L’Europa è stata civilizzata dall’Islàm. Vedi categoria "Scienza e arte".

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Quest’opera è una breve galleria di ritratti di uomini illustri della cultura islamica, che hanno dato un contributo di grande rilevanza al progresso scientifico dell’umanità con i risultati della loro attività di studio e di ricerca. Essi formano una costellazione di luminari di prima magnitudine nel firmamento della scienza. Numerosi altri ce ne sono, che qui non sono ricordati, ma il contributo dei quali è, ugualmente, di grande portata. Se Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, vorrà, li ricorderemo in un eventuale secondo volume su questo tema. L’attività degli uomini di scienza musulmani fu promossa dalla loro fede islamica. Essi operarono in obbedienza alle numerose indicazioni, che Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, dà nel Sublime Corano ed in osservanza dei numerosi precetti del Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Nel Sublime Corano, infatti, Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, esorta gli uomini alla ricerca scientifica. Su un totale di 6.239 ayàt (ayàt è il plurale di àyah = segno = unità base di rivelazione coranica) del Sublime Corano, ve ne sono 570 che invitano l’uomo all’uso della ragione, allo studio della natura (il creato), alla riflessione e alla ricerca scientifica, che deve essere una parte fondamentale della vita della comunità. Tutti i Musulmani, ma soprattutto i giovani, che, oggi, nelle scuole europee subiscono un insegnamento finalizzato a una formanzione culturale eurocentrica, hanno il dovere di sapere, che l’Islàm ha costruito uomini, i quali hanno dato contributi fondamentali al progresso della scienza e della civiltà umana, nel corso dei secoli. E ciò non solo come conservatori e trasmettitori del patrimonio scientifico, prodotto dall’antichità classica (un patrimonio che sarebbe andato inesorabilmente perduto senza l’interesse che l’Islàm ha stimolato in loro verso la conoscenza), ma anche come autori di opere originali. Nei libri di testo europei, ancor oggi, l’apporto islamico al progresso scientifico viene minimizzato, quando, addirittura, non viene passato sotto silenzio. Mai, quando in questi libri l’autore è costretto a fare accenni a qualcosa di fondamentale per il progresso, si parla di uomini di scienza musulmani, ma di arabi, mentre di arabi non ce n’è che uno, trattandosi in maggioranza di Spagnoli e Persiani (cfr. le cartine dei luoghi di nascita). Il musulmano, che studia nelle strutture scolastiche italiane sui libri di testo approvati dal Mistero dell’ Istruzione, deve sapere che ci sono personaggi di spicco della civiltà islamica, nei diversi campi della scienza; deve sapere, che il loro fiorire ha avuto come base il forte sentimento di appartenenza ad una comunità, la cui vita si svolge secondo regole date dall’Onnipotente Creatore dell’universo e dell’uomo, in un periodo storico in cui la motivazione dell’azione di ogni musulmano era l’affermazione del primato della Parola di Allàh. Il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nelle più disparate occasioni, diede direttive precise per la condotta, che il musulmano deve tenere nei confronti del sapere. Queste direttive sono raccolte, qui sotto, come fossero un unico discorso unitario. Egli, che Allàh lo benedica e l’ abbia in gloria, disse: —L’acquisto del sapere è un dovere religioso, tanto per il musulmano quanto per la musulmana. Ricercate il sapere dalla culla alla bara, poiché Allàh conduce sulla via del Paradiso, chi si è messo alla ricerca del sapere. — In verità, la superiorità dell’uomo che sa rispetto a quello che non sa è quella dello splendore della luna rispetto allo splendore delle stelle. — Acquistate il sapere, perchè l’esserne in possesso mette in grado di distinguere il bene dal male ed illumina la via del paradiso a chi lo possiede. Il sapere è il nostro amico nel deserto, il nostro compagno nella solitudine, il nostro sostegno, quando non abbiamo amici. Esso ci guida alla felicità, ci aiuta nella povertà, è un ornamento quando siamo in mezzo ad amici ed una corazza quando siamo in mezzo a nemici. — L’inchiostro del dotto è più prezioso del sangue del martire! E volete sapere chi sono coloro che sanno? Essi sono coloro che mettono in pratica il loro sapere. — Chi esce di casa alla ricerca del sapere è sulla via di Allàh, finchè ritorna a casa, perciò ricercate il sapere anche se in Cina! — Colui che conosce sè stesso conosce Allàh e nel resistere all’aggressione di Sàtana un uomo che sa è più forte di cento ignoranti. Questi insegnamenti devono essere una guida per ogni musulmano, che si sta preparando alla vita in un ambiente di cultura diversa, i cui operatori danno dell’Islàm, almeno a livello di informazione scolastica e a livello di informazione di massa, un’immagine negativa. Il musulmano deve sapere, quindi, e ha il dovere di far sapere, che l’Islàm è lo schema di vita dato dal Creatore alla Sua creatura umana, soltanto nel quale l’uomo ha il mezzo di realizzare la propria umanità e che è valido in ogni tempo ed in ogni luogo. In questa breve introduzione sono date le motivazioni educative e formative, che mi hanno spinto alla elaborazione di questo testo per musulmani italiani in età scolastica e per tutti coloro che vogliano approfondire le loro conoscenze sull’Islàm. Avvertenza E’ stato coniato per questo libro il neologismo aggettivale milàdico (con sigla m.), che ricalca l’arabo miladìyyun, in sostituzione di A.D. (anno domini), era volgare (e.v.) dopo Cristo (d.C.). Con l’aggettivo miladìyyun i Musulmani indicano gli anni dell’era cristiana, che parte dalla nascita (del Messia Gesù, figlio di Maria) e che in lingua araba suona milàd. Per le datazioni prima dell’ era cristiana (a.C.) è usata la sigla q.m. = qàbla l-milàd, vale a dire (prima della nascita).

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